{"id":94444,"date":"2021-05-05T18:21:59","date_gmt":"2021-05-05T16:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94444"},"modified":"2021-05-06T18:25:40","modified_gmt":"2021-05-06T16:25:40","slug":"salute-occhi-cataratta-novita-e-informazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94444","title":{"rendered":"Salute occhi &#8211; Cataratta novit\u00e0 e informazioni"},"content":{"rendered":"<p>Cataratta &#8211; intervento chirurgico pi\u00f9 effettuato in Italia<\/p>\n<p><strong>CATARATTA : <\/strong><strong>ITALIANI POCO E MALE INFORMATI<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l&#8217;intervento della cataratta \u00e8 <strong>possibile non usare pi\u00f9 gli occhiali ?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il COVID ha frenato gli interventi &#8230; ma ci sono anche luoghi dove si opera certificati e sicuri &#8230; Prof Buratto: &#8220;&#8230; <em>Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 <strong>non smettere di prendersi cura di s\u00e9 a causa della paura,<\/strong> perch\u00e9 i rischi derivanti della non-cura possono essere ancora pi\u00f9 impattanti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla domanda su cosa ci si aspetta dall\u2019intervento di cataratta in termini di qualit\u00e0 della visione,<strong> il 90% risponde con la possibilit\u00e0 di vedere in maniera pi\u00f9 nitida.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Dott. Buratto spiega\u00a0<\/strong> &#8221; <em>che, in molti casi, si scontra bruscamente con la realt\u00e0. Il classico intervento di cataratta, infatti, <\/em><strong><em>sostituisce il cristallino naturale appannato ma non corregge i difetti refrattivi, n\u00e9 la presbiopia<\/em><\/strong><em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 62% vorrebbe vedere meglio da vicino e il 60% si aspetterebbe di vedere aumentata l\u2019estensione del proprio campo visivo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si tratta di miglioramenti che si tradurrebbero in sensibili migliorie nello stile di vita delle persone: <strong>poter guidare senza ansie, leggere senza problemi e, in generale, essere pi\u00f9 autonomi<\/strong>. Tutte attivit\u00e0 fondamentali per una popolazione che, sempre di pi\u00f9, <strong>arriva all\u2019et\u00e0 matura con uno stile di vita estremamente attivo<\/strong>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Le opportunit\u00e0 fornite dall\u2019evoluzione tecnologica\u00a0 in ambito oftalmico <\/em><\/strong><strong>&#8211; afferma il Dott. Buratto &#8211; <em>sono spesso ancora ignote<\/em><\/strong><em> alla maggior parte delle persone. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Complice l\u2019abitudine a sottovalutare l\u2019intervento, liquidato spesso come un passaggio obbligato dell\u2019et\u00e0 matura senza possibilit\u00e0 di scelta, <strong>solo il 19,3% degli italiani conosce appieno le potenzialit\u00e0<\/strong> offerte dai <strong>moderni cristallini artificiali<\/strong> (ad oggi ancora disponibili quasi esclusivamente nei centri oculistici privati) di <strong>risolvere difetti refrattivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cLo scopo principale dell\u2019intervento di cataratta <\/em><\/strong>&#8211; spiega il <strong>Prof. Azzolini <\/strong>&#8211;<strong> <em>\u00e8 la sostituzione del cristallino naturale opaco con uno artificiale. <\/em><\/strong><em>Questo, per\u00f2, <strong>da solo non elimina eventuali difetti visivi <\/strong>pregressi. Quindi l\u2019impianto di un cristallino artificiale classico, monofocale, <strong>costringer\u00e0 anche chi non ha mai portato occhiali ad utilizzarli, quantomeno da vicino. <\/strong>La nuova generazione di cristallini artificiali, invece, non cura solo la cataratta, ma va oltre &#8230;<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 sotto tutte le precisazioni del caso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La cataratta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta dell\u2019intervento chirurgico pi\u00f9 effettuato in Italia, <strong>ma 4 cittadini su 10 sopra i 50 anni si dimostrano poco informati su sintomi, terapie e aspettative<\/strong> nel post-operatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 il dato pi\u00f9 evidente che <strong>emerge dall\u2019indagine commissionata dal Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano,<\/strong> con il patrocinio dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Insubria, e svolta dalla societ\u00e0 di ricerca GPF ad aprile 2021, per la quale <strong>sono state intervistate 1200 persone, pazienti e non, di un\u2019et\u00e0 compresa tra i 50 e i 75 anni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il<strong> 60%<\/strong> degli interpellati ritiene che l\u2019intervento avvenga <strong>solamente<\/strong> in <strong>anestesia locale e tramite l\u2019uso di collirio. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 55 % pensa che si usi solo il laser<\/strong> e <strong>solo il 6% risponde<\/strong> correttamente: <strong>la cataratta \u00e8 un intervento che necessita di chirurgia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIn realt\u00e0<\/em> &#8211; afferma il <strong>Dott. Lucio Buratto<\/strong>, Direttore scientifico di CAMO, che di cataratte, nella sua lunga carriera, ne ha operate oltre 30.000 &#8211; <em>quello di cataratta, per come viene normalmente svolto oggi in ambito pubblico<strong> \u00e8 un puro intervento chirurgico<\/strong>: ci\u00f2 significa che <strong>il chirurgo utilizza strumenti chirurgici per intervenire sull\u2019occhio, senza l\u2019ausilio del laser.<\/strong> Sebbene l\u2019<strong>utilizzo del laser, infatti comporti diversi vantaggi, non \u00e8 comunque strettamente necessario per la buona riuscita dell\u2019intervento<\/strong> <strong>e, normalmente, non viene utilizzato se non nei centri privati che lo possiedono<\/strong>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATARATTA: TUTTI NE SENTONO PARLARE, MA POCHI SANNO COSA SIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>40% degli intervistati<\/strong> si dichiara <strong>poco o per nulla informato<\/strong> su cosa sia la cataratta: tra questi il 10% ha affermato di ignorare totalmente cosa sia questa patologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019invecchiamento \u00e8, per l\u201980% del campione, <strong>la causa principale<\/strong> della cataratta, mentre il 27,8% ritiene che sia causata da malattie oculari. <strong>Ben il 31% di chi ne ha sofferto, inoltre, \u00e8 convinto che la miopia sia una delle cause scatenanti di questa patologia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201c<\/em><\/strong><em>Sebbene gli intervistati abbiano correttamente evidenziato come pi\u00f9 pertinenti in assoluto <strong>sintomi quali l\u2019offuscamento della vista<\/strong> (nel 70,5% dei casi), la progressiva riduzione della stessa (53,6%) e la difficolt\u00e0 a leggere (47,4%), <\/em><strong>&#8211; <\/strong>afferma il<strong> Prof. Claudio Azzolini, <\/strong>Professore presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi dell\u2019Insubria<strong> &#8211;<\/strong><em> <strong>vediamo anche come differenze piuttosto evidenti si riscontrano nelle risposte di chi ha sofferto di cataratta e chi invece no.<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mentre chi ne ha sofferto enfatizza maggiormente sintomi quali la <strong>difficolt\u00e0 a vedere di notte (34,6%) la difficolt\u00e0 a guidare (31,4%), o nell\u2019utilizzo di dispositivi digitali (<\/strong>15,5%), chi non ha sofferto di questa patologia ipotizza una maggiore incidenza di sintomi quali affaticamento alla visione (35,5%) o visione sdoppiata (17,2%)\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019INTERVENTO DI CATARATTA: CONFUSIONE E DISINFORMAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conferma della scarsa o erronea informazione troviamo il dato riguardante le modalit\u00e0 di esecuzione dell\u2019intervento di cataratta. <strong>Solo il 60% ha correttamente risposto, ad esempio, che \u00e8 sufficiente sottoporsi a una anestesia locale tramite collirio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben il 55% crede che sia un intervento che si effettua con la chirurgia laser: una tecnologia che, invece, non \u00e8 normalmente utilizzata se non in un numero limitato di centri specializzati. <strong>Soltanto il 6% ha saputo correttamente rispondere che si tratta di un intervento chirurgico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE ASPETTATIVE DEI PAZIENTI: IL GRANDE GAP TRA ATTESE E REALT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla domanda su cosa ci si aspetta dall\u2019intervento di cataratta in termini di qualit\u00e0 della visione,<strong> il 90% risponde con la possibilit\u00e0 di vedere in maniera pi\u00f9 nitida.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<strong>Una risposta parzialmente corretta <\/strong><\/em><strong>&#8211; interviene il Dott. Buratto &#8211; <em>che, in molti casi, si scontra bruscamente con la realt\u00e0. Il classico intervento di cataratta, infatti, sostituisce il cristallino naturale appannato ma non corregge i difetti refrattivi, n\u00e9 la presbiopia<\/em><\/strong><em>. Il 62% vorrebbe vedere meglio da vicino e il 60% si aspetterebbe di vedere aumentata l\u2019estensione del proprio campo visivo. Si tratta di miglioramenti che si tradurrebbero in sensibili migliorie nello stile di vita delle persone: poter guidare senza ansie, leggere senza problemi e, in generale, essere pi\u00f9 autonomi. Tutte attivit\u00e0 fondamentali per una popolazione che, sempre di pi\u00f9, arriva all\u2019et\u00e0 matura con uno stile di vita estremamente attivo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL RAPPORTO CON GLI OCCHIALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cosa si aspettano gli italiani dall\u2019intervento di cataratta in termini di rapporto con gli occhiali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non dover pi\u00f9 usare le lenti \u00e8 la risposta del 50% del campione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 % pensa di dover continuare a portarli ma solo per vedere da vicino, il 16% per vedere da lontano e il 10% per la visione intermedia (computer, cellulare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cUn enorme limite ai desideri e alle aspettative dei pazienti\u00a0 \u00e8 spesso dovuto alla mancanza di informazione. Le opportunit\u00e0 fornite dall\u2019evoluzione tecnologica\u00a0 in ambito oftalmico <\/em><\/strong><strong>&#8211; afferma il Dott. Buratto &#8211; <em>sono spesso ancora ignote<\/em><\/strong><em> alla maggior parte delle persone. Complice l\u2019abitudine a sottovalutare l\u2019intervento, liquidato spesso come un passaggio obbligato dell\u2019et\u00e0 matura senza possibilit\u00e0 di scelta, solo il 19,3% degli italiani conosce appieno le potenzialit\u00e0 offerte dai moderni cristallini artificiali (ad oggi ancora disponibili quasi esclusivamente nei centri oculistici privati) di risolvere difetti refrattivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ELIMINARE LA CATARATTA E CORREGGERE I DIFETTI DELLA VISTA CON UNA SOLA OPERAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche alla domanda sulla conoscenza delle funzioni svolte dal cristallino artificiale, il grado d\u2019informazione degli italiani si dimostra abbastanza basso: il 50% degli intervistati ha risposto che elimina l\u2019appannamento della vista. Il 28 % si aspetta che possa risolvere i difetti della vista da lontano e <strong>solo il 19% ha <\/strong><strong>affermato che questa lente artificiale pu\u00f2 correggere anche la presbiopia, eliminando del tutto o quasi la dipendenza dagli occhiali. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cLo scopo principale dell\u2019intervento di cataratta <\/em><\/strong>&#8211; spiega il <strong>Prof. Azzolini <\/strong>&#8211;<strong> <em>\u00e8 la sostituzione del cristallino naturale opaco con uno artificiale. <\/em><\/strong><em>Questo, per\u00f2, <strong>da solo non elimina eventuali difetti visivi <\/strong>pregressi. Quindi l\u2019impianto di un cristallino artificiale classico, monofocale, <strong>costringer\u00e0 anche chi non ha mai portato occhiali ad utilizzarli, quantomeno da vicino. <\/strong>La nuova generazione di cristallini artificiali, invece, non cura solo la cataratta, ma va oltre, curando allo stesso tempo i difetti visivi, anche combinati tra loro. <strong>Va sottolineato che ad oggi, per\u00f2, queste possibilit\u00e0 risultano costose per il Servizio Sanitario Nazionale che, infatti, non le adotta se non in rari casi\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo punto, dalla ricerca \u00e8 emerso un dato molto rilevante: <strong>ben<\/strong> <strong>il 30% degli intervistati sarebbe disposto a pagare <\/strong>un\u2019integrazione di tasca propria pur di recuperare appieno la vista e<strong> rendersi totalmente indipendente dagli occhiali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>TEMPI DI ATTESA, COVID E CATARATTA: TRA TEMPI DI ATTESA E PAURE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 92% degli interpellati per il sondaggio dice che, una volta ricevuta la diagnosi, non ritiene accettabile attendere pi\u00f9 di sei mesi per l\u2019operazione<\/strong> (ma, successivamente, il 56% del campione preferirebbe rimandare l\u2019intervento in questa epoca Covid, mentre il 44% vorrebbe farlo comunque).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cSono dati che purtroppo contrastano con la reale situazione del Paese<\/em><\/strong><em> &#8211;<\/em> conferma il <strong>Prof. Azzolini <\/strong>&#8211; <em>specie se consideriamo che <strong>in epoca pre-Covid 19, si andava dai tre ai nove mesi e ora<\/strong>, per la maggior parte degli ospedali italiani, dai dodici ai quindici. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c9 evidente che quello di cataratta non \u00e8 un intervento d\u2019urgenza o salvavita. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quello che per\u00f2 vale la pena ricordare \u00e8 che questa patologia, <strong>se curata con eccessivo ritardo pu\u00f2 concorrere a peggiorare fortemente la vita<\/strong> delle persone nelle azioni quotidiane. Una <strong>visione compromessa, ad esempio, pu\u00f2 essere causa di cadute anche gravi<\/strong> per persone di una certa et\u00e0, senza contare che la vista ci tiene in costante contatto con il mondo e, <strong>un forte abbassamento delle capacit\u00e0 visive, unito a periodi di isolamento forzato, come quello che abbiamo vissuto nell\u2019ultimo anno, possono essere fonte di un\u2019accelerazione del decadimento cognitivo di soggetti fragili\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 77%<\/strong> degli intervistati che ne hanno sofferto <strong>sostiene, infatti, che la cataratta abbia avuto un impatto da mediamente a molto negativo<\/strong>: una sensazione che si \u00e8 certamente accentuata nel recente periodo di emergenza pandemica, nel quale gli interventi di cataratta hanno globalmente subito una battuta d\u2019arresto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa paura di contrarre il virus e l&#8217;insicurezza derivante dal passare del tempo in una struttura con altre persone in attesa sono le motivazioni principali di chi preferirebbe rimandare l\u2019intervento a causa del Covid-19 \u2013<\/em> conclude <strong>Buratto<\/strong> -.<em> Ma i pazienti devono sapere<strong> tutte le strutture sanitarie hanno messo in campo protocolli e sistemi di sicurezza per contenere al massimo il rischio<\/strong>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>CAMO, ad esempio, \u00e8 stata la prima struttura sanitaria Covid-free d\u2019Italia,<\/strong> ma <strong>esempi illustri li troviamo su tutto il territorio nazionale.<\/strong> Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 non smettere di prendersi cura di s\u00e9 a causa della paura, perch\u00e9 i rischi derivanti della non-cura possono essere ancora pi\u00f9 impattanti\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cataratta &#8211; intervento chirurgico pi\u00f9 effettuato in Italia CATARATTA : ITALIANI POCO E MALE INFORMATI Dopo l&#8217;intervento della cataratta \u00e8 possibile non usare pi\u00f9 gli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":94446,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411,26,30],"tags":[23041,23040],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94444"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94444"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94444\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94452,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94444\/revisions\/94452"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/94446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}