{"id":94665,"date":"2021-05-12T16:02:04","date_gmt":"2021-05-12T14:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94665"},"modified":"2021-05-13T12:41:45","modified_gmt":"2021-05-13T10:41:45","slug":"evento-darte-al-castello-di-rivoli-il-16-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94665","title":{"rendered":"Evento d&#8217;arte al Castello di Rivoli il 16 maggio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Giulio Paolini al Castello di Rivoli<\/p>\n<p><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia<br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<\/p>\n<p>Domenica<strong> 16 maggio<\/strong> 2021 alle ore 12 il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea <strong>organizza un incontro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulio Paolini <strong>dona al Castello di Rivoli la grande installazione \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per celebrare il finissage della mostra Giulio Paolini \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d, <strong>domenica 16 maggio 2021 alle ore 12<\/strong> il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea organizza un incontro per presentare il catalogo della mostra alla presenza dell\u2019artista, <strong>del Direttore Carolyn Christov-Bakargiev e del curatore della mostra Marcella Beccaria.<\/strong><\/p>\n<p>Il catalogo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importante pubblicazione in due volumi nasce in accompagnamento alla mostra Giulio Paolini. \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d, organizzata dal Museo per l\u2019ottantesimo compleanno dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume I Giulio Paolini. \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d <strong>racconta la mostra<\/strong> attraverso nuovi saggi di Carolyn Christov-Bakargiev e di Marcella Beccaria e immagini delle opere esposte. Gli apparati scientifici documentano la storia espositiva dell\u2019artista al Castello di Rivoli.<br \/>\nIl volume II Giulio Paolini. Recital. Scritture in versi 1987-2020 <strong>\u00e8 incentrato sui versi dell\u2019artista,<\/strong> introdotti da un nuovo testo di Andrea Cortellessa.<br \/>\n<strong>Giulio Paolini ha disegnato il progetto grafico per le copertine<\/strong> dei due volumi e ideato la nuova opera Senza titolo, 2020 per l\u2019interno della sovraccoperta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dono<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della personale al Castello di Rivoli, Giulio Paolini ha generosamente donato al Museo la grande installazione \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d, 2020 che accoglie i visitatori nella Sala 18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019installazione, che entra a fare parte della Collezione permanente del Museo, <strong>prende le mosse da Disegno geometrico, 1960, una tra le opere pi\u00f9 importanti dell\u2019artista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definito da Paolini come il suo \u201cprimo (e ultimo) quadro\u201d, Disegno geometrico si riferisce alla squadratura della tela, primo atto del pittore.<strong> Disegno geometrico \u00e8 una tela rettangolare dipinta di bianco, sulla quale Paolini ha \u201cscelto di copiare, nella giusta proporzione, il disegno preliminare di qualsiasi disegno, cio\u00e8 la squadratura geometrica della superficie\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala al secondo piano delle Residenza Sabauda,<strong> le lunghe linee segnate a terra corrispondono alla traccia delle mediane e delle diagonali di Disegno geometrico, mentre ciascuno degli otto punti di squadratura \u00e8 scandito dalla presenza di un cavalletto da pittura con una teca trasparente.<\/strong> Ogni teca accoglie frammenti cartacei di schizzi e ritagli provenienti dallo studio dell\u2019artista a Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appesa dall\u2019alto e installata al centro della sala definito da un <strong>nono cavalletto vuoto, \u00e8 presente un\u2019ulteriore teca, la cui presenza porta a nove il numero delle teche e relativi cavalletti presenti nell\u2019installazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVisitare la grande installazione \u201cLe Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu\u201d \u2013 scrive Marcella Beccaria \u2013 \u00e8 <strong>come camminare tra le idee di Giulio Paolini<\/strong> e vederle prendere forma davanti ai nostri occhi. La presenza di quest&#8217;opera nella collezione permette al Castello di Rivoli di documentare il fondamentale percorso dell\u2019artista, dagli esordi nell\u2019ambito dell\u2019Arte povera al presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giulio Paolini\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Biografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulio Paolini \u00e8 nato il <strong>5 novembre 1940 a Genova e risiede a Torino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua poetica verte su tematiche che <strong>interrogano la concezione, il manifestarsi e la visione dell\u2019opera d\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle prime indagini intorno agli elementi costitutivi del quadro, l\u2019attenzione si \u00e8 orientata in seguito sull\u2019atto espositivo, sulla <strong>considerazione dell\u2019opera come catalogo<\/strong> delle sue stesse possibilit\u00e0, cos\u00ec come sulla figura dell\u2019autore e il suo mancato contatto con l\u2019opera, che gli preesiste e lo trascende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla sua prima partecipazione a un\u2019esposizione collettiva (1961) e dalla sua prima personale (1964) ha tenuto innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le maggiori antologiche si ricordano quelle al Palazzo della Pilotta a Parma (1976), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), al Nouveau Mus\u00e9e di Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie di Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (1998), alla GAM Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Torino (1999), alla Fondazione Prada a Milano (2003), al Kunstmuseum di Winterthur (2005), al MACRO Museo d\u2019Arte Contemporanea Roma (2013) e alla Whitechapel Gallery a Londra (2014). Tra le personali pi\u00f9 recenti si distinguono quelle al Center for Italian Modern Art a New York (in dialogo con opere di Giorgio de Chirico, 2016) e alla Fondazione Carriero a Milano (2018).<br \/>\nHa partecipato a diverse mostre di Arte povera ed \u00e8 stato invitato pi\u00f9 volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 1969 ha realizzato anche scene e costumi per rappresentazioni teatrali,<\/strong> tra cui si distinguono i progetti ideati con Carlo Quartucci negli anni Ottanta e le scenografie per due opere di Richard Wagner al Teatro di San Carlo di Napoli per la regia di Federico Tiezzi (2005, 2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grafico di formazione,<\/strong> ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall\u2019inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da Idem, pubblicato nel 1975 da Einaudi con un\u2019introduzione di Italo Calvino, ai recenti Quattro passi. Nel museo senza muse (Einaudi, Torino 2006), Dall\u2019Atlante al Vuoto in ordine alfabetico (Electa, Milano 2010) e L\u2019autore che credeva di esistere (Johan &amp; Levi, Milano 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerose sono le pubblicazioni dedicate alla sua produzione artistica: dalla prima monografia di Germano Celant (Sonnabend Press, New York 1972) al volume di Francesco Poli (Lindau, Torino 1990), fino al catalogo ragionato delle opere datate dal 1960 al 1999, curato da Maddalena Disch (Skira Editore, Milano 2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Nota<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sabato e la domenica<strong> l\u2019accesso al Castello di Rivoli \u00e8 possibile unicamente con biglietto acquistato o prenotato entro il giorno prima della visita.<\/strong> Si pu\u00f2 acquistare il biglietto qui<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/https\/\/www.castellodirivoli.org\/tickets\/\">http:\/\/https\/\/www.castellodirivoli.org\/tickets\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Si pu\u00f2 prenotare anche dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle 9 alle 17 telefonando al numero +39 0119565213<\/strong> o il gioved\u00ec dalle 12 alle 19 e il venerd\u00ec e sabato dalle 11 alle 19 telefonando al numero +39 0119565280, oppure inviando una e-mail a <strong>educa@castellodirivoli.org o biglietteria@castellodirivoli.org.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Castello di Rivoli<\/strong><br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia<br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<br \/>\nInfo: +39 0119565222<br \/>\ncome arrivare \/ how to get there<\/p>\n<p>___<\/p>\n<p>Copertina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulio Paolini, Le Chef-d\u2019\u0153uvre inconnu, 2020<br \/>\ncavalletti, teche di plexiglas, collage su passe-partout, riproduzione fotografica lacerata, nastro adesivo rosso e nastro adesivo nero su pavimento, cornici dorate, matita su parete, misure ambientali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea, Rivoli-Torino<br \/>\nDonazione dell\u2019artista<br \/>\nFoto Agostino Osio, Milano &#8212; particolare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulio Paolini al Castello di Rivoli Castello di Rivoli Piazza Mafalda di Savoia 10098 Rivoli &#8211; Torino Domenica 16 maggio 2021 alle ore 12 il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":94667,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[23085],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94665"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94669,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94665\/revisions\/94669"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/94667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}