{"id":95608,"date":"2021-06-11T17:00:18","date_gmt":"2021-06-11T15:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95608"},"modified":"2021-06-11T17:00:55","modified_gmt":"2021-06-11T15:00:55","slug":"arte-e-storia-a-brescia-palmyra-a-santa-giulia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95608","title":{"rendered":"Arte e storia a Brescia &#8211; Palmyra a Santa Giulia"},"content":{"rendered":"<p>Fotografie che spiegano pi\u00f9 delle parole<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siti archeologici romani in cui si colgono le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Alfred Seiland Imperium Romanum fotografie 2005-2020<\/h3>\n<div class=\"date_default\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 26 Marzo 2021 al 18 Luglio 2021<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>BRESCIA &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Museo di Santa Giulia &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">via dei Musei 81\/b<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0La mostra segue gli orari di apertura del Museo di Santa Giulia reperibili sul sito www.bresciamusei.com. Giorno di chiusura: tutti i luned\u00ec non festivi. La biglietteria chiude un&#8217;ora prima della chiusura del museo<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Filippo Maggia e Francesca Morandini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>Museo di Santa Giulia di Brescia, dal 26 marzo al 18 luglio 2021, ospita la prima retrospettiva italiana di Alfred Seiland<\/strong>\u00a0(St. Michael, Austria, 1952) che giunge in Italia dopo\u00a0<strong>il successo delle esposizioni al Museo Romano Germanico di Colonia, ai Rencontres di Arles e all&#8217;Albertina di Vienna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa rientra nel programma delle <strong>celebrazioni per la restituzione a Brescia della Vittoria Alata, la straordinaria scultura romana<\/strong> che, dopo un attento restauro durato due anni presso l\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze,<strong> \u00e8 tornata in citt\u00e0, nella sua nuova collocazione nell\u2019aula orientale del\u00a0<em>Capitolium<\/em>\u00a0<\/strong>riallestita su progetto dell\u2019architetto Juan Navarro Baldeweg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>136 immagini di grande formato<\/strong>\u00a0tratte da IMPERIVM ROMANVM,<strong>\u00a0il monumentale progetto sviluppato in oltre quindici anni di lavoro dal fotografo austriaco<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parte centrale della selezione \u00e8\u00a0<strong>un nucleo di 20 inediti<\/strong>\u00a0tra cui un portfolio di <strong>6 scatti realizzati a Brescia tra il 2019 e il 2020, che coglie il patrimonio antico della citt\u00e0 e ne documenta il valore monumentale e sociale<\/strong>, in costante cambiamento secondo canoni contemporanei, accompagnato da una\u00a0video intervista di approfondimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Affascinato dalle scenografie cinematografiche dell\u2019antica Roma, allestite a Cinecitt\u00e0, Alfred Seiland<\/strong> ha intrapreso <strong>un lungo viaggio<\/strong> nei territori in cui si estendeva il <strong>dominio di Roma, dalla Siria alla Scozia, ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo<\/strong> e oltre, per fotografare quei<strong>\u00a0siti archeologici romani in cui si cogliessero le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono\u00a0<strong>40 i paesi<\/strong>\u00a0raccontati attraverso i\u00a0<strong>siti archeologici<\/strong>\u00a0come Palmira, Samaria o Epidauro. Il progetto illustra, con fotografie talvolta iperrealiste e pop, talvolta simboliste e minimali, l&#8217;<strong>inestricabile e vitale rapporto tra le tracce residue della cultura romana e i luoghi della modernit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rovine emergono cos\u00ec in tutta chiarezza quali\u00a0patrimonio comune di un immaginario collettivo, una sorta di minimo comune denominatore continentale tra passato, arte moderna e architettura contemporanea, la prima \u201cforma\u201d di globalizzazione dello sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pubblico \u00e8 invitato a scoprire le trasformazioni delle citt\u00e0 e del paesaggio<\/strong>: l&#8217;occhio del fotografo ne esalta il riuso talvolta consapevole talvolta casuale, ed espone il\u00a0<strong>surreale dialogo tra le antiche glorie monumentali e i moderni tessuti urbanistici, gli spazi del turismo di massa, dello sport e della cultura del tempo libero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Colosseo a Roma, le terme di Bath, il Pont du Gard in Provenza<\/strong>, ma anche rovine di <strong>siti meno noti al grande pubblico,<\/strong> o, ancora, edifici moderni che alludono all\u2019antico in tutto il loro paradosso, come il set di Cinecitt\u00e0 o il Caesar Palace Hotel di Las Vegas o la presenza discreta dei resti archeologici nel tessuto urbanistico attuale. I monumenti dell\u2019Impero romano, diffusi in Europa e lungo il bacino del Mediterraneo, costituiscono per i suoi abitanti un\u2019abitudine visiva, per i turisti un feticcio, per le infrastrutture un ostacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo progetto, costantemente\u00a0<em>in progress<\/em>, Seiland \u00e8 riuscito a riportare a galla, nel mondo globalizzato, la traccia del\u00a0senso di comunit\u00e0 e un nuovo significato di quella integrazione che l\u2019impero romano aveva avviato\u00a0e realizzato per tutto l\u2019arco della sua durata e che le locali vicende storico-culturali hanno modificato, distrutto o adeguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le fotografie riaffiorano tracce, forme, materiali e luoghi con i quali le societ\u00e0 contemporanee che risiedono nei territori un tempo occupati dall\u2019Impero continuano a rapportarsi, con modalit\u00e0 spesso inattese e sorprendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSusan Sontag \u2013<strong>\u00a0racconta Filippo Maggia, curatore della mostra<\/strong>\u00a0\u2013 <strong>nel suo avvolgente romanzo<em> L\u2019amante del vulcano<\/em>, descrive uno dei tre personaggi principali, il console inglese Sir William Hamilton, come uno studioso e appassionato collezionista,<\/strong> di tutto e in particolare di qualsiasi cosa abbia a che fare con il vulcano, il Vesuvio della Napoli borbonica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAncora Susan Sontag &#8211; prosegue Filippo Maggia -, nel suo fondamentale saggio Sulla fotografia, mai come oggi attuale e necessario, scrive che <strong>\u201cCollezionare fotografie \u00e8 collezionare il mondo. Alfred Seiland incarna perfettamente il prototipo di fotografo\/collezionista,<\/strong> quasi una sintesi del pensiero della scrittrice americana: la sua raccolta \u201cImperium Romanum\u201d nasce da una passione mai sopita per le vestigia dell\u2019impero romano riconsiderate &#8211; non solo ritratte &#8211; <strong>all\u2019alba del terzo millennio, racconta di luoghi a volte dimenticati e altre volte inventati, riunendo pezzi di mondo fra loro anche molto lontani<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMonumenti antichi e paesaggi mitici, testimoni di oltre due millenni di storia erosi lentamente da fenomeni politici, sociali e naturali \u2013\u00a0<strong>sottolinea Francesca Morandini, curatrice della mostra<\/strong>\u00a0\u2013 vengono <strong>riprodotti da Alfred Seiland come avrebbe fatto un pittore da cavalletto ottocentesco<\/strong> al seguito di missioni archeologiche in regioni remote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immagine che Seiland scatta \u00e8 il momento finale di un percorso di ricerca, studio e conoscenza di luoghi il cui significato risiede nella storia, nelle vicende umane legate al sito, nella loro dimensione mitica e ne ferma la situazione attuale sospesa tra il \u201cnon pi\u00f9\u201d e al contempo il \u201cma ancora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Alfred Seiland. IMPERIVM ROMANVM Fotografie 2005-2020<\/strong><\/em>\u00a0sar\u00e0 allestita\u00a0nei rinnovati spazi espositivi del \u201cQuadrilatero rinascimentale\u201d delle gallerie alte del Monastero di Santa Giulia del Museo di Santa Giulia, oggetto di un recente recupero funzionale finanziato da un Bando della Regione Lombardia con il progetto \u201cOff\\On\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo bilingue edito da Skira.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alfred Seiland<\/strong>\u00a0(St. Michael, Austria, 1952) \u00e8 un fotografo<strong> austriaco,<\/strong> professore alla Stuttgarter Akademie der Bildenden K\u00fcnste. Dopo gli studi in ingegneria meccanica, si \u00e8 dedicato alla fotografia con risultati di spessore internazionale; dagli anni ottanta i suoi scatti compaiono in pubblicazioni internazionali e campagne pubblicitarie che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti.\u00a0 Ha esposto al Museum of Modern Art di New York e in altre importanti istituzioni come il R\u00f6misch-Germanisches Museum di Colonia (2013-2014); il Mus\u00e9e national d\u2019histoire et d\u2019art di Lussemburgo (2014-2015), i Rencontres d&#8217;Arles, Villa M\u00e9diterran\u00e9e a Marsiglia (2016) e la Landesgalerie am Ober\u00f6sterreichischen Landesmuseum di Linz (2018)<\/p>\n<p>_______________<\/p>\n<p>INFORMAZIONI<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Costo biglietto :<\/span><strong>\u00a0intero \u20ac 9<\/strong>, ridotto \u20ac 7, studenti \u20ac 6, studenti \u20ac 4.50. Gratuito: bambini da 0 a 5 anni; giornalisti con tesserino; persona disabile (con disabilit\u00e0 &gt;75%) e accompagnatori di persone con disabilit\u00e0, 1 capo-gruppo per gruppo composto da almeno 10 persone, 2 docenti per scolaresca, titolare di Abbonamento Musei Lombardia Milano (+prevendite \u20ac 1\/ \u20ac 0.50)<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.:<\/span>\u00a0+39 030.2977833-834<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"mailto:santagiulia@bresciamusei.com?subject=Richiesta%20informazioni.\">santagiulia@bresciamusei.com<\/a><\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/bresciaphotofestival.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/bresciaphotofestival.it<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fotografie che spiegano pi\u00f9 delle parole Siti archeologici romani in cui si colgono le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine Alfred Seiland Imperium<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":25306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[23266],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95608"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95612,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95608\/revisions\/95612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}