{"id":93599,"date":"2021-04-16T09:00:28","date_gmt":"2021-04-16T07:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93599"},"modified":"2021-04-17T13:38:32","modified_gmt":"2021-04-17T11:38:32","slug":"violini-a-cremona-vivaldi-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93599","title":{"rendered":"Violini a Cremona &#8211; Vivaldi e &#8230;"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-900-Violini-1a.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-93603\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-900-Violini-1a-201x300.png\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-900-Violini-1a-201x300.png 201w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-900-Violini-1a.png 500w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-600-mostra-viol.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-93601 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-600-mostra-viol-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-600-mostra-viol-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Cremona-600-mostra-viol.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva;\"><span style=\"font-size: x-large;\">I violini di Vivaldi e le Figlie di Choro<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: large;\"><em><strong>Museo del Violino, 5 maggio \u2013 1 agosto 2021<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><em>\u00a0&#8211; <\/em><strong>Antonio Vivaldi<\/strong>\u00a0\u00e8 il pi\u00f9 importante, influente e originale musicista italiano del periodo\u00a0<strong>Barocco<\/strong>. Il violino ne ispira il genio, ricambiato con una scrittura luminosa, ricca di idee, colori e temperamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra\u00a0<strong><em>I violini di Vivaldi e le Figlie di Choro<\/em><\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>Museo del Violino<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Cremona<\/strong>, dal\u00a0<strong>5 maggio*<\/strong>\u00a0al\u00a0<strong>1 agosto,\u00a0<\/strong>a cura di\u00a0<strong>Fausto Cacciatori, Deborah Pase e Federico Maria Sardelli<\/strong>, rilegge quest\u2019epoca fulgida attraverso gli strumenti scelti e utilizzati dal \u201cprete rosso\u201d e dalle fanciulle dell\u2019<strong>Ospedale della Piet\u00e0 di Venezia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antica Istituzione rivolta all\u2019assistenza dell\u2019infanzia abbandonata era, allora, anche un conservatorio di musica nel quale le giovani orfane talentuose venivano avviate al canto e allo studio dei vari strumenti musicali. Vivaldi vi oper\u00f2 dal 1703 al 1740, dapprima come Maestro di Violino e successivamente come\u00a0Maestro di Concerti, occupandosi quindi anche della scelta e dell\u2019acquisto degli strumenti musicali. <strong>In quel periodo l\u2019Ospedale compr\u00f2 pi\u00f9 di cinquanta strumenti, molti dei quali fanno\u00a0parte della collezione,<\/strong> che vanta alcuni pezzi di altissimo pregio storico, realizzati da celebri liutai, come i due violoncelli di\u00a0<strong>Matteo Goffriller<\/strong>\u00a0e un violino di\u00a0<strong>Pietro Guarneri<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La collezione<\/strong> \u00e8 riconosciuta come rarissimo complesso di strumenti \u201cbarocchi\u201d, provenienti da un\u2019unica e antica\u00a0<strong>Cappella Musicale\u00a0<\/strong>e in parte non sottoposti a modifiche per l\u2019esecuzione moderna. Quasi tutti gli strumenti hanno cessato l\u2019uso continuo alla fine del XVIII secolo, quando il violino non aveva ancora compiuto l\u2019intero percorso evolutivo, quindi <strong>la maggior parte si presenta ancora allo stato originale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La raccolta dell\u2019Istituto della Piet\u00e0 si presenta, dunque, come una grande <strong>fonte di informazioni sugli strumenti ad arco di scuola veneziana e tedesca, della fine del XVIII secolo,<\/strong> da cui gli studiosi possono trarre preziose indicazioni e conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti sono presentati dopo una intensa campagna di <strong>studio, conservazione e restauro<\/strong> a cura del\u00a0<strong>Museo del Violino<\/strong>, del\u00a0<strong>Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e\u00a0Restauro\u00a0dei Beni Culturali<\/strong>\u00a0dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Pavia\u00a0<\/strong>e di\u00a0<strong>Cr.Forma<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente documenti, immagini ed oggetti permetteranno di ripercorrere la storia dell\u2019<strong>Ospedale della Piet\u00e0<\/strong>, luogo di accoglienza all\u2019epoca modernissimo, unico in Europa, laboratorio di educazione ed emancipazione. In particolare le\u00a0<strong><em>Figlie di Choro<\/em><\/strong>\u00a0erano apprezzate coriste e musiciste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra racconta, seppur per cenni, le loro suggestive vicende. Abbandonate neonate nella\u00a0<em>scafetta<\/em>, luogo deputato ad accogliere <strong>i piccoli assistiti nell\u2019Ospedale della Piet\u00e0<\/strong>, le\u00a0<strong><em>Putte del Choro<\/em><\/strong>\u00a0<strong>venivano selezionate per il loro talento musicale<\/strong> e istruite da celebri maestri come Francesco Gasparini e Antonio Vivaldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio pensando alle caratteristiche tecniche delle proprie allieve, <strong>Vivaldi sceglieva personalmente i violini per le\u00a0<em>Figlie di Choro<\/em>\u00a0<\/strong>come Zanetta, Marcolina e Susanna. Le\u00a0<em>Putte del Choro<\/em>\u00a0erano figure avvolte da un\u2019aura di mistero, poich\u00e9 durante i concerti si esibivano dalle cantorie, celate dal fittissimo intreccio in ferro battuto delle grate con cui erano decorate, che rendeva invisibile al pubblico il loro volto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molte di loro divennero famose e acclamate interpreti,<\/strong> impressionando con la propria bravura cronisti e viaggiatori stranieri che ne elogiarono i virtuosismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Quello dei quattro ospedali dove <strong>vado pi\u00f9 spesso e dove mi diverto di pi\u00f9\u00a0<\/strong><\/em>\u2013 scriveva il letterato e viaggiatore Charles De Brosses nel 1739 &#8211;<em>\u00a0\u00e8 l\u2019ospedale della Piet\u00e0, questo \u00e8 anche il primo per la perfezione dell\u2019orchestra. Che rigore nell\u2019esecuzione!\u201d.\u00a0<\/em>Eco di quella perfetta armonia ha ispirato la mostra e risuoner\u00e0 nelle sale del Museo del Violino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">La mostra\u00a0<i>I violini di Vivaldi e le Figlie di Choro<\/i>\u00a0\u00e8 promossa dalla Fondazione Museo del Violino e dall\u2019Istituto Provinciale per l\u2019Infanzia Santa Maria della Piet\u00e0 di Venezia, in collaborazione con il Distretto Culturale della Liuteria di Cremona e Michelangelo Foundation, con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cRegione Lombardia<\/em>\u00a0\u2013 sottolinea\u00a0<strong>l\u2019Assessore all\u2019Autonomia e Cultura della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>ha promosso e sostenuto la realizzazione sul territorio di progetti integrati di sviluppo culturale, adottando lo strumento dei Piani Integrati della Cultura, in collaborazione con Fondazione Cariplo e Unioncamere, attraverso i quali intende promuovere la progettualit\u00e0 culturale strategica in forme integrate e multisettoriali che richiedono il coordinamento tra soggetti pubblici e privati. A fine 2020 \u00e8 stata pubblicata la graduatoria definitiva dei PIC selezionati da Regione (in tutto 14 su 54 candidati), con un investimento superiore ai 12 milioni di euro\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuesta mostra<\/em>\u00a0\u2013 precisa l\u2019Assessore Galli\u00a0<em>\u2013 rientra tra le azioni del Piano Integrato della Cultura \u2018Percorsi barocchi tra musica e liuteria a Cremona\u2019 finanziato da Regione Lombardia per rilanciare il ruolo della cultura come elemento di sviluppo per i territori. In questo Piano, che vede coinvolto un partenariato pubblico-privato attivo sul tema del legame tra musica barocca e del saper fare liutario, riconosciuto dall\u2019Unesco patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 nel 2012, Regione Lombardia ha ravvisato uno strumento innovativo per la gestione e il coordinamento delle politiche culturali del territorio cremonese\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cI Piani Integrati della Cultura<\/em>\u00a0\u2013 conclude l\u2019Assessore Galli \u2013\u00a0<em>possono essere una grande leva per la ripartenza e fare scuola a livello nazionale ed europeo. Il domani delle politiche culturali sar\u00e0 determinato dalla prospettiva della valorizzazione integrata dell\u2019offerta culturale territoriale. Il rilancio della cultura, al termine della stagione pandemica, dovr\u00e0 necessariamente porsi in termini di attrattivit\u00e0: dovendo dimenticarci per molto tempo il turismo culturale pre-Covid, \u00e8 evidente che bisogner\u00e0 lavorare in modo significativo sulla domanda interna. L\u2019obiettivo \u00e8 riportare pi\u00f9 volte un cittadino nello stesso luogo di cultura e ci\u00f2 significa offrire sempre qualcosa di nuovo e di diverso valorizzando il proprio patrimonio. Questa \u00e8 la sfida da vincere\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>\u00c8 emozionante riaprire il Museo dopo un lungo lockdown con la mostra \u201cI violini di Vivaldi e le Figlie di Choro\u201d. Anche nei mesi pi\u00f9 duri, infatti, \u00e8 proseguito il lavoro di studio, ricerca e restauro: un impegno che ha visto affiancati al Museo e all\u2019Istituto Santa Maria della Piet\u00e0, sotto la guida dei due conservatori, il Corso di Laurea Magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia e Cr.Forma. Oggi ammiriamo il risultato di questo concorso di competenze, talenti, passioni, determinazione. Accanto agli strumenti raccontiamo le storie delle Figlie di Choro, la loro volont\u00e0 di emancipazione attraverso l\u2019istruzione in ambito musicale. Il loro messaggio \u00e8 quanto mai attuale. La chiusura dei musei ci ha privati del confronto con l\u2019arte, ora \u00e8 bello poter tornare a visitare le sale e le collezioni con la rinnovata consapevolezza di quanto l\u2019esperienza culturale sia fondamentale nella vita di una comunit\u00e0 e di ognuno di noi<\/em>\u201d afferma\u00a0<strong>Virginia Villa, Direttrice della Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201c<em>Nella strategia assistenziale dell\u2019Ospedale della Piet\u00e0, l\u2019attivit\u00e0 musicale diventava un\u2019opportunit\u00e0 di riscatto sociale e piena realizzazione artistica, offerta alle assistite pi\u00f9 talentuose. Il percorso espositivo consentir\u00e0 al visitatore di immergersi nella storia e nelle atmosfere di questa antica istituzione veneziana, accompagnandolo alla scoperta del connubio tra cura dell\u2019infanzia abbandonata e fervida attivit\u00e0 culturale<\/em>\u201d racconta\u00a0<strong>Lulzim Ajazi, Direttore dell\u2019Istituto Provinciale per l\u2019Infanzia \u201cSanta Maria della Piet\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I violini di Vivaldi e le Figlie di Choro Museo del Violino, 5 maggio \u2013 1 agosto 2021 &nbsp; \u00a0&#8211; Antonio Vivaldi\u00a0\u00e8 il pi\u00f9 importante,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":93602,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,2730,358],"tags":[22886],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93599"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93599"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93604,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93599\/revisions\/93604"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/93602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}