{"id":94940,"date":"2021-05-20T19:42:01","date_gmt":"2021-05-20T17:42:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94940"},"modified":"2021-05-21T08:05:19","modified_gmt":"2021-05-21T06:05:19","slug":"biodiversita-e-salute-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=94940","title":{"rendered":"Biodiversit\u00e0 \u00e8 salute di tutti"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La biodiversit\u00e0 \u00e8 vita<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tante parole e nessun cambio di rotta<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 63% del mercato dei semi \u00e8 nelle mani di quattro multinazionali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">che ne possiedono anche i brevetti: si tratta delle<strong> stesse societ\u00e0 che detengono la propriet\u00e0 degli Ogm<\/strong> e sono <strong>leader nella produzione di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0Giornata mondiale della biodiversit\u00e0<\/em><em> \u00e8 giunta l\u2019ora di agire concretamente &#8211; <\/em>22 maggio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8221; <strong>Se la biodiversit\u00e0 vive, vive il pianeta<\/strong> &#8220;<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 un segreto:<\/p>\n<p>\u201c La nostra prosperit\u00e0 economica e il nostro benessere dipendono dal buono stato del capitale naturale, compresi gli ecosistemi che forniscono beni e servizi essenziali &#8211; si legge <a href=\"https:\/\/slowfood.musvc2.net\/e\/t?q=6%3d5TTb5%26B%3dV%26G%3d9VWY%26o%3dSSa8RR%26N%3dhJHIs_HovP_Sy_KQsn_Uf_HovP_R4PwM.ABn1A5i5BMe.9H_KQsn_UfFy0iDy_KQsn_Uf3yIiJyEe-DyMuHyEe-4a1y5-G8rL7Si-51Hs9GMeC76i%264%3dANsL1U.n5H%26Bs%3dQRW4ZVT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sul sito del ministero della Transizione Ecologica<\/a>\u00a0-. <strong>La perdita di biodiversit\u00e0 pu\u00f2 indebolire un ecosistema,<\/strong> compromettendo la fornitura di tali servizi ecosistemici \u201d.<\/p>\n<p>Eppure,<strong> le azioni per difendere la biodiversit\u00e0 continuano a non essere sufficienti,<\/strong> in Italia come ovunque nel mondo.<\/p>\n<p>\u00abAnzi &#8211; dichiara Serena Milano, Segretaria generale della <strong>Fondazione Slow Food<\/strong> per la Biodiversit\u00e0 &#8211; stiamo assistendo a un attacco continuo, nella inutile rincorsa a produrre di pi\u00f9 nell\u2019immediato, senza tener conto dell\u2019ambiente, della terra, della crisi climatica. <strong>Tante parole e nessun cambio di rotta <\/strong>\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"img-container center autowidth\" align=\"center\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p>Parlare di biodiversit\u00e0, infatti, significa parlare di vita: non soltanto dell\u2019uomo, ma di tutte le specie animali e le variet\u00e0 vegetali esistenti al mondo. <strong>Dagli alberi secolari e dai grandi mammiferi fino ai funghi, ai batteri e ai lieviti<\/strong> che abitano il suolo, tutti &#8211; e in modo correlato &#8211; contribuiscono ad assicurare la prosecuzione dell\u2019esistenza sul nostro pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Senza biodiversit\u00e0<\/strong>\u00a0non \u00e8 possibile sfamare il pianeta:<\/p>\n<p><strong>le monocolture sono molto fragili e non sono in grado di adattarsi agli imprevisti e ai cambiamenti climatici<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli unici a guadagnarci sono i detentori di brevetti e copyright che gestiscono l\u2019agrobusiness dei nostri giorni.<\/p>\n<p><strong>Senza biodiversit\u00e0<\/strong>\u00a0non c\u2019\u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>salute<\/strong><\/span>: n\u00e9 dell\u2019uomo &#8211; che ha bisogno di diete varie &#8211; n\u00e9 dell\u2019ambiente, il cui fragile equilibrio \u00e8 dato proprio dalla coesistenza di un\u2019infinit\u00e0 di specie e variet\u00e0 differenti.<\/p>\n<p><strong>Senza biodiversit\u00e0<\/strong>\u00a0non abbiamo pi\u00f9 radici, perch\u00e9 perdiamo ogni legame tra alimentazione, luoghi di produzione, storia e cultura.<\/p>\n<p><strong>Senza biodiversit\u00e0<\/strong>, in poche parole, non pu\u00f2 esserci vita: <strong>il declino della biodiversit\u00e0 viaggia in parallelo al declino delle possibilit\u00e0 per l&#8217;uomo di evitare la propria estinzione.<\/strong><\/p>\n<p>Ogni specie vegetale, ogni razza animale, ogni ecosistema, ogni sapere che perdiamo \u00e8 una opportunit\u00e0 in meno di superare la grande sfida che abbiamo davanti: quella di garantire a tutti un cibo buono, pulito e giusto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div class=\"img-container center autowidth\" align=\"center\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p><strong>Il grande assente nel PNRR: l\u2019agroecologia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La biodiversit\u00e0 ha tante facce e quella di cui si occupa Slow Food ha a che fare con il cibo che mangiamo.<\/p>\n<p>La buona notizia \u00e8 che impegnarsi per salvarla \u00e8 un\u2019impresa a cui tutti possono partecipare: ciascuno, infatti, pu\u00f2 scegliere di acquistare e consumare &#8211; o,\u00a0<em>perch\u00e9 no?<\/em>, produrre &#8211; alimenti che valorizzino la biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La buona volont\u00e0 individuale, per\u00f2, non basta<\/strong>: occorre anche una politica forte, capace di intervenire nel presente con la consapevolezza del futuro che ci attende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine di aprile, il governo italiano ha presentato il\u00a0<a href=\"https:\/\/slowfood.musvc2.net\/e\/t?q=4%3dOWJZO%26E%3dL%26E%3dSYMW%269%3dVIYRUH%26L%3d2M8GC_Ketj_Vo_Ikvd_Sz_Ketj_UtNGP.uFF86E9.B8_Ikvd_SzLwKyL_6rms_F71H06BG3.0D_Ketj_Ut73EsJ2u4o_Btgq_L9dolu_N.Gx9%26r%3dDEL04L.GsK%263L%3dEUNWNYK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)<\/a>. Una delle sei missioni del piano &#8211; cos\u00ec vengono chiamate nel PNRR &#8211; riguarda la \u201crivoluzione verde e transizione ecologica\u201d. Secondo Slow Food, <strong>per\u00f2, il PNRR non affronta alla radice le cause delle crisi che stiamo vivendo n\u00e9 promuove la transizione ecologica,<\/strong> ma si limita a essere <strong>un piano di ammodernamento del paese,<\/strong> per lo pi\u00f9 seguendo <strong>un modello di sviluppo la cui insostenibilit\u00e0 \u00e8 ormai evidente.<\/strong><\/p>\n<p>Nel documento, il termine\u00a0<em>biodiversit\u00e0<\/em>\u00a0ritorna 25 volte e a pi\u00f9 riprese se ne evoca la tutela, <strong>eppure dal testo sembra trasparire la mancanza di una visione veramente ecologica.<\/strong><\/p>\n<p>Emblematica, da questo punto di vista, <strong>l\u2019assenza di richiami all\u2019agroecologia,<\/strong> \u00abl\u2019unica pratica agricola che pu\u00f2 rigenerare la terra e l\u2019ambiente circostante\u00bb come sottolinea Francesco Sottile, membro del Comitato esecutivo di Slow Food Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Agroecologia, biodiversit\u00e0 e transizione ecologica<\/strong> sono tre concetti che, secondo Slow Food, vanno di pari passo.<\/p>\n<p>Ecco come: per realizzare l\u2019auspicata transizione ecologica \u00e8 indispensabile salvaguardare la biodiversit\u00e0 degli ecosistemi &#8211; ovvero di <strong>mari, fiumi e laghi, di terre alte e terre basse, di suoli e foreste e naturalmente anche delle aree urbane &#8211; e per farlo occorre abbandonare l\u2019approccio intensivo alla produzione alimentare, imboccando la via dell\u2019agroecologia<\/strong>.<\/p>\n<p>Definirla in poche righe non \u00e8 semplice, ma ci proviamo: agroecologia \u00e8 <strong>l\u2019approccio che si oppone alle monocolture<\/strong>, <strong>riduce nettamente l&#8217;uso di prodotti chimici di sintesi<\/strong>, previene il compattamento dei suoli, puntando su tecniche e pratiche funzionali alla rigenerazione della loro fertilit\u00e0, come la rotazione colturale e il sovescio, e alla conservazione delle risorse, a cominciare dall\u2019acqua e dagli impollinatori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La biodiversit\u00e0 nel piatto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difendere la biodiversit\u00e0 significa occuparsi concretamente del cibo che consumiamo tutti i giorni, e alcuni dati possono aiutare a capire di che cosa parliamo.<\/p>\n<p>Pensiamo alla biodiversit\u00e0 coltivata:<strong> il 75% delle colture agrarie presenti a inizio \u2019900 \u00e8 ormai perso e tre specie \u2013 mais, riso, grano<\/strong> \u2013 oggi forniscono il 60% delle calorie necessarie alla popolazione del globo.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> Il 63% del mercato dei semi \u00e8 nelle mani di quattro multinazionali<\/span><\/strong> che ne possiedono anche i brevetti: si tratta delle<strong> stesse societ\u00e0 che detengono la propriet\u00e0 degli Ogm<\/strong> e sono <strong>leader nella produzione di fertilizzanti, pesticidi e diserbanti.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div class=\"img-container center autowidth\" align=\"center\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p><em>La patata turchesa, in Abruzzo, \u00e8 riconosciuta come Presidio Slow Food. Foto di Valerie Ganio Vecchiolino<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p>Pu\u00f2 stupire, visto che il mercato globale \u00e8 dominato da 4 variet\u00e0 commerciali, ma nel mondo esistono 5.000 variet\u00e0 locali di patate.<\/p>\n<p><strong>E le banane?<\/strong><\/p>\n<p>Su 500 variet\u00e0,<strong> sul mercato ne troviamo soltanto una, la Cavendish<\/strong>.<\/p>\n<p>Conservare un\u2019ampia variabilit\u00e0 genetica \u00e8 indispensabile per mantenere un sistema agricolo resiliente, in grado di sfamare il pianeta, facendo fronte ai cambiamenti climatici, alle malattie e alla futura carenza di risorse naturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oppure pensiamo alle razze animali:<\/strong> pi\u00f9 di una su cinque (il 26% delle 8.803 razze registrate a livello globale) \u00e8 a rischio di estinzione: significa che hanno meno di mille capi.<\/p>\n<p>Il motivo?<\/p>\n<p><strong>L\u2019agroindustria punta su poche razze commerciali selezionate<\/strong> per le altissime rese di latte o i tempi rapidi di crescita (e dunque di produzione di carne), <strong>allevate in modo intensivo senza accesso a spazi aperti, trattate con antibiotici<\/strong> (e fuori dall\u2019Europa<strong> anche con ormoni<\/strong>), alimentate con <strong>mangimi ottenuti da coltivazioni geneticamente modificate<\/strong> e trasportate su lunghe distanze.<\/p>\n<p>Un modello insostenibile che, oltre a <strong>causare sofferenze agli animali,<\/strong> ha portato la zootecnia a produrre il 14,5% di emissioni di gas a effetto serra e a contribuire in maniera pesantissima alla deforestazione.<\/p>\n<p>Per fronteggiare la perdita di biodiversit\u00e0 animale (e con essa anche di ecosistemi e risorse naturali) occorre sostenere un modello di allevamento basato sulla diversit\u00e0, la capacit\u00e0 di <strong>adattamento delle razze locali, il legame con il territorio e il pascolo.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div class=\"col_cont\">\n<div>\n<div>\n<div class=\"txtTinyMce-wrapper\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esempi sono infiniti: potremmo parlare di come la biodiversit\u00e0 ci circondi anche quando non ce ne accorgiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso, ad esempio, di <strong>prodotti come pane, caff\u00e8, formaggio, vino e birra, tutti cibi fermentati grazie a funghi, lieviti e batteri<\/strong> che si trovano nel suolo, nei pascoli e negli ambienti di produzione. Oppure della biodiversit\u00e0 che ci viene regalata dagli insetti impollinatori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 40% della produzione agricola dipende da api<\/strong> &#8211; di cui oggi celebriamo la Giornata mondiale &#8211; vespe, farfalle, falene, coleotteri e formiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa biodiversit\u00e0 \u00e8 ovunque e proteggerla attraverso l&#8217;agroecologia \u00e8 l&#8217;unica soluzione che abbiamo per preservare il pianeta. Questo \u00e8 il messaggio che Slow Food porter\u00e0 alla quindicesima riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversit\u00e0 Biologica (COP 15) a ottobre, dove verr\u00e0 adottato un nuovo Quadro Globale per la biodiversit\u00e0 post-2020\u00bb, conclude Serena Milano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La biodiversit\u00e0 \u00e8 vita Tante parole e nessun cambio di rotta Il 63% del mercato dei semi \u00e8 nelle mani di quattro multinazionali che ne<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":94943,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[54,61,9411,53,327],"tags":[23148,23149],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94940"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94940"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94940\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94944,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94940\/revisions\/94944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/94943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94940"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94940"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94940"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}