{"id":96226,"date":"2021-06-24T19:02:52","date_gmt":"2021-06-24T17:02:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=96226"},"modified":"2021-06-24T19:16:17","modified_gmt":"2021-06-24T17:16:17","slug":"didattica-e-distanza-e-smart-working-valutazioni-non-positive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=96226","title":{"rendered":"Didattica e distanza e Smart Working valutazioni anche non positive"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: large;\"><strong>Didattica e distanza e Smart Working<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: large;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><strong>Il 65% degli italiani vede la tecnologia come fonte di ineguaglianze, ma pi\u00f9 del 60% la ritiene un vantaggio per l\u2019impatto ambientale se applicata a formazione e lavoro<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Sul fronte del lavoro a distanza, esso <strong>impatta negativamente sulla sostenibilit\u00e0 sociale in termini di distinzione tra tempo di vita e tempo di lavoro<\/strong> (work life balance) <strong>per ben il 78%<\/strong> degli intervistati &#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Il 58% del campione ritiene che il lavoro a distanza sia <strong>svantaggioso soprattutto per le donne &#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta evidente che l&#8217;impatto con\u00a0 <span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: large;\"><strong><em>smart working e teledidattica<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><\/span>\u00e8 diversamente percepito a seconda del livello culturale \/ economico<\/p>\n<p><strong>Situazioni diverse risposte diverse<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ben diversa \u00e8 la situzione<\/strong> tra chi ha a disposizione: casa grande, stanza tutta per s\u00e8, ambienti silenziosi, conoscenze tecniche e tecnologie\u00a0 adeguate e ben funzionanti, magari cameriera che prepara i pasti; una situazione opposta a chi fa <strong>un lavoro ripetitivo, non ha conocenze e tecnologie adegute a disposizione, lavora e studia in ambiente rumoroso alla presenza di figli\/fratelli<\/strong> e dovendo <strong>occuparsi delle incombenze domestiche.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: large;\"><em>Presentati oggi i dati riferiti a<\/em><strong><em>\u00a0smart working e teledidattica<\/em><\/strong><em>\u00a0della ricerca\u00a0<\/em><strong><em>Italiani e Sostenibilit\u00e0 Digitale: cosa ne sanno, cosa ne pensano<\/em><\/strong><em>, realizzata dal Digital Transformation Institute \u2013 Fondazione di Ricerca per la Sostenibilit\u00e0 Digitale.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><strong><em>&#8211;\u00a0<\/em><\/strong>Quali sono le relazioni tra tecnologia e sostenibilit\u00e0 nella percezione degli italiani su temi come la didattica a distanza e il telelavoro? Qual \u00e8 il loro punto di vista sullo smart living? Qual \u00e8 il loro atteggiamento su quegli stili di vita che sono stati rivoluzionati nel periodo della pandemia e che rappresentano il centro di quella nuova normalit\u00e0 che nei prossimi anni ridisegner\u00e0 le nostre esistenze proprio attorno a due elementi: il digitale e la sostenibilit\u00e0? <strong>A queste domande risponde la ricerca realizzata dal Digital Transformation Institute,<\/strong> la prima fondazione riconosciuta di ricerca in Italia sulla sostenibilit\u00e0 digitale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><strong>La paura allontana dalle tecnologie: anche quando fanno bene<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">I punti di partenza non sono certo confortanti:\u00a0<strong>il 65% degli italiani ritiene che la tecnologia sia fonte di ineguaglianze<\/strong>, ingiustizia sociale e perdita di posti di lavoro. Questo fattore, unito all\u2019endemica scarsa cultura digitale esistente nel nostro Paese, \u00e8 determinante per definire le modalit\u00e0 con le quali gli italiani usano le tecnologie. Scarsa competenza e diffidenza verso il digitale costituiscono, infatti, ostacoli particolarmente difficili da superare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Come \u00e8 facile immaginare, la frequenza d\u2019uso delle tecnologie digitali aumenta insieme alla\u00a0 competenza degli utenti: sono il 55% gli utenti regolari di strumenti di smart working e di didattica digitale con un livello di competenza digitale alta<strong>,<\/strong> ma <strong>se guardiamo a quelli con competenze pi\u00f9 basse la percentuale degli utenti regolari scende a 22%.\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">A questo si aggiunge il fatto che quel 65% degli italiani che vede nella tecnologia una minaccia se ne allontana: il 71% degli utenti che vede nei servizi digitali di supporto allo studio e al lavoro un pericolo li usa raramente o \u2013 pur conoscendoli \u2013 non li utilizza. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Percentuale che scende al 47% nel caso di chi vede la tecnologia applicata al lavoro ed allo studio come una opportunit\u00e0. \u201c<em>Questi dati<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<strong>commenta Stefano Epifani, Presidente della Fondazione Digital Transformation Institute ed autore del libro Sostenibilit\u00e0 Digitale, dedicato a questi temi\u00a0<\/strong>\u2013\u00a0<em>letti in un periodo come quello che stiamo vivendo, nel quale l\u2019uso degli strumenti digitali \u00e8 diventato centrale per moltissime attivit\u00e0 quotidiane, si traducono in fattore di sostanziale esclusione sociale, con le conseguenze in termini di sostenibilit\u00e0 che \u00e8 facile immaginare. C\u2019\u00e8 poi da considerare che, parlando appunto di sostenibilit\u00e0, l\u2019attenzione verso questo tema, al di l\u00e0 delle posizioni puramente ideologiche, \u00e8 comunque bassissima.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><strong>Studiare e lavorare a distanza per gli italiani fa bene. O forse no?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Didattica a distanza e lavoro da remoto sono stati al centro del dibattito di questi mesi. Cosa ne \u00e8 emerso nella percezione degli italiani?\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Complessivamente buono il giudizio generale sulla didattica a distanza, soprattutto se adottata dagli adulti. Solo il 18% degli italiani la ritiene infatti inutile per la formazione professionale. Percentuale che sale al 26%, se si guarda alle scuole superiori e alle universit\u00e0, e al 36% per le scuole elementari e medie. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Studiare a distanza \u00e8 ritenuto molto utile (43% degli intervistati) o abbastanza utile (42% degli intervistati) anche per combattere l\u2019inquinamento.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Guardando al lavoro a distanza, invece, esso \u00e8 percepito come un vantaggio per il 61% degli italiani, anche se il 24% di essi ritiene che vada abbandonato una volta usciti dall\u2019emergenza pandemica.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">Da notare come la risposta alla domanda se utilizzare strumenti di formazione a distanza sia un vantaggio per l\u2019ambiente sia positiva per il 76% degli utenti che ritengono cambiamento climatico e inquinamento problemi prioritari, mentre lo \u00e8 per 64% di quanti ritengono tali problemi secondari. Insomma: la priorit\u00e0 dei temi ambientali varia di 12 punti percentuali la percezione dell\u2019impatto degli spostamenti legati alla didattica su clima ed inquinamento. Scarto pi\u00f9 basso si rileva invece per quanto riguarda il lavoro: il telelavoro ha effetti positivi sull\u2019ambiente per il 68% di quanti concepiscono cambiamento climatico ed inquinamento problemi prioritari, mentre coloro i quali li concepiscono come problemi secondari sono solo il 61%. Sempre sul fronte del lavoro a distanza, esso impatta negativamente sulla sostenibilit\u00e0 sociale in termini di distinzione tra tempo di vita e tempo di lavoro (work life balance) per ben il 78% degli intervistati, dato peraltro in contrasto con il 61% degli italiani secondo il quale esso sia sostanzialmente un vantaggio. E la stessa confusione emerge se si parla di parit\u00e0 di genere: l\u201980% degli intervistati, infatti, sostiene che il lavoro a distanza possa favorire la parit\u00e0 di genere, ma nello stesso tempo il 58% del campione ritiene che il lavoro a distanza sia svantaggioso soprattutto per le donne. \u201c<em>Contrasti che non devono stupire pi\u00f9 di tanto\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0<strong>afferma Stefano Epifani<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0<em>soprattutto se comparati con i dati che guardano alla capacit\u00e0 dei nostri connazionali di coniugare i punti di vista puramente ideologici con le loro conseguenze pratiche. <\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><em>Siamo in una fase nella quale il livello di maturit\u00e0 sui temi della sostenibilit\u00e0<\/em>\u00a0<em>\u00e8 molto basso e quello sulle relazioni del tema con il digitale lo \u00e8 ancora di pi\u00f9.<\/em>\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\"><em>Ci\u00f2 genera comportamenti in contrasto con le convinzioni, in quanto non si comprendono appieno le conseguenze di ci\u00f2 che si fa, n\u00e9 tantomeno il collegamento tra le proprie azioni e le dinamiche generali di sostenibilit\u00e0.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: trebuchet ms,geneva; font-size: medium;\">La rilevazione \u00e8 stata realizzata da Ipsos con un campione (800 persone) rappresentativo della popolazione italiana per et\u00e0, titolo di studio, reddito, sesso e posizione geografica con granularit\u00e0 che mantiene la rappresentativit\u00e0 su base regionale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Didattica e distanza e Smart Working Il 65% degli italiani vede la tecnologia come fonte di ineguaglianze, ma pi\u00f9 del 60% la ritiene un vantaggio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36057,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,67,3439,9411],"tags":[23366],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96226"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96226"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96226\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96232,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96226\/revisions\/96232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}