{"id":95478,"date":"2021-06-08T18:04:32","date_gmt":"2021-06-08T16:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95478"},"modified":"2021-06-09T18:31:55","modified_gmt":"2021-06-09T16:31:55","slug":"donne-e-grand-tour-gioielli-e-dipinti-ricamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95478","title":{"rendered":"Donne e Grand Tour &#8211; gioielli e dipinti-ricamo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piccoli capolavori &#8211;<\/strong>\u00a0che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete<\/p>\n<p><strong>Manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_95482\" aria-describedby=\"caption-attachment-95482\" style=\"width: 197px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-orecchini-antichi-Zurst.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-95482\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-orecchini-antichi-Zurst-197x300.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-orecchini-antichi-Zurst-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-orecchini-antichi-Zurst.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-95482\" class=\"wp-caption-text\">cliccare per ingradire le immagini<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-95483 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra-300x254.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra-768x651.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra-354x300.jpg 354w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-zurst-donne-mostra.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-collana-mostra-giu-21-Zurst.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95481\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-collana-mostra-giu-21-Zurst-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-collana-mostra-giu-21-Zurst-265x300.jpg 265w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Arte-900-collana-mostra-giu-21-Zurst.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><\/a><\/p>\n<p>LE DONNE, L\u2019ARTE E IL GRAND TOUR<\/p>\n<p><strong>Gioielli in micromosaico e dipinti-ricamo<\/strong> in collezioni private svizzere<\/p>\n<p>Sede: Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst, Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino, Svizzera<\/p>\n<p>Date: 12 giugno \u2013 3 ottobre 2021<\/p>\n<p>A cura di: Silvia Mazzoleni e Matteo Bianchi<\/p>\n<p>Coordinamento scientifico e organizzativo: Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla<br \/>\nCataloghi: Pagine d\u2019Arte, Tesserete<br \/>\n__________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pinacoteca Z\u00fcst organizza con continuit\u00e0 pi\u00f9 mostre all\u2019anno accanto alla collezione permanente, che \u00e8 sempre esposta a rotazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei filoni oggetto di approfondimento conduce alla scoperta di raccolte private presenti sul territorio, che hanno talvolta per oggetto temi curiosi e ancora poco conosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa rassegna presenta <strong>piccoli capolavori<\/strong>, che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di <strong>manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour,<\/strong> il celebre viaggio di formazione intrapreso attraverso l\u2019Europa da nobili, intellettuali e giovani aristocratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La meta era l\u2019Italia e le tappe imprescindibili Venezia, Firenze, Roma e Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sovente i viaggiatori effettuavano con grande interesse una <strong>deviazione per visitare Ginevra, la citt\u00e0 di J. J. Rousseau<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima collezione \u00e8 dedicata a un\u2019espressione artistica mista, che fonde sapientemente <strong>pittura perlopi\u00f9 all\u2019acquarello e ricamo su un supporto di solito in seta:<\/strong> i tableau brod\u00e9, realizzati in epoca neoclassica da donne di origine ugonotta, il cui nome \u00e8 quasi sempre sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra vengono presentati una <strong>cinquantina di pezzi rappresentativi dei vari temi: da quelli ispirati a opere di Rousseau, in questa sala, ai soggetti riferiti al mondo classico<\/strong>, esposti nella balconata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al piano superiore si trova anche la seconda raccolta, che riunisce una serie di <strong>gioielli in micromosaico realizzati con minuscole tessere in pasta vitrea<\/strong>, diventati di gran moda <strong>tra Sette e Ottocento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali gioielli riscontrarono un e<strong>norme successo grazie all\u2019interesse di viaggiatori colti e facoltosi che, giunti in Italia, li acquistavano come preziosi souvenir.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa occasione vengono presentate anche due sale della Pinacoteca riallestite con opere della collezione permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima viene ospitato il progetto didattico \u201cDestinazione museo\u201d con opere di Valeria Pasta Morelli (1858-1909), realizzato dalla scuola elementare di Riva San Vitale (v. allegato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda si trovano invece le nuove acquisizioni della Pinacoteca: opere di Ernesto Fontana \u2013 il Ritratto di Annamaria Agustoni, a cui \u00e8 dedicato l\u2019asilo di Caneggio, costruito con le elargizioni del padre Giuseppe Agustoni \u2013, Alessandro Ruga, Fausto Agnelli, Ettore Burzi ed Emilio Oreste Brunati giunte a Rancate grazie a donazioni e acquisti.<\/p>\n<p>I TEMI DELLA MOSTRA<br \/>\n1. I dipinti-ricamo<br \/>\nL\u2019uomo che ha pi\u00f9 vissuto non \u00e8 quello che ha potuto contare un pi\u00f9 gran numero d\u2019anni,<br \/>\nma colui che ha sentito di pi\u00f9 la vita.<br \/>\nJean-Jacques Rousseau<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I dipinti-ricamo erano realizzati da donne ugonotte colte e di classe sociale agiata,<\/strong> che spesso possedevano un notevole grado di istruzione generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella zona lemanica e di Neuch\u00e2tel, a differenza che in altri paesi, dove <strong>ci si limitava a copiare dipinti celebri o scene religiose, sono anche la vita e le opere di Rousseau ad influenzare profondamente parecchie appassionate artiste.<\/strong> Queste tradussero in pittura e ricamo i brani che pi\u00f9 le avevano toccate: dalle Confessions e le R\u00eaveries d\u2019un promeneur solitaire, a passaggi della Nouvelle H\u00e9lo\u00efse, a immagini sull\u2019educazione dei ragazzini nell\u2019Emile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comune denominatore \u00e8 regolarmente un paesaggio allo stato naturale dove la <strong>vegetazione lussureggiante<\/strong> prende il sopravvento e dialoga quasi con i protagonisti dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso, nella progettazione di tali lavori, diventati di gran moda<strong>, la conoscenza e l\u2019osservazione di incisioni e dipinti di paesaggi svizzeri, diffusissimi e ambiti dai gran turisti,<\/strong> hanno portato le artiste, appartenenti alla buona societ\u00e0, a <strong>riprenderne accuratamente alcuni dettagli,<\/strong> tanto che l\u2019ambientazione en plein air \u00e8 quasi sempre riconoscibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra sono esposti anche due dipinti-ricamo di particolare interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno \u00e8 stato eseguito dalla madre del generale G. Henri Dufour, Pernette, che <strong>per mantenere il figlio agli studi impartiva lezioni private di disegno e ricamo per realizzare tableau brod\u00e9.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro \u00e8 stato <strong>dipinto e ricamato dalla graziosa e colta moglie del generale, Suzanne nata Bonneton.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Jean-Jacques Rousseau: appunti biografici<br \/>\nLa semplicit\u00e0 della vita campestre mi arricch\u00ec di un bene inestimabile,aprendo il mio cuore all\u2019amicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jean-Jacques Rousseau<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Jean-Jacques Rousseau nacque a Ginevra il 28 giugno del 1712<\/strong>. La madre mor\u00ec nel darlo alla luce e questo diede inizio ad un\u2019infanzia priva di punti di riferimento.<br \/>\nDall\u2019et\u00e0 di <strong>sedici anni inizi\u00f2 una vita errabonda in Savoia, praticando anche umili mestieri<\/strong>, finch\u00e9 and\u00f2 a vivere ad Annecy con Madame de Warens, una giovane vedova svizzera convertitasi al cattolicesimo che lo convinse ad abbracciare la sua fede. I due si trasferirono vicino <strong>a Chamb\u00e9ry, dove il filosofo trascorse un periodo felice, immerso negli studi e a contatto con la natura,<\/strong> anche se qui iniziarono a farsi sentire <strong>i problemi di salute<\/strong> che lo avrebbero afflitto per il resto della vita.<br \/>\nIn seguito <strong>Rousseau, allontanatosi dalla de Warens, si trasfer\u00ec a Lione e poi a Parigi, dove conobbe Denis Diderot,<\/strong> che divenne un suo grande amico. Trascorse <strong>un periodo a Venezia, come segretario dell\u2019ambasciata francese;<\/strong> qui entr\u00f2 in contatto diretto con la musica italiana. Rientrato a Parigi, coltiv\u00f2 interessi operistici e collabor\u00f2 all\u2019Encyclop\u00e9die.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1745 Rousseau inizi\u00f2 a frequentare Th\u00e9r\u00e8se Le Vasseur, una giovane stiratrice quasi analfabeta che gli sar\u00e0 accanto per tutta la vita: il filosofo la spos\u00f2 solo molti anni dopo e diede all\u2019ospizio dei trovatelli tutti i cinque figli avuti da lei.<strong> Nel 1754 torn\u00f2 a Ginevra, dove si riconvert\u00ec al calvinismo; in seguito fu invitato con Th\u00e9r\u00e8se presso i duchi di Montmorency. Ruppe con gli \u201cenciclopedisti\u201d e si dedic\u00f2 alla stesura del suo romanzo preromantico epistolare La nouvelle H\u00e9lo\u00efse.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tranquillit\u00e0 del luogo gli permise di scrivere anche altri due capolavori, <strong>Le contrat social e l\u2019Emile.<\/strong> Questi testi furono <strong>osteggiati e bruciati sulle pubbliche piazze e Rousseau condannato dai tribunali di Parigi e Ginevra.<\/strong> Costretto alla fuga, nel 1762 si trasfer\u00ec a M\u00f4tiers, dove\u00a0 <strong>trov\u00f2 l\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019ambiente calvinista,<\/strong> <strong>fomentata da un libello anonimo scritto dal suo grande antagonista Voltaire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dovette scappare di nuovo<\/strong> e si ripar\u00f2 sull\u2019isola di Saint-Pierre, sul lago di Bienne, dove per\u00f2 lo raggiunse un altro decreto di espulsione da parte di Berna. <strong>Nuove peregrinazioni lo portarono in Inghilterra, invitato dal filosofo David Hume.<\/strong> Presto per\u00f2 le manie di persecuzione di Rousseau lo costrinsero a ripartire. <strong>In Francia termin\u00f2, insieme ad altri scritti, le Confessions. Psicologicamente instabile e malato, si spense il 2 luglio 1778<\/strong> a Ermenonville, nella propriet\u00e0 del marchese de Girardin. Le sue spoglie riposano nel Panth\u00e9on di Parigi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Gioielli in micromosaico<br \/>\nNon sono per natura portato all\u2019entusiasmo\u2026 ma a distanza di venticinque anni non posso dimenticare n\u00e9 esprimere come vorrei la profonda commozione che agit\u00f2 il mio animo la prima volta che entrai nella \u201cCitt\u00e0 eterna\u201d.<br \/>\nDopo una lunga notte insonne calcai con passo leggero le rovine del Foro\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edward Gibbon<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sala viene presentata una collezione privata svizzera di <strong>raffinati gioielli in micromosaico,<\/strong> molto in auge tra Sette e Ottocento, realizzati con tessere minuscole in pasta vitrea.<br \/>\n<strong>Secondo la tradizione fu Giacomo Raffaelli, nel 1775, il primo ad esporre nel suo laboratorio a Roma<\/strong> i mosaici finemente lavorati; alcuni splendidi pezzi presentati in mostra escono dal suo atelier.<br \/>\nI gioielli cos\u00ec realizzati riscontrarono <strong>un enorme successo grazie all\u2019interesse dei viaggiatori colti e facoltosi che compivano il Grand Tour e che amavano portare questi preziosi in patria quale ricordo dell&#8217;esperienza vissuta<\/strong>. Non a caso, <strong>parecchi artisti del Vaticano aprirono i loro negozi &#8211; con atelier nel retrobottega \u2013 prediligendo il quartiere frequentato dai gran turisti, ovvero i dintorni di Piazza di Spagna.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stesso Napoleone,<\/strong> grande estimatore di questi oggetti affascinanti, fece istallare a Parigi una manifattura per produrli.<br \/>\nI soggetti rappresentati sui gioielli della collezione coprono tutto il repertorio utilizzato per queste creazioni e spaziano dalle vedute della Roma classica a Piazza San Pietro, ai motivi decorativi scoperti nelle ville pompeiane, alle raffigurazioni alludenti all\u2019epoca paleocristiana, greca e romana. Non mancano anche esempi di sentimental jewel: farfalle, cani, colombe e rose che simboleggiano l\u2019anima, la fedelt\u00e0, la purezza e l\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La qualit\u00e0 di questa forma artistica and\u00f2 calando verso la met\u00e0 del XIX secolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019eccezione \u00e8 costituita dalla famiglia Castellani, celebri gioiellieri romani, antiquari e collezionisti di scavi,<\/strong> che rivoluzionarono l\u2019arte del micromosaico raggiungendo di nuovo livelli di grande raffinatezza. Alcuni pezzi da essi eseguiti sono esposti in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1870, nella sola Roma, erano state censite centotrenta botteghe<\/strong> che operavano nel settore e a queste vanno aggiunti gli artigiani dipendenti dallo Studio del mosaico vaticano. Una folla di artisti anonimi che ci ha lasciato tanti piccoli, preziosi capolavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa sala sono inoltre<strong> presentate incisioni di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778),<\/strong> del figlio Francesco (1758-1810) e di Luigi Rossini (1790-1857), cugino del celebre compositore Gioachino, raffiguranti monumenti della Citt\u00e0 Eterna, e alcuni libri che danno testimonianza del clima culturale dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>____<\/p>\n<p><b>Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<\/b><\/p>\n<p>Via Pinacoteca Z\u00fcst 2<br \/>\n6862\u00a0Rancate<\/p>\n<p>tel. +41 91 816 47 91<\/p>\n<p><a title=\"www.ti.ch\/zuest\" href=\"http:\/\/decs.news.ti.ch\/link.php?M=211127&amp;N=1368&amp;L=32&amp;F=H\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.ti.ch\/zuest<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Indicazioni stradali\" href=\"http:\/\/decs.news.ti.ch\/link.php?M=211127&amp;N=1368&amp;L=3163&amp;F=H\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indicazioni stradali<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piccoli capolavori &#8211;\u00a0che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete Manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":95480,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[23246],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95478"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95478"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95488,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95478\/revisions\/95488"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/95480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}