{"id":96077,"date":"2021-06-21T17:58:03","date_gmt":"2021-06-21T15:58:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=96077"},"modified":"2021-06-22T18:18:02","modified_gmt":"2021-06-22T16:18:02","slug":"arte-biennale-dolomiti-2021-smach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=96077","title":{"rendered":"Arte Biennale Dolomiti 2021 &#8211; SMACH"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_96082\" aria-describedby=\"caption-attachment-96082\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-96082\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-96082\" class=\"wp-caption-text\">cliccare sulle foto per ingrandirle &#8211; XINGE-ZHANG_JIAQI-QIU_GW.\u201cFragile as a Rainbow\u201d, 2021,<br \/>installazione ambientale, location Chi Jus<br \/>San Martin de Tor (BZ), 21\/06\/2021<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Xinge Zhang &amp; Jiaqi Qiu | \u201cFragile as a rainbow\u201d<\/strong> | Beijing, Cina<br \/>\n<strong>Un arcobaleno colora il panorama dolomitico,<\/strong> una sequenza di tubi allineati che si possono attraversare, come un tunnel che funge da metafora di speranza. Una sorta di percorso verso la felicit\u00e0, ogni colore rappresenta un\u2019emozione, una sfumatura del cammino della vita di ognuno. Le artiste cinesi Xinge Zhang e Jiaqi Qiu i<strong>nvitano per\u00f2 qui ad ascoltare il proprio corpo, attraverso un viaggio interiore,<\/strong> dove riflettere sulle convinzioni precostituite per cui forte \u00e8 bello e perfezione sinonimo di felicit\u00e0. Il corpo, per\u00f2, reagisce e spinge ad esprimere anche gli opposti, i turbamenti e le fragilit\u00e0. <strong>Fragile se esposto pu\u00f2 diventare forte, come l\u2019arcobaleno.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Man mano che ci <strong>si incammina in questa galleria i colori cangianti, l\u2019installazione artistica aiuta a esplorare le emozioni<\/strong> e a essere cosciente della propria vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFragile as a rainbow\u201d \u00e8 un cammino di consapevolezza che trasforma il nostro modo di comportarci da estroverso e \u201ccorretto\u201d a introverso, ma genuino.<\/p>\n<figure id=\"attachment_96080\" aria-describedby=\"caption-attachment-96080\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-96080\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dolomiti-ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-96080\" class=\"wp-caption-text\">ATELIER-POEM_Alice-Cecchini_Roman-Joliy_GW<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atelier Poem: Alice Cecchini &amp; Roman Joliy, <strong>\u201cLa casa della narrativa\u201d<\/strong> | Urbino, Italia<br \/>\nUna casa si staglia come una cappella fra le vette. Chiaro simbolo di luogo sicuro e di rifugio, da vicino non\u2000\u00e8 per\u00f2 il tradizionale spazio abitabile che ci si immagina, ma solo una sagoma, una facciata in legno a doppia falda che dissolve le sue forme frammentandosi in un numero incalcolabile di possibili finestre, ognuna delle quali \u2000 stata aperta o \u2000 ancora apribile. La finestra il punto in cui lo sguardo attraversa la dimensione privata ed incrocia l\u2019esterno, la dimensione pubblica. La pandemia ha reso fragile il concetto di casa in quanto sfera privata, trasformandola in un microcosmo individuale in continua ricerca di una nuova condizione e forma, dove tutto avviene. Mai soddisfacente per tutte le esigenze di un individuo libero ma anche unica soluzione possibile. Alice Cecchini e Roman Joliy nell\u2019opera \u201cLa casa della narrativa\u201d raccontano la dispersione del senso di nido e di rifugio domestico, invitando il visitatore a riflettere sulle condizioni attuali e sul concetto di trasformazione come opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>____<\/p>\n<p>5\u00b0 edizione di SMACH<\/p>\n<p><strong>Organizzato un percorso escursionistico di trekking della durata di tre giorni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaugura il 10 luglio 2021 la 5\u00b0 edizione di SMACH, la biennale internazionale di Land Art delle Dolomiti<\/p>\n<p><strong>Attraverso l&#8217;arte &#8211; una visione di futuro condiviso e sostenibile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema<\/strong> dell\u2019edizione 2021 di SMACH \u00e8 la parola <strong>\u201cFragile\u201d &#8211;<\/strong>\u00a0argomento strettamente legato al <strong>momento storico della pandemia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono fruibili, dal 10 luglio al 12 settembre, le 10 opere vincitrici del concorso internazionale di Land Art SMACH.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere, installate site-specific all&#8217;interno di aree protette delle Dolomiti<\/strong> &#8211; patrimonio Unesco &#8211; sono accessibili esclusivamente a piedi. Un progetto innovativo di arte green e glocal.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere, allestite durante le residenze tra il 31 maggio ed il 4 giugno scorsi, saranno <strong>esposte fino al 12 settembre 2021.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere sono installate in location incontaminate della <strong>Val Badia, nelle Dolomiti,<\/strong> patrimonio dell&#8217;Unesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La manifestazione vuole mettere in contatto, attraverso <strong>la disciplina artistica della Land Art,<\/strong> la bellezza dell&#8217;arte con quella della natura. Per immergersi appieno in questa visione di arte-green, \u00e8 stato <strong>organizzato un percorso escursionistico di trekking della durata di tre giorni,<\/strong> una vera e propria &#8220;esperienza&#8221; in cui respirare arte a pieni polmoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I progetti di SMACH sono concepiti appositamente per i siti prescelti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere sono selezionate sia per la rispondenza al tema proposto &#8211; &#8220;Fragile&#8221; \u00e8 la parola scelta per la presente edizione &#8211; che per la misura in cui innescano <strong>un dialogo tra le tematiche sociali attuali e la cultura del territorio dolomitico<\/strong>, ricco di tradizioni, storia ed architettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un progetto &#8220;glocal&#8221;<\/strong> che coniuga realt\u00e0 locali con tematiche comuni a livello internazionale. L&#8217;ambizione di SMACH \u00e8 la promozione, <strong>attraverso l&#8217;arte, di una visione di futuro condiviso e sostenibile<\/strong>.<br \/>\nInfine, in Val dl\u2019Ert (in ladino: Valle dell\u2019Arte) si potranno scoprire le opere dell&#8217;Art Park, <strong>una collezione permanente che si arricchisce, di volta in volta,<\/strong> delle acquisizioni di alcune delle opere pi\u00f9 significative che hanno partecipato alle edizioni precedenti di SMACH.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli artisti vincitori sono: Sara Ambrosini &amp; Giorgia Marchetti, Atelier Poem: Alice Cecchini &amp; Roman Joliy, Nicoletta Aveni &amp; Elisabetta Trussoni, Jose Antonio Barrientos de Oria, Notta Caflisch, Dimitri Khramov, Arturs Punte &amp; Jekabs Volatovskis, Giacomo Savio, VAZ: Andrea Ventimiglia &amp; Alessandro Zotta, Xinge Zhang &amp; Jiaqi Qiu. Le opere sono state selezionate da una giuria internazionale coadiuvata da Guus van den Hout e composta da: Julia Bornefeld, Gehard Demetz, Giacinto Di Pietrantonio, Giulia Ferracci.<\/p>\n<p>Le opere di SMACH 2021:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema<\/strong> dell\u2019edizione 2021 di SMACH \u00e8 la parola <strong>\u201cFragile\u201d,<\/strong> argomento strettamente legato al <strong>momento storico della pandemia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I partecipanti si sono cimentati liberamente sul tema, offrendo il loro contributo senza limiti di tecnica e contenuto, ma mantenendo sempre l\u2019attenzione al contesto paesaggistico e culturale nel quale intervengono.<br \/>\nLe opere sono state <strong>selezionate tra 1061 progetti inviati da 72 paesi di tutto il mondo.<\/strong><br \/>\nOgni opera \u00e8 stata ideata appositamente per uno dei siti selezionati dalla Biennale SMACH.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sara Ambrosini &amp; Giorgia Marchetti | \u201cMetafisica dell\u2019occasione\u201d | Milano, Italia<br \/>\n\u201cMetafisica dell\u2019occasione\u201d, opera delle artiste Sara Ambrosini e Giorgia Marchetti, riflette precisamente la fragilit\u00e0 dell&#8217;insieme eterogeneo in cui \u00e8 collocata e, all\u2019interno dello stesso, la precariet\u00e0 di un incontro. Una bolla che diviene ospite e osservatrice, area di pura coincidenza, un\u2019occasione. Emerge la possibilit\u00e0 di riconoscimento a un primo sguardo elementare; contemporaneamente, l\u2019impossibilit\u00e0 \u2013 l\u2019assurdit\u00e0 \u2013 di una corrispondenza tra un atto della lingua e un fatto naturale, una curvatura dello spazio impensabile. Bolla in quanto episodio, precario e provvisorio. Superficie di circolazione, di risonanza e ripercussione, in definitiva: la ripresa del senso. Un senso del fuori che moltiplica indefinitamente, che ci moltiplica infinitamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicoletta Aveni &amp; Elisabetta Trussoni | &#8220;sup-Portare\u201d | Aosta, Italia<br \/>\nLa fragilit\u00e0 non \u00e8 unicamente condizione umana intima e solitaria. Le artiste Elisabetta Trussoni e Nicoletta Aveni ne indagano il significato dall\u2019altra faccia della medaglia, ovvero dal punto di vista di chi &#8211; indirettamente &#8211; supporta le fragilit\u00e0 altrui. Nella ricerca di instaurare con nuova consapevolezza un dialogo con un contesto a loro famigliare legato a ricordi di giovinezza, le Dolomiti, l\u2019opera \u201csup-PORTARE\u201d aspira a fondersi con l\u2019ambiente del bosco pur mantenendo un impatto visivo estraneo. Il visitatore si trova infatti a confronto con un gruppo di alberi ai cui tronchi sono allacciate delle pietre. I lacci sono evidenti, le cinghie a cricchetto colorate stringono il tronco incarnando l\u2019intenso rapporto di dipendenza tra colui che \u201csupporta\u201d e \u201cchi viene supportato\u201d. Corteccia e masso muteranno col passare del tempo. La vicinanza non pu\u00f2 lasciarli indenni, senza segni visibili, senza memorie. Per quanto percepita o meno, l\u2019azione dell\u2019adattamento alle relazioni modifica la struttura sia profonda che esterna dei partecipanti, vincolandoli. L\u2019essere fragile \u00e8 una risorsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jose Antonio Barrientos de Oria | \u201cVial\u201d | Malaga, Spagna<br \/>\n<strong>Una siringa, in scala gigante, conficcata direttamente nel prato.<\/strong> L\u2019opera \u201cVial\u201d un totem che racconta \u2013 con un\u2019immagine tanto ormai quotidiana quanto perennemente shoccante &#8211;<strong> un concetto abbastanza semplice e \u201cletterale\u201d: fragile \u00e8 la situazione di salute dell\u2019essere umano e della terra.<\/strong> Quest\u2019anno, miliardi di persone saranno vaccinate nel tentativo di superare la pandemia legata al Covid-19 e tornare alla normalit\u00e0<strong>. La siringa \u00e8 lo strumento eletto per riportarci in vita, ci spaventa e nello stesso tempo ci aiuta.<\/strong> Pu\u00f2 funzionare allo stesso modo quando la malattia riguarda natura e pianeta e vengono compromessi gli equilibri dell\u2019ecosistema estraendo petrolio e materie prime ed iniettando fertilizzanti? In questo ambito i vaccini non saranno d\u2019aiuto. Il messaggio che l\u2019artista Jose Antonio Barrientos de Oria lancia\u2000\u00e8 quello che la responsabilit\u00e0\u2000non \u00e8 mai nel dispositivo scelto in s\u00e8, ma nell\u2019uso che se ne fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notta Caflisch | \u201cNation State or State of a Nation&#8221; | Chur, Svizzera<br \/>\nUna serie di bandiere vengono issate nel prato, in evidente contrasto con l\u2019ambiente che le ospita. Si dimostreranno oggetti fragili, pensati per svanire col passare del tempo: le fibre di cotone di cui sono composte scompariranno nel vento e, essendo completamente biodegradabili, si ricomporranno con la natura che apparentemente sovrastano. L\u2019opera \u201cNation State or State of a Nation\u201d gi\u00e0 nel titolo \u00e8 un gioco di parole che pone l\u2019accento sul significato contemporaneo di stato e Nazione: qual \u00e8 lo \u201cstato\u201d delle nazioni oggi? La retorica comune che descrive l\u2019appartenenza a una nazione, l\u2019identit\u00e0 di una nazione, la rivendicazione della terra, non sempre coincide con la realt\u00e0. Sono concetti che rappresentano poteri forti ma sono nella realt\u00e0 fragili perch\u00e9 definiti dall\u2019uomo. E se il mondo non conoscesse confini? Soprattutto in tempi come questi ci accorgiamo di quanto siano arbitrarie le frontiere e nonostante tutto, quanto sia importante un\u2019organizzazione collettiva. Le bandiere sono l\u2019emblema di queste sovrastrutture e l\u2019artista Notta Caflisch ci interroga sul senso che possono avere oggi.<br \/>\nAtelier Poem: Alice Cecchini &amp; Roman Joliy, \u201cLa casa della narrativa\u201d, 2021,<br \/>\ninstallazione ambientale, location Chi Jus<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimitri Khramov | \u201cMAMA\u201d | Samara, Russia<br \/>\nQuattro strutture cubiche poste sul prato, entro cui sono legati dei nastri in sospensione, formano la parola \u201cMAMA\u201d. L\u2019opera composta dal vento, quando soffia i fili si muovono e rendono le lettere leggibili o meno. Quando il vento c\u2019\u00e8 la parola si rivela, come la vita quando nei polmoni c\u2019\u00e8\u2000l\u2019aria. Una dedica davvero intima e personale degli artisti russi Dimitrii Khramov e Maria Khramova alla madre venuta a mancare recentemente a causa del Covid-19. Un\u2019azione dettata dall\u2019urgenza di materializzare l\u2019immagine della perdita di una persona cara, le lettere rappresentano una scultura, un\u2019immagine della corporeit\u00e0. Il significato dell\u2019installazione sta nel passaggio di questa corporeit\u00e0 nell\u2019effimero, la sua scomparsa. La vita \u00e8 fragile e la sua transizione nella morte si concretizza quando non c\u2019\u00e8 aria a sufficienza. Quest\u2019estate Dimitrii e la madre avrebbero trascorso le loro vacanze in montagna, la presentazione del progetto si conclude con il messaggio: \u00abBut still, Mom, I\u2019ll show you the Alps\u00bb.<\/p>\n<p>Arturs Punte &amp; Jekabs Volatovskis | \u201cFragile silence\u201d | Riga, Lettonia<br \/>\nDue grandi coni acustici sono posti l\u2019uno di fronte all\u2019altro, al centro uno spazio dove il visitatore pu\u00f2 prendere posto. Compiendo quest\u2019azione si avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di immergersi nei rumori amplificati e prima impercettibili che la natura pu\u00f2 offrire, in contrasto con l\u2019apparente silenzio del paesaggio. Chiunque si trovi al centro di questa grande installazione pu\u00f2 avvertire \u2013 in quel momento &#8211; la propria fragilit\u00e0, sentendosi al contempo pi\u00f9 grande della vita stessa. \u201cFragile silence\u201d \u00e8 in grado, in un certo senso, di dare le ali all\u2019essere umano, di dare voce a ci\u00f2 che solitamente non ce l\u2019ha perch\u00e9 percepito prima con la vista che con l\u2019udito. La forma dell\u2019opera di Arturs Punte e Jekabs Volatovskis \u00e8 un riferimento riconoscibile a un localizzatore acustico inventato per il rilevamento precoce degli aerei durante la Prima Guerra Mondiale. Rappresenta quindi anche un monito all\u2019uomo ad essere vigile di fronte a processi che sono pi\u2000 grandi di lui: perfino nella pace apparente pu\u00f2 manifestarsi il pericolo del conflitto. Sta alla scelta responsabile di chi si siede farne buon uso.<\/p>\n<p>Giacomo Savio | \u201cBlu delle Dolomiti\u201d | Nola, Italia<br \/>\nUna cabina da spiaggia abbellita da strisce bianche e blu e dotata di ruote a raggiera fisse si ferma in riva al lago, accompagnando un\u2019immaginaria passeggiata dell\u2019artista Giacomo Savio sotto il \u201cBlu delle Dolomiti\u201d alla ricerca del padre, forse fra gli alberi. Come un corpo estraneo. Da prima lo straniamento, l\u2019illusione che una \u201cmacchina da bagno\u201d possa essere reale anche fra i monti: il ricordo del mare, della spiaggia, dell\u2019acqua. L\u2019elemento comune che subito dopo suggerisce una pi\u00f9 ordinaria casetta per cigni o un capannone di legno, tanto diffuso da queste parti, ed effettivamente ci assomiglia alquanto. Un ricordo giocoso, la cabina custodisce a consapevolezza della fugacit\u00e0 della vita, il suo silenzio, immagine della fragilit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<p>VAZ: Andrea Ventimiglia &amp; Alessandro Zotta | \u201c2035\u201d | St. Gallen, Svizzera<br \/>\nSe non si agisce ora, nel 2035 sar\u00e0\u2000troppo tardi. Fragile \u00e8 sinonimo di promemoria per la sopravvivenza, un appuntamento comune, al quale nessuno pu\u00f2 permettersi di mancare. Un timer a grande scala attivato il 4 giugno 2021 ci ricorda, scandendo ogni singolo secondo, il tempo che ci separa dal 1\u00b0 gennaio 2035. Questa \u00e8 la data che rappresenta per l\u2019umanit\u00e0, secondo recenti studi, il punto di non-ritorno in assenza di una radicale rivoluzione energetica nel rapporto uomo-terra. Se non ci si muove non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile limitare l\u2019aumento delle temperature ad un livello al di sotto della soglia di sopravvivenza, n\u00e9\u2000continuare a fornire energia all\u2019intera popolazione mondiale. L\u2019opera 2035 del duo artistico VAZ rimarca il ruolo di tutti, un memorandum agli occhi<br \/>\ndel visitatore che la incontra sul suo percorso montano. \u00c8 urgente avvertire la fragilit\u00e0 della situazione, non pu\u00f2 essere ignorata.<\/p>\n<p>La fruizione dell&#8217;arte attraverso il trekking, la proposta innovativa di SMACH:<br \/>\nIn linea con la sua filosofia green ed occupandosi, per scelta, solo di Land Art, SMACH offre un ambiente espositivo totalmente a cielo aperto. La biennale \u00e8 situata interamente nelle aree protette dei Parchi Naturali del Puez Odle e di Fanes\/Senes\/Braies. Eliminati i contenitori convenzionali di fruizione espositiva, SMACH propone modalit\u00e0 di visita innovative. I siti delle opere sono raggiungibili solo con mezzi consentiti dal regolamento di salvaguardia dell&#8217;ambiente che le ospita, pertanto sono suggerite varie alternative di percorsi di trekking. I percorsi giornalieri sono ideali per chi ha in mente di raggiungere solo determinate localit\u00e0, selezionando preventivamente le opere da fruire; queste destinazioni possono essere distribuite in un periodo di vacanza pi\u00f9 lungo che comprenda anche altre offerte del territorio. Per chi invece desidera visitare tutta la biennale ed i suoi 10 siti, deve considerare una visita della durata complessiva di tre giorni.<br \/>\nSMACH, insieme alle agenzie turistiche del territorio e ad Holimites, organizza una proposta di trekking dedicata, della durata di tre giorni, che include due notti di pernottamento in rifugio e che, in tre tappe, porta alla scoperta di tutti i 10 siti che ospitano la biennale.<br \/>\nLocalit\u00e0 mozzafiato in grado di regalare immagini ed emozioni uniche che trasformeranno la fruizione dell&#8217;arte in una vera e propria esperienza sensoriale.<br \/>\nIl tragitto totale \u00e8 di 72,5 km, per una durata complessiva di oltre 25h, i siti si trovano tra i 1.100 e i 2.300 mt. di altitudine. La prima tappa \u00e8 di 14 km e va dal paesino di Rina al passo delle Erbe; la seconda raggiunge La Crusc percorrendo 25 km; con l&#8217;ultima si scende fino a Peder\u00fc per 18,5 km. I pernottamenti in Rifugio sono inclusi nella quota di partecipazione che pu\u00f2 essere con o senza guida (rispettivamente 340 \u20ac e 610 \u20ac).<br \/>\nPer maggiori informazioni: www.smach.it\/trekking<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SMACH &#8211; Constellation of art, culture &amp; history in the Dolomites:<br \/>\nSMACH \u00e8 la biennale internazionale di Land Art nata nel 2012 da un&#8217;idea di Michael Moling e coadiuvato da Katharina Moling e Gustav Willeit. Il concorso internazionale si svolge ogni due anni e con l&#8217;edizione 2021 ha raddoppiato le richieste di partecipazione con oltre 1000 progetti inviati da 72 paesi di tutto il mondo. La mostra open-space di arte contemporanea si svolge in Val Badia, nel contesto paesaggistico e culturale delle Dolomiti, patrimonio Unesco dal 2009. Per ogni edizione vengono selezionati, da una giuria di professionisti di settore, 10 artisti tramite un concorso internazionale. Le opere esposte sono in dialogo non solo con l\u2019ambiente naturale in cui si collocano, ma anche con il patrimonio culturale, storico ed architettonico dei territori dolomitici, in uno scambio costruttivo e proficuo di valori locali, nazionali ed internazionali.<br \/>\nIl progetto SMACH, ideato da Michael Moling e coadiuvato da Katharina Moling e Gustav Willeit, \u00e8 dal 2018 anche un\u2019omonima associazione culturale. SMACH, in sinergia con sostenitori locali ed istituzionali, lavora per la promozione dell\u2019arte, del territorio e del turismo culturale, attivando un canale di incontro tra amanti dell\u2019arte, appassionati di natura, turisti e professionisti di settore.<\/p>\n<p>Tutti i dettagli della manifestazione sul sito SMACH<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Str. Tor, 65 &#8211; 39030 San Martin de Tor (BZ)<br \/>\nPhone +39 349 2150164<br \/>\nMail info@smach.it<br \/>\nWeb www.smach.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Copertina<\/strong> particolare da ph. 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