{"id":93641,"date":"2021-04-17T09:40:25","date_gmt":"2021-04-17T07:40:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93641"},"modified":"2021-04-17T09:45:12","modified_gmt":"2021-04-17T07:45:12","slug":"anticorpi-sars-cov-2-ancora-attivi-a-undici-mesi-dallinfezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93641","title":{"rendered":"Anticorpi SARS-CoV-2 ancora attivi a undici mesi dall\u2019infezione"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217; Ospedale Spallanzani &#8211; Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La durata della protezione conferita dall\u2019infezione naturale e dai vaccini pu\u00f2 andare oltre gli otto-dieci mesi<\/strong> sino ad oggi ipotizzati dalla letteratura sull\u2019argomento<\/p>\n<p><strong>Dalla ricerca \u00e8 emerso anzitutto che i livelli (o titoli) di anticorpi neutralizzanti sono pi\u00f9 elevati nelle persone di et\u00e0 superiore ai 60 anni &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anticorpi neutralizzanti contro il SARS-CoV-2 nei pazienti convalescenti <strong>sono ancora attivi a undici mesi dall\u2019infezione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Gli anticorpi neutralizzanti sviluppati dall\u2019organismo umano dopo l\u2019infezione ad opera del Sars-CoV-2 sono ancora presenti a livelli consistenti anche a distanza di undici mesi dall\u2019infezione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e8 quanto emerge da <strong>una ricerca realizzata dal laboratorio di virologia dell\u2019Istituto Nazionale Malattie Infettive \u201cLazzaro Spallanzani\u201d di Roma,<\/strong> diretto da Maria Rosaria Capobianchi, appena pubblicato sulla rivista Viruses.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ricercatori del laboratorio di virologia hanno<strong> analizzato, tra febbraio 2020 e gennaio 2021, 763 campioni di siero da 662 pazienti Covid-19,<\/strong> prelevati durante il ricovero all\u2019INMI \u201cLazzaro Spallanzani\u201d o dopo il superamento dell\u2019infezione, nel corso dei controlli di follow-up o degli screening per potenziali donazioni di plasma immune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi campioni sono stati quindi sottoposti a sieroneutralizzazione, tecnica virologica classica con la quale <strong>si verifica la capacit\u00e0 dei campioni ematici di neutralizzare il virus vivo,<\/strong> e che rappresenta il gold standard per la determinazione dell\u2019efficacia protettiva degli anticorpi, <strong>essendo pi\u00f9 precisa ed affidabile della tecnica degli pseudovirus alla quale molti gruppi di ricerca oggi ricorrono,<\/strong> soprattutto quelli che non dispongono di laboratori di biosicurezza quali quelli presenti presso l\u2019INMI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla ricerca \u00e8 emerso anzitutto che i livelli (o titoli) di anticorpi neutralizzanti sono pi\u00f9 elevati nelle persone di et\u00e0 superiore ai 60 anni,<\/strong> e tanto pi\u00f9 elevati quanto pi\u00f9 severi sono stati i sintomi respiratori manifestati dai pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I livelli pi\u00f9 elevati sono stati raggiunti dai pazienti che manifestavano la cosiddetta ARDS (Acute Respiratory Distress Syndrome) con una P\/F ratio (il rapporto tra la pressione dell\u2019ossigeno nel sangue arterioso e la percentuale di ossigeno inspirata dal paziente) inferiore a 200 mmHg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto pi\u00f9 significativo della ricerca \u00e8 stata tuttavia<strong> la conferma che la maggior parte dei pazienti seguiti per almeno sei mesi e per un massimo di undici mesi ha mantenuto un livello consistente di anticorpi neutralizzanti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 60% circa dei casi seguiti gli anticorpi neutralizzanti hanno raggiunto il picco tra uno e due mesi dopo l\u2019infezione,<\/strong> hanno subito <strong>un lieve calo tra i due e i tre mesi, e successivamente sono rimasti stabili<\/strong> sino a undici mesi dopo l\u2019infezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 24% dei casi gli anticorpi hanno manifestato un trend di discesa continua, <strong>senza tuttavia arrivare mai al livello di non essere rilevabili. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <strong>15%<\/strong> circa dei casi, infine, <strong>gli anticorpi neutralizzanti hanno evidenziato un trend opposto, di incremento nel corso del periodo osservato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati che emergono dalla ricerca hanno<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> importanti conseguenze pratiche:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i ricercatori dell\u2019INMI hanno infatti sviluppato un algoritmo per lo screening dei donatori di plasma convalescente, che ha permesso di <strong>ridurre il numero di campioni sottoposti a test di neutralizzazione, e quindi il carico di lavoro del laboratorio,<\/strong> senza una perdita significativa di donazioni idonee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i dati che emergono dalla ricerca sono<strong> importanti soprattutto dal punto di vista epidemiologico, perch\u00e9 forniscono supporto all\u2019ipotesi che la durata della protezione conferita dall\u2019infezione naturale e dai vaccini possa andare oltre gli otto-dieci mesi<\/strong> sino ad oggi ipotizzati dalla letteratura sull\u2019argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa sieroneutralizzazione, anche se complessa ed impegnativa in termini di tempo richiesto e competenze degli operatori, rimane lo strumento di riferimento per la valutazione dell&#8217;immunit\u00e0 anticorpo-mediata dopo l&#8217;infezione da SARS-CoV-2\u201d, cos\u00ec Giulia Matusali e Francesca Colavita, due delle autrici dello studio. \u201cUtilizzando algoritmi di test intelligenti siamo riusciti ad ottimizzare il flusso di lavoro del laboratorio per monitorare la protezione anticorpo-mediata nei pazienti COVID-19, nei donatori di plasma e negli individui vaccinati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta ricerca conferma la bont\u00e0 dell\u2019approccio che da sempre persegue l\u2019INMI, di stretta collaborazione tra l\u2019attivit\u00e0 di laboratorio e l\u2019attivit\u00e0 clinica, in questo caso il follow-up dei pazienti dopo la fase acuta dell\u2019infezione\u201d, cos\u00ec Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di virologia dell\u2019INMI. \u201cMentre i medici seguono i pazienti nel percorso successivo all\u2019infezione, i loro campioni biologici ci aiutano a capire meglio la risposta del nostro organismo all\u2019infezione e ad elaborare nuove ipotesi sull\u2019evoluzione della malattia e sulla durata della protezione garantita dall\u2019infezione naturale o dai vaccini, in un circolo virtuoso che mette sempre al centro il paziente e le cure\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matusali, G.; Colavita, F.; Lapa, D.; Meschi, S.; Bordi, L.; Piselli, P.; Gagliardini, R.; Corpolongo, A.; Nicastri, E.; Antinori, A.; Ippolito, G.; Capobianchi, M.R.; Castilletti, C.; INMI COVID-19 Laboratory Team.SARS-CoV-2 Serum Neutralization Assay: A Traditional Tool for a Brand-New Virus. Viruses 2021, 13, 655.https:\/\/doi.org\/10.3390\/v13040655<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ulteriori informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salvatore Curiale<br \/>\nScience communicator<br \/>\nIstituto Nazionale Malattie Infettive \u201cLazzaro Spallanzani\u201d &#8211; I.R.C.C.S.<br \/>\nVia Portuense 292 &#8211; 00149 Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217; Ospedale Spallanzani &#8211; Roma La durata della protezione conferita dall\u2019infezione naturale e dai vaccini pu\u00f2 andare oltre gli otto-dieci mesi sino ad oggi ipotizzati<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56932,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21304,9411,26],"tags":[22893],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93641"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93641"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93641\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93645,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93641\/revisions\/93645"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56932"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}