{"id":94136,"date":"2021-04-29T18:17:52","date_gmt":"2021-04-29T16:17:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94136"},"modified":"2021-04-30T16:11:50","modified_gmt":"2021-04-30T14:11:50","slug":"arte-a-milano-fondazione-prada-dal-29-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94136","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Fondazione Prada dal 29 aprile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cWHO THE B\u00c6R\u201d DI SIMON FUJIWARA<br \/>\nFONDAZIONE PRADA, MILANO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Fondazione Prada presenta la mostra \u201cWho the B\u00e6r\u201d di Simon Fujiwara a Milano dal 29 aprile al 27 settembre 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Simon Fujiwara (Londra, 1982; vive e lavora a Berlino) \u00e8 un\u2019indagine personale del desiderio umano che sta alla base delle attrazioni turistiche, delle icone storiche, delle celebrities, dell\u2019edutainment e del neocapitalismo. Collocata in questo territorio attraente e<br \/>\nal contempo inquietante, l\u2019opera di Fujiwara rivela il paradosso della duplice ricerca dell\u2019invenzione e dell\u2019autenticit\u00e0 nella cultura che consumiamo quotidianamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle sue mostre recenti che includono una ricostruzione in scala reale della Anne Frank House (\u201cHopeHouse\u201d, 2017), una campagna di rebranding della sua insegnante di arte del liceo (\u201cJoanne\u201d,2016\u20132018) e l\u2019esperienza di un parco tematico che ci immerge nel mondo di YouTube(\u201cEmpathy I\u201d, 2018) si rintracciano visioni distorte del mondo reale attraverso l\u2019immaginario<br \/>\nfantastico, e talvolta angosciante, dell\u2019artista stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo progetto site-specific concepito per il piano terra del Podium di Fondazione<br \/>\nPrada, Simon Fujiwara introduce il pubblico nel mondo di Who the B\u00e6r, un originale personaggio dei cartoni animati che abita un universo creato dall&#8217;artista. Who the B\u00e6r \u2013 o semplicemente \u201cWho\u201d \u2013 \u00e8 un* ors* senza un chiaro carattere. Sembra non aver ancora<br \/>\nsviluppato una forte personalit\u00e0 o istinti propri. Non ha una storia, un genere definito o persino una sessualit\u00e0, sa solo di essere un&#8217;immagine e tenta di definirsi in un mondo di altre immagini. Who the B\u00e6r si trova in un ambiente piatto, online, visuale, ma pieno di infinite<br \/>\npossibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Who pu\u00f2 trasformarsi o adattarsi in qualsiasi immagine che incontra, assumendo gli attributi e le identit\u00e0 di chi vi \u00e8 raffigurato: esseri umani, animali o anche oggetti. In questo senso l\u2019universo di Who the B\u00e6r \u00e8 un mondo di libert\u00e0: Who pu\u00f2 essere chiunque desideri<br \/>\nessere, Who pu\u00f2 trascendere il tempo e lo spazio, Who pu\u00f2 essere sia soggetto che oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Who the B\u00e6r potrebbe persino non essere mai in grado di superare la sua unica vera sfida: diventare qualcosa di pi\u00f9 di una semplice immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua mostra Fujiwara racconta al pubblico un percorso di formazione costellato da<br \/>\nnumerosi eventi felici o traumatici. Dai focus group alle sessioni di terapia, dalla chirurgia<br \/>\nplastica ai viaggi globali, dalle fantasie sessuali ai sogni distopici, l\u2019artista ritrae il processo<br \/>\nevolutivo di un personaggio fittizio a partire dalla prospettiva con cui questo interpreta e si appropria del \u201cmondo reale\u201d delle immagini, distorcendo tutto ci\u00f2 che vede nella logica assurda del suo personale universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le avventure di Who the B\u00e6r sono presentate alla Fondazione Prada all\u2019interno di un grande<br \/>\nlabirinto realizzato quasi interamente in cartone, materiali riciclabili ed elementi creati a mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percorrendo l\u2019installazione che in pianta riproduce un* ors*, il pubblico assiste alla nascita del personaggio dei cartoni animati Who the B\u00e6r da un segno grafico elementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un racconto fatto di disegni, collage, sculture e animazioni, i visitatori sono testimoni della<br \/>\nsua perenne ricerca di un s\u00e9 autentico. Ispirato dalla narrativa tradizionale cos\u00ec come dai moderni film d&#8217;animazione, Fujiwara usa i meccanismi dell\u2019invenzione per esplorare alcuni dei piaceri e dei traumi che affrontiamo in quanto parte di una societ\u00e0 posseduta dalle immagini e dallo spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u201cWho the B\u00e6r\u201d \u00e8 accompagnata da una pubblicazione della collana dei Quaderni<br \/>\ndi Fondazione Prada che include una conversazione con l\u2019artista. Il progetto, concepito per svilupparsi ulteriormente sul digitale, si espande in una piattaforma aperta di condivisione e approfondimento con l\u2019account Instagram @whothebaer animato da Fujiwara e una web app concepita dall\u2019artista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cWHO THE B\u00c6R\u201d DI SIMON FUJIWARA FONDAZIONE PRADA, MILANO \u2013 Fondazione Prada presenta la mostra \u201cWho the B\u00e6r\u201d di Simon Fujiwara a Milano dal 29<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91346,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[22986],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94136"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94136"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94138,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94136\/revisions\/94138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/91346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}