{"id":95097,"date":"2021-05-25T18:39:19","date_gmt":"2021-05-25T16:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95097"},"modified":"2021-05-26T08:37:33","modified_gmt":"2021-05-26T06:37:33","slug":"politecnico-di-milano-musei-e-innovazione-on-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95097","title":{"rendered":"Politecnico di Milano &#8211; Musei e innovazione on line"},"content":{"rendered":"<p>Pandemia e innovazioni digitali per i musei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.osservatori.net\">www.osservatori.net<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attivit\u00e0 Culturali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u201980% dei musei italiani<\/strong> ha offerto <strong>almeno un contenuto online durante i mesi di chiusura,<\/strong> come laboratori o tour guidati virtuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascono nuovi modelli di <strong>\u201cesperienza estesa\u201d abilitati dal digitale<\/strong>, ma <strong>in 3 musei su 4 (il 76%) manca ancora un piano strategico di innovazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2020 ha visto una forte riduzione delle entrate da biglietteria (in media del 56%) e degli introiti da altri servizi commerciali, con una conseguente maggiore dipendenza da finanziamenti pubblici e privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti degli ultimi mesi hanno per\u00f2 aperto la strada a modelli di business innovativi: <strong>la sfida \u00e8 passare da sperimentazioni estemporanee a soluzioni strutturali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, <strong>il 95% dei musei ha un sito web<\/strong> (una crescita importante, superiore al 10%, rispetto al 2020) e l\u201983% un account ufficiale sui social (una crescita, rispetto al 76% del 2020, guidata dal forte aumento della presenza su Instagram).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Segui gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano anche su Twitter:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">@Osserv_Digital<br \/>\n#OBAC21<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211;<strong> La pandemia ha impattato fortemente sull\u2019ecosistema culturale ponendolo di fronte a nuove sfide,<\/strong> ma anche a nuove opportunit\u00e0 in risposta alle mutate esigenze degli utenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultimo anno <strong>l\u2019offerta delle<\/strong> <strong>istituzioni culturali si \u00e8 orientata sempre pi\u00f9 verso il digitale:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>oggi in quasi met\u00e0 dei musei, monumenti e aree archeologiche italiane vengono proposti laboratori e attivit\u00e0 didattiche online<\/strong> (48%), cos\u00ec come tour e visite guidate (45%). \u00c8 cresciuto inoltre il numero di musei che hanno pubblicato la collezione digitalizzata sul proprio sito web (dal 40% del 2020 al 69% del 2021) e il 13% si \u00e8 cimentato anche sull\u2019offerta di podcast.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante ci\u00f2, <strong>le istituzioni che si basano su un vero e proprio piano strategico che comprenda anche l\u2019innovazione digitale<\/strong> rappresentano ancora una minoranza (il 24%, esattamente come un anno fa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste alcune delle <strong>evidenze emerse dalle indagini dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attivit\u00e0 Culturali della School of Management del Politecnico di Milano<\/strong> in occasione del convegno \u201cExtended Experience: la sfida per l\u2019ecosistema culturale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove forme di presenza online<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI canali digitali sono passati da essere prevalentemente un mezzo di promozione e informazione a vero e proprio strumento di diffusione della conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi, il 95% dei musei ha un sito web<\/strong> (una crescita importante, superiore al 10%, rispetto al 2020) e l\u201983% un account ufficiale sui social (una crescita, rispetto al 76% del 2020, guidata dal forte aumento della presenza su Instagram)\u201d dichiara Michela Arnaboldi, Responsabile Scientifico dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attivit\u00e0 Culturali \u201cGrazie al digitale si \u00e8 aperta l\u2019opportunit\u00e0 di ripensare il rapporto con l\u2019utente come un\u2019esperienza estesa, nel tempo e nello spazio, in quanto non confinata al luogo e al momento dell\u2019esperienza in loco, ma potenzialmente continua e accessibile da qualsiasi luogo e in qualunque momento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cambiare \u00e8 stato anche il tipo di esperienza offerta: <strong>l\u201980% dei musei ha offerto almeno un contenuto digitale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 molto elevata la quota di istituzioni che propongono laboratori e attivit\u00e0 didattiche online<\/strong> (il 48%), evidenziando la rilevanza del rapporto tra i luoghi della cultura e le scuole. Secondi per diffusione sono tour e visite guidate online (proposti dal 45% delle istituzioni), mentre il 13% si \u00e8 cimentato anche sull\u2019offerta di podcast.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 aumentato anche considerevolmente il numero di musei che hanno pubblicato la collezione digitalizzata sul proprio sito web<\/strong> (dal 40% del 2020 al 70% del 2021); un dato non inaspettato, considerando che gli stessi contenuti vengono poi utilizzati per laboratori e attivit\u00e0 didattiche, tour e visite guidate, corsi di alta formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La digitalizzazione dei servizi per l\u2019accoglienza e la sicurezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cresce la percentuale di musei, monumenti e aree archeologiche che offrono la possibilit\u00e0 di acquistare il biglietto online,<\/strong> passando dal 23% al 39% dei musei che hanno un sistema di biglietteria (pari al 65% del totale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza, nei suoi vari ambiti, \u00e8 un altro aspetto al centro dell\u2019attenzione in questo particolare periodo. In particolare, dall\u2019indagine \u00e8 emerso che negli ultimi 3 anni il 55% dei musei ha investito in sistemi per la salvaguardia della salute e il distanziamento fisico, e il 42% in impianti di videosorveglianza per il monitoraggio delle aree, che si stanno rivelando estremamente utili per garantire la visita degli spazi espositivi nel rispetto delle norme per la salute delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa possibilit\u00e0 di arricchire l\u2019esperienza onsite grazie al digitale \u00e8 uno degli ambiti di applicazione delle tecnologie di maggiore interesse per le istituzioni culturali,<\/strong> tanto che il 70% di queste adotta almeno uno strumento\u201d Dichiara Deborah Agostino, Direttore dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attivit\u00e0 Culturali \u201cTra i pi\u00f9 diffusi vi sono QR Code e Beacon (il 33% delle istituzioni ne fa uso), le pi\u00f9 tradizionali audioguide (32%, stabili rispetto al 2020) e gli schermi touch screen (32%). Infine, un\u2019istituzione culturale su quattro mette a disposizione dei propri utenti un\u2019applicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo ambito i dati sono sostanzialmente stabili rispetto all\u2019anno precedente in quanto <strong>i musei hanno preferito concentrare gli investimenti su altri aspetti ritenuti prioritari per raggiungere i pubblici anche a distanza e per accoglierli in sicurezza una volta tornati in presenza\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valorizzazione economica dell\u2019esperienza estesa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2020 ha visto una forte riduzione delle entrate da biglietteria (in media del 56%). Anche gli introiti da altri servizi commerciali sono diminuiti con una conseguente maggiore dipendenza da finanziamenti pubblici e privati, passati da costituire il 53% delle entrate nel 2019 al 59% nel 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti degli ultimi mesi hanno per\u00f2 aperto anche a ragionamenti sui nuovi modelli di business da adottare per far s\u00ec che il processo di innovazione sia sostenibile e assuma una connotazione strutturale e non solo estemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quanto ai contenuti digitali, i modelli di offerta sono stati diversi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle istituzioni culturali ha scelto di <strong>fornirli, almeno in una prima fase, in modo gratuito. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa scelta pu\u00f2 diventare una linea strategica quando si vuole usare il prodotto digitale per aumentare l\u2019engagement, usare l\u2019online come stimolo per la visita fisica o per ottenere informazioni sul pubblico da poter utilizzare per attivit\u00e0 di marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 22% dei musei, invece, ha sperimentato modelli a pagamento e in particolare la vendita del singolo contenuto digitale<\/strong> (13%, soprattutto per attivit\u00e0 didattiche e tour virtuali) e\/o di un pacchetto di servizi (9%, per corsi e podcast).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno frequenti sono stati modelli che prevedono il ricorso a pubblicit\u00e0 o sponsorizzazioni, abbonamenti o membership, donazioni e contenuti \u201cfreemium\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla reazione del pubblico circa la proposta di contenuti digitali,<strong> i musei sono rimasti soddisfatti sia per i contenuti offerti gratuitamente (per cui l\u201986%<\/strong> di questi si ritiene soddisfatto della risposta del pubblico) sia per quelli offerti a pagamento (il 62% \u00e8 soddisfatto della risposta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le priorit\u00e0 di investimento e le possibili traiettorie di sviluppo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOggi sembrerebbe raggiunta la diffusa consapevolezza che fisico e digitale non si escludano a vicenda, ma che piuttosto siano l\u2019uno il complemento dell\u2019altro. <strong>Se per\u00f2 nel primo periodo di emergenza era accettabile un certo livello di approssimazione nella produzione di contenuti digitali, occorre ora investire su prodotti realizzati ad hoc e sulle competenze necessarie per la loro realizzazione, gestione e promozione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo al fine di evitare una mera traslazione in digitale di servizi precedentemente offerti in presenza e offrire, invece, una selezione specifica per la fruizione online da integrare con l\u2019esperienza fisica diretta, in modo da garantire una fruibilit\u00e0 impensabile fino a solo pochi mesi fa\u201d Dichiara Eleonora Lorenzini, Direttore dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attivit\u00e0 Culturali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTutto ci\u00f2 presuppone<strong> l\u2019adozione di una logica strategica o almeno sul medio periodo.<\/strong> Purtroppo,<strong> sono ancora una minoranza, il 24% (esattamente come un anno fa), le istituzioni che si sono dotate di un piano strategico che comprenda anche l\u2019innovazione digitale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, si sta dimostrando sempre pi\u00f9 necessaria una pianificazione d\u2019insieme degli interventi per affrontare un futuro incerto, ma ricco di prospettive per chi sapr\u00e0 adeguatamente strutturarsi per coglierle\u201d.<\/p>\n<p>FOTO : Museo della Scienza e della Tecnica Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pandemia e innovazioni digitali per i musei Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano www.osservatori.net Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e 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