{"id":93681,"date":"2021-04-18T18:41:51","date_gmt":"2021-04-18T16:41:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93681"},"modified":"2021-04-18T18:41:51","modified_gmt":"2021-04-18T16:41:51","slug":"testi-miniati-della-certosa-di-pavia-completato-il-restauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=93681","title":{"rendered":"Testi miniati della Certosa di Pavia &#8211; Completato il restauro &#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Breve storia delle preziose miniature della Certosa di pavia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A 239 anni dalla dispersione un progetto per riscoprire un tesoro nascosto: i Graduali della Certosa di Pavia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Completato il restauro del monumentale Codice 822<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emanuela Daffra, Direttore regionale Musei Lombardia, annuncia la conclusione del restauro del cod. 822, magnifico esemplare miniato di <strong>\u201cGraduale\u201d, ovvero volume che raccoglie i canti delle messe<\/strong> che si susseguono nel Calendario Liturgico della Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non si trattava di un libro ad uso personale<\/strong>, ma collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il codice veniva aperto, e via via sfogliato, su un alto leggio al centro del Coro,<strong> in modo che tutti monaci potessero, dai loro stalli, seguirne i testi e le annotazioni musicali,<\/strong> ammirandone anche le sfavillanti miniature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questi colossali, preziosissimi,<strong> codici la ricca Certosa pavese ne vantava almeno 39,<\/strong> come ricorda l\u2019inventario dei beni del monastero redatto il 16 dicembre 1782, al momento della sua soppressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento inizi\u00f2 la diaspora di uno dei pi\u00f9 grandi giacimenti librari lombardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Biblioteca della Certosa riuniva, infatti, pi\u00f9 di 10 mila volumi,<\/strong> tra codici miniati, manoscritti e incunaboli. Un insieme unico che <strong>prese in parte la via della biblioteca Braidense di Milano<\/strong>, <strong>in parte di quella Universitaria di Pavia disperdendosi<\/strong> poi lungo rivoli ancora ignoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era un patrimonio di <strong>grande ricchezza anche in termini di qualit\u00e0,<\/strong> poich\u00e9 sulle pagine dei volumi pi\u00f9 antichi furono al lavoro i <strong>maggiori artisti e miniatori attivi per la corte dei Visconti prima e degli Sforza<\/strong> poi, grandi protettori del monastero pavese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche condotte nel tempo hanno reso possibile l\u2019individuazione di molti tra i libri da coro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tredici di essi,<\/strong> compreso il cod. 822, dopo vicende anche movimentate <strong>sono ora tra i beni del Museo della Certosa,<\/strong> <strong>uno dei dodici istituti statali<\/strong> affidati alla Direzione regionale Musei Lombardia e, come precisa Emanuela Daffra, saranno tutti oggetto di studio e restauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento sul Codice 822, realizzato da Filippo Capellaro e Gianlorenzo Pignatti, \u00e8 stato finanziato all\u2019interno del progetto Sleeping Beauty della Direzione Generale Musei, che punta al recupero di opere non esposte per avviare percorsi di ricerca e valorizzazione anche all\u2019estero. Con i medesimi fondi si \u00e8 redatta anche la scheda conservativa di ciascuno dei tredici volumi superstiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta indagine capillare- racconta Emanuela Daffra &#8211; \u00e8 fondamentale: fornisce una road map per i futuri interventi, dettando le priorit\u00e0 e consentendo di delineare l\u2019impegno finanziario necessario al restauro dell\u2019intero gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha anche evidenziato l\u2019inadeguatezza dal punto di vista conservativo del mobile monumentale, fatto realizzare appositamente per contenere i volumi a fine Ottocento, quando rientrarono in Certosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne \u00e8 perci\u00f2 progettata la rifunzionalizzazione, affidata a Luciano Gritti, che permetter\u00e0 conservazione ed esposizione corretta dei codici e sar\u00e0 conclusa entro l\u2019estate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla collaborazione dei monaci che gestiscono la Certosa a ottobre si aprir\u00e0 eccezionalmente la biblioteca: una mostra presenter\u00e0 il volume restaurato nel suo attuale contesto, il gigantesco contenitore che racchiude gli altri i tesori miniati \u2018dormienti\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il restauro \u00e8 stato accompagnato dalla ripresa fotografica ad altissima definizione \u2013 realizzata da Mauro Magliani \u2013 di ogni pagina tanto del graduale 822 quanto del gemello 814, restaurato alcuni anni fa dalle monache di Viboldone. Ogni codice, man mano che verr\u00e0 restaurato, sar\u00e0 documentato nel medesimo modo. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile sfogliare virtualmente l\u2019intero corpus di libri, \u2018ascoltare\u2019 le musiche che su quei fogli sono annotate, confrontare le decorazioni con quelle di altri volumi della Certosa conservati altrove.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta del primo passo di un progetto complessivo pi\u00f9 ambizioso che si intende portare a termine nel 2024:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la riunione, fisica o virtuale, attorno ai tredici tomi tutti restaurati, del meglio della biblioteca certosina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contatti sono gi\u00e0 stati avviati con le istituzioni che conservano i volumi per riaccogliere \u2013 almeno per lo spazio di una esposizione \u2013 in quella che era stata la loro casa tutti i codici miniati realizzati per il cenobio pavese. Attraverso il filo conduttore offerto dai volumi e dal loro confronto non solo si potr\u00e0 fare chiarezza su autori e attribuzioni, ma soprattutto fare riemergere in una chiave inedita parte della storia di una delle Certose pi\u00f9 grandi al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al progetto stanno lavorando, accanto ad Emanuela Daffra e Barbara Galli, direttore del Museo della Certosa, Cristina Quattrini e Pierluigi Mulas, in partenariato con le istituzioni detentrici degli altri codici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 un racconto intrigante e spettacolare ma agile poich\u00e9, in linea con gli obiettivi di Sleeping Beauty, si vorrebbe diventasse itinerante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direzione regionale Musei Lombardia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corso Magenta, 24 \u2013 20123 Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Telefono 02.80294401<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a>drm-lom@beniculturali.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/studioesseci.musvc5.net\/e\/t?q=0%3dDV9XEa%26t%3dX%261%3dY%26w%3dXLTEd%268%3d92Q3_IYzc_Ti_OdtX_Ys_IYzc_SnT0N.uR66q.I2Dj855q8.o6vFpLtQ8IiIv.02_OdtX_Ys%265%3duR6Mkb.162%26F6%3dR8n2iE\">www.musei.lombardia.beniculturali.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve storia delle preziose miniature della Certosa di pavia A 239 anni dalla dispersione un progetto per riscoprire un tesoro nascosto: i Graduali della Certosa<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":93683,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,25,2730],"tags":[22900],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93681"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93681"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93681\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93684,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93681\/revisions\/93684"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/93683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}