{"id":95812,"date":"2021-06-15T17:00:56","date_gmt":"2021-06-15T15:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95812"},"modified":"2021-06-15T20:00:21","modified_gmt":"2021-06-15T18:00:21","slug":"castello-di-rivoli-inaugura-24-giugno-a-b-o-theatron-larte-o-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=95812","title":{"rendered":"Castello di Rivoli inaugura 24 giugno &#8211; A.B.O. THEATRON. L\u2019Arte o la Vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A.B.O. THEATRON. L\u2019Arte o la Vita<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coordinamento e sviluppo curatoriale: Andrea Viliani<br \/>\nConcept: Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva<br \/>\n25 giugno 2021 \u2013 9 gennaio 2022<br \/>\n<strong>Inaugurazione: 24 giugno 2021<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea e il CRRI (Centro di Ricerca Castello di Rivoli) presentano la mostra A.B.O. THEATRON.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arte o la Vita che indaga la figura di uno dei pi\u00f9 importanti storici dell\u2019arte, critici e <strong>curatori contemporanei, Achille Bonito Oliva<\/strong> (Caggiano, 1939).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la mostra dedicata ad Harald Szeemann nel 2019, organizzata in collaborazione con il Getty Research Institute di Los Angeles, la mostra dedicata ad <strong>Achille Bonito Oliva costituisce il secondo capitolo del grande progetto dedicato dal Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea e dal CRRI ai pi\u00f9 autorevoli curatori d\u2019arte contemporanea del XX e XXI secolo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A.B.O. THEATRON. L\u2019Arte o la Vita \u00e8 stata sviluppata curatorialmente da Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI sulla base di un concetto di Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva, con un Comitato scientifico composto da Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Museo, e Cecilia Casorati, Laura Cherubini, Stefano Chiodi, Paola Marino, storici dell\u2019arte e curatori che negli anni hanno seguito con particolare attenzione la ricerca e l\u2019attivit\u00e0 saggistica e espositiva di Achille Bonito Oliva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra raccoglie <strong>opere d\u2019arte, documentazione di allestimenti, materiale d\u2019archivio e una grande selezione di materiali televisivi gentilmente concessi da RAI Cultura\/RAI 5 in collaborazione con Rai Teche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le pi\u00f9 recenti partecipazioni mediatiche del critico d\u2019arte \u00e8 <strong>la conversazione di Bonito Oliva con Harry Styles commissionata da GUCCI per GucciFest.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra i capolavori in mostra figura l\u2019opera Primo piano labbra (1965) di Pino Pascali<\/strong> presente nella prima mostra del curatore alla Libreria-Galleria Guida a Napoli nel 1966.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In mostra anche il capolavoro Lo Spirato (1968-73) di Luciano Fabro<\/strong> presente in Contemporanea nel 1973, oltre a una serie di importanti opere della Transavanguardia tra le quali Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro (1977) di Mimmo Paladino, Cani con la lingua a spasso (1980) di Enzo Cucchi, Sinfonia incompiuta (1980) di Sandro Chia, Il cerchio di Milarepa (1982) di Francesco Clemente e Testa dell\u2019artista cosmico a Torino (1984-85) di Nicola De Maria. In mostra anche La Luna (1968) di Fabio Mauri esposto in Vitalit\u00e0 del negativo, 1970; Metrocubo d\u2019Infinito (1966) di Michelangelo Pistoletto e Articolazione totale (1962) di Francesco Lo Savio esposti in Minimalia nel 1997-99, nonch\u00e9 TV-Buddha Duchamp-Beuys (1989) di Nam June Paik presente nella mostra Trib\u00f9 dell\u2019Arte, 2001. Di particolare interesse anche Fountain (1917-64) di Marcel Duchamp.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAchille Bonito Oliva inaugura una figura di curatore particolarmente espressivo, istrionico, sperimentale, al contempo enciclopedico e comportamentale\u201d, afferma il Direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, <strong>\u201ccompagno di strada degli artisti, in netto contrasto con le figure dei critici d\u2019arte tradizionali che, prima di lui e della sua generazione<\/strong>, realizzavano mostre basate su presunti criteri scientifici di selezione e interpretazione. <strong>Achille \u00e8 narcisista ma non vanitoso,<\/strong> una creatura straordinaria e intelligentissima\u201d.<\/p>\n<p>In occasione della mostra<strong>, Achille Bonito Oliva ha donato al CRRI il proprio archivio personale<\/strong>, mettendo a disposizione degli studiosi nazionali e internazionali il prezioso patrimonio intellettuale da lui costruito da oltre sessant\u2019anni, con i primi scritti adolescenziali fino ai materiali pi\u00f9 recenti. L\u2019archivio di Achille Bonito Oliva sar\u00e0 per la prima volta studiato, mostrato e pubblicato in questa occasione.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stata una continua scoperta e un grande privilegio\u201d afferma Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI \u201cdedicarmi in questi due anni allo studio di<strong> un archivio ancora inedito quale quello che ricostruisce gli oltre sessant\u2019anni di attivit\u00e0 critica ed espositiva di Achille Bonito Oliva<\/strong>. La nostra mostra \u00e8 una pietra miliare nell\u2019ambito della programmazione del Castello di Rivoli e del suo CRRI dedicata ai pi\u00f9 grandi curatori del XX secolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dalla sua<strong> formazione e attivit\u00e0 nell\u2019ambito della poesia visiva e delle cosiddette \u201cNeo-avanguardie\u201d linguistiche e letterarie della fine degli anni Sessanta,<\/strong> nei suoi successivi progetti Bonito Oliva ha posto in relazione tra loro<strong> alcuni dei pi\u00f9 importanti artisti della seconda met\u00e0 del XX secolo contribuendo a definire linee di ricerca radicali quali, alla fine degli anni Settanta, quelle afferibili alla Transavanguardia italiana,<\/strong> ponendole <strong>in relazione dialettica con le ricerche del decennio precedente, fra cui l\u2019Arte povera e l\u2019Arte concettuale,<\/strong> e sostenendo riletture raffinate ed eterodosse quale quella del Manierismo italiano e europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il suo libro del 1976 L\u2019ideologia del traditore. Arte, maniera e manierismo, Bonito Oliva ha analizzato come, dopo il Rinascimento, il Manierismo abbia attuato un passaggio dal principio della creazione a quello della citazione, quale risposta da parte dell\u2019artista alla crisi della sua epoca: l\u2019artista ha perso la sua centralit\u00e0 rinascimentale ed \u00e8 diventato una figura laterale. Questo ricorda la figura del traditore che guarda il mondo, e non lo accetta, vorrebbe cambiarlo ma pu\u00f2 agire solo nello spazio della riserva mentale. Un simile principio corrisponde alla <strong>crisi ideologica, economica, politica e sociale della fine degli anni Settanta del XX secolo, e che Bonito Oliva pone quindi alla base anche della sua teorizzazione della Transavanguardia nel 1979.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua attivit\u00e0, la scrittura critica e quella espositiva, l\u2019invenzione curatoriale e la provocazione intellettuale costituiscono un unicum dinamico caratterizzato dalla <strong>costante relazione fra parola e immagine, comportamento e comunicazione,<\/strong> e dall\u2019attenzione alla crescente trasversalit\u00e0 nomadica dell\u2019arte, come della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la presentazione di una <strong>molteplicit\u00e0 di materiali d\u2019archivio (cataloghi, libri d\u2019artista, inviti, brochure, cartelle stampa, progetti e immagini di allestimento, corrispondenze private, registrazioni di trasmissioni televisive, documentazioni fotografiche e video e un\u2019ampia parte della biblioteca personale,<\/strong> provenienti dall\u2019Archivio di Bonito Oliva e da altri Archivi istituzionali e privati) A.B.O. THEATRON. L\u2019Arte o la Vita intende celebrare l\u2019importanza di Bonito Oliva anche per l\u2019affermazione del ruolo del curatore nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea e, pi\u00f9 in generale, mira a costituire il composito ritratto di una figura di intellettuale propositivo che ha superato le limitazioni delle strutture accademiche e ridefinito i campi e gli strumenti d\u2019indagine della curatela nell\u2019ambito della riflessione e produzione artistica contemporanea, divenendo una delle figure cardine della storia dell\u2019arte del XX e XXI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripercorrendo la vasta attivit\u00e0 curatoriale, teorica e comportamentale di Bonito Oliva la mostra A.B.O. THEATRON. L\u2019Arte o la Vita \u00e8 articolata su tre livelli fra loro interconnessi, ognuno dei quali corrisponde a un importante aspetto del poliedrico operato del critico e del curatore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La curatela delle mostre (ricostruzione delle principali mostre tematiche, selezionate dal curatore stesso). Le mostre ricostruite in questa sezione sono: Amore mio, 1970; Vitalit\u00e0 del negativo, 1970; Contemporanea, 1973-74; per la Transavanguardia Opere Fatte ad Arte, 1979; Le Stanze, 1979; Aperto \u201980, 1980 e Avanguardia Transavanguardia, 1982; nonch\u00e9 Ubi Fluxus ibi motus, 1990; Punti Cardinali dell\u2019Arte \u2013 XLV Biennale di Venezia, Biennale di Venezia, 1993; Minimalia, 1997; Le Trib\u00f9 dell\u2019Arte, 2001.<br \/>\nL\u2019enciclopedica scrittura saggistica e lo spazio privato (affidata alle sue pi\u00f9 importanti pubblicazioni cos\u00ec come a un vasto materiale inedito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione comportamentale e lo spazio pubblico (attivit\u00e0 per la radio, il cinema e, soprattutto, la televisione, ma anche i progetti per giornali e riviste, le onorificenze e gli strumenti atti a definire un vero e proprio culto della propria personalit\u00e0, che ne definiscono la dimensione autonoma di personaggio pubblico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra sar\u00e0 edito dal Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea e Skira un catalogo scientifico bilingue (italiano\/inglese) introdotto da un saggio di Carolyn Christov-Bakargiev e da un\u2019intervista fra Achille Bonito Oliva e Hans Ulrich Obrist. Saranno inoltre pubblicati saggi inediti di Marcella Beccaria, Andrea Viliani, Cecilia Casorati, Laura Cherubini, Clarissa Ricci, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Carlo Falciani e Paola Marino. Integreranno il volume e schede dedicate alle mostre principali curate da Bonito Oliva, e un\u2019estesa bio-bibliografia e cronologia ragionate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per l\u2019occasione la maison GUCCI ha appositamente realizzato le divise destinate agli \u201cangeli custodi\u201d della mostra<\/strong>, cio\u00e8 il personale del Museo che accoglie i visitatori nelle sale e custodisce le opere esposte nel \u201cteatro\u201d della mostra. Come dei giardinieri di un parco immaginario, gli abiti verde salvia dei custodi, chiamati \u201cjardiniers du th\u00e9atre\u201d, segnalano il percorso della mostra in un accompagnamento creativo che ribalta il tradizionale rapporto tra museo e sponsor. Qui il main sponsor collabora alla scena della mostra, valorizzando i lavoratori essenziali, ma spesso invisibili, del mondo dell\u2019arte. Il progetto prende spunto dalla sfilata di febbraio 2020 quando Alessandro Michele, direttore creativo di GUCCI, e il suo team, indossavano uniformi mostrando al pubblico il lavoro di backstage del d\u00e9fil\u00e9 in occasione della presentazione della collezione \u201cThe Ritual\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Achille Bonito Oliva (<strong>Caggiano, 1939<\/strong>) \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti critici d\u2019arte e curatori del XX e XXI secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1961 si laurea in<strong> Giurisprudenza<\/strong> all\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, dedicandosi successivamente a<strong> studi artistici, filosofici e storici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della sua <strong>formazione come poeta visivo \u2013 coeva alle ricerche di Gruppo 63 e Operativo 64<\/strong> \u2013 pubblica i libri Made in Mater (1967), Fiction Poems (1968), 5 Mappe del 1965 (1971). Nel 1966 cura la sua<strong> prima mostra, una doppia personale dedicata a Pino Pascali e Renato Mambor<\/strong> (Libreria-Galleria Guida, Napoli), e nel 1968 \u00e8 <strong>tra i giovani critici che partecipano agli incontri dell\u2019Assemblea che accompagna la mostra Arte povera pi\u00f9 Azioni povere agli Antichi Arsenali di Amalfi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 1969 al 1971 \u00e8 Vice Direttore dell\u2019Accademia di Belle Arti dell\u2019Aquila,<\/strong> nonch\u00e9 Assistente ordinario (1971) e <strong>Professore ordinario (1976) di Storia dell\u2019Arte Medievale e Moderna presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1968 si trasferisce a Roma, dove collabora con l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza<\/strong>, diventandovi nel 1982 Professore associato di Istituzioni di Storia dell\u2019Arte alla Facolt\u00e0 di Architettura e insegnandovi, dal 1984, Storia dell\u2019Arte Contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1970 \u00e8 segretario generale della sua prima grande mostra tematica, Amore mio (Palazzo Ricci, Montepulciano) e cura Vitalit\u00e0 del negativo nell\u2019arte italiana 1960-70 (Palazzo delle Esposizioni, Roma), progetto che segna l\u2019avvio della sua collaborazione con gli Incontri Internazionali d\u2019Arte. Nel 1971 cura la partecipazione italiana alla VII Biennale de Paris (di cui nel 1985 co-curer\u00e0 anche la XIII edizione) e P\u00e9rsona (BITEF Belgrade International Theater Festival, Belgrado).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Nel 1973 cura la mostra La delicata scacchiera, Marcel Duchamp 1902-1968<\/strong> e la Sezione Arte della mostra Contemporanea (Parcheggio di Villa Borghese, Roma), da lui ideata nel complesso delle sue nove sezioni. Nel 1978 coordina la sezione Sei stazioni per artenatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura dell\u2019arte alla Biennale di Venezia, per la quale nel 1980 co-cura le mostre L\u2019arte degli anni settanta e (con Harald Szeemann) Aperto \u201880. L\u2019anno prima, sulla rivista \u201cFlash Art\u201d, aveva pubblicato l\u2019articolo La Trans-Avanguardia italiana, teorizzando il movimento quale superamento delle posizioni ideologiche e delle matrici concettuali del decennio precedente, riportando cos\u00ec al centro, dopo il \u201cnoi\u201d comunitario, il soggetto individuale e aprendosi a una<strong> pratica di nomadismo e meticciato che travalica le contrapposizioni stesse di avanguardia-tradizione, invenzione-citazione, astratto-figurativo, globale-locale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nel 1979 cura al Palazzo di Citt\u00e0 di Acireale la mostra Opere fatte ad arte, <strong>la prima presentazione pubblica del gruppo di artisti riuniti sotto la definizione di Transavanguardia \u2013 Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino<\/strong> \u2013, presenti anche alla mostra Le Stanze (Castello Colonna, Genazzano, 1979-80), in un confronto dal vivo con le ricerche dell\u2019<strong>Arte Povera, che si allarga al contesto europeo e nordamericano nel 1982<\/strong> con la mostra Avanguardia Transavanguardia 1968\/77 (Mura Aureliane, Roma). Ormai divenuto non solo interprete di quel \u201critorno al disegno, alla pittura e alla scultura\u201d che caratterizzer\u00e0 il decennio, ma un vero e proprio personaggio pubblico, nel 1990, con il patrocinio della XLIV Biennale di Venezia, cura Ubi Fluxus ibi motus 1990-1962 (Ex-Granai della Repubblica, Venezia) e nel 1993 \u00e8 nominato Direttore Arti Visive della XLV Biennale di Venezia, intitolata Punti cardinali dell\u2019arte, a testimonianza di un metodo transnazionale e multidisciplinare che si diffonde su molteplici sedi con una curatela plurale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1995 si avviano a Napoli le commissioni a sua cura delle Stazioni dell\u2019arte, nel 1996 \u00e8 responsabile per l\u2019Europa occidentale alla XXIII Biennale di S\u00e3o Paulo, nel 1998 \u00e8 Presidente di Dak\u2019Art 1998 e nel 2001 cura la I Biennale di Valencia. Tra le altre mostre collettive da lui curate, negli stessi anni, Minimalia. Da Giacomo Balla a\u2026 (Palazzo Querini Dubois, Venezia, 1997\/Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1998; ripresentata nel 1990-2000 al PS1 Contemporary Art Center, New York), Le Trib\u00f9 dell\u2019Arte (Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 2001) e Eurasia. Dissolvenze geografiche dell\u2019arte (MART-Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, 2008). Nel 2001 aveva curato inoltre Transavanguardia italiana (Shanghai Art Museum, Shanghai), a cui sono seguite La Transavanguardia italiana (Fundaci\u00f3n Proa, Buenos Aires, 2003; Museo de Arte Contempor\u00e1neo, Santiago del Cile, 2003; Museo de Arte Moderno, Citt\u00e0 del Messico, 2003-04) e La transavanguardia italiana (Palazzo Reale, Milano, 2011-12). Nel 2003 \u00e8 stato inoltre fra gli autori del catalogo, a cura di Ida Gianelli, che accompagnava la mostra Transavanguardia al Castello di Rivoli. Molteplici le mostre personali a sua cura fra cui, nel 2010, Gino De Dominicis. L\u2019immortale, mostra inaugurale del MAXXI-Museo delle Arti del XXI secolo di Roma.<br \/>\nParallelamente all\u2019attivit\u00e0 espositiva i volumi e i saggi critici di cui \u00e8 autore si definiscono \u2013 a partire da Il territorio magico. Comportamenti alternativi dell\u2019arte, pubblicato nel 1971 \u2013 come un\u2019ininterrotta sequenza di pubblicazioni che, nel loro complesso, configurano una visione enciclopedica e un\u2019indagine multidisciplinare e transgenerazionale del sapere, non solo contemporaneo. Fra essi: Critica in atto, 1972; Arte e sistema dell\u2019arte. Opera, pubblico, critica, mercato, 1975; L\u2019ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo, 1976; Le avanguardie diverse. Europa\/America, 1976; Vita di Marcel Duchamp, 1976 (a cui seguir\u00e0 nel 1978 Mercante del segno. Scritti di Marcel Duchamp); Autocritico automobile. Attraverso le avanguardie, 1977; Passo dello strabismo. Sulle arti, 1978; Arcimboldo (con Roland Barthes), 1978; Paolo Mussat Sartor. 1968-1978. Arte e artisti in Italia, 1979; Labirinto, 1979; Autonomia e creativit\u00e0 della critica, 1980; La Transavanguardia italiana, 1980 (a cui seguir\u00e0 nel 1982 La Transavanguardia internazionale); Il sogno dell\u2019arte. Tra avanguardia e transavanguardia, 1981; Manuale di volo. Dal mito greco all\u2019arte moderna, dalle avanguardie storiche alla transavanguardia, 1982; Critica ad Arte. Panorama della Post-Critica, 1983; Dialoghi d\u2019artista. Incontri con l\u2019arte contemporanea 1970-1984, 1984; Minori Maniere. Dal Cinquecento alla Transavanguardia, 1985; Progetto Dolce. Nuove forme dell\u2019arte italiana, 1986; Antipatia. L\u2019arte contemporanea, 1987; Superarte, 1988; Il tallone di Achille. Sull\u2019arte contemporanea, 1988; Artae, 1991; Conversation Pieces, 1993; L\u2019arte e le sue voci. L\u2019arte \u00e8 un \u201cdimenticare a memoria\u201d, 1996; Oggetti di turno. Dall\u2019arte alla critica, 1997; Gratis. A bordo dell\u2019arte, 2000; Estetiche della globalizzazione, 2001; I fuochi dello sguardo. Musei che reclamano attenzione, 2004; Lezione di boxe. Dieci round sull\u2019arte contemporanea, 2004; ABO. La Repubblica delle Arti, 2005. \u00c8 autore inoltre dei volumi enciclopedici L\u2019arte fino al 2000 (1991) e L\u2019arte oltre il 2000 (2002), mentre nel 2008 cura l\u2019Enciclopedia della parola. Dialoghi d\u2019artista 1968-2008 e, nel 2011, si avvia la pubblicazione a sua cura dell\u2019Enciclopedia delle arti contemporanee.<br \/>\nTra le trasmissioni televisive ideate e condotte da Bonito Oliva Autoritratto dell\u2019arte contemporanea (RAI 3, 1992-96), lo speciale Tot\u00f2modo, l\u2019arte spiegata anche ai bambini (RAI 3, 1995), A B. O Collaudi d\u2019arte (RAI 1, 2000-01), A.B.O.RDO DELL\u2019 ARTE e Il giorno della creazione (Cult Network\/Sky, 2004-05), Fuori quadro (RAI 3, 2014-15). Tra le riviste a cui ha collaborato \u201cAlfabeta2\u201d, \u201cCasabella\u201d, \u201cDomus\u201d, \u201cFlash Art\u201d, \u201cCorriere della Sera\u201d, \u201cIl Giornale dell\u2019Arte\u201d, \u201cIl Giorno\u201d, \u201cLa Repubblica\u201d, \u201cL\u2019Espresso\u201d, \u201cModo\u201d.<br \/>\nBonito Oliva stesso \u00e8 stato creatore di premi e riconoscimenti, mentre fra quelli ricevuti si segnalano il conferimento del titolo di Chevalier de l\u2019Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica Francese (1992), la Medaglia d\u2019Oro ai Benemeriti della Cultura e dell\u2019Arte (2004) e quello di Grande Ufficiale dell\u2019Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2010).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CASTELLO DI RIVOLI<br \/>\nPiazza Mafalda di Savoia<br \/>\n10098 Rivoli &#8211; Torino<br \/>\nInfo: +39 0119565222<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A.B.O. THEATRON. 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