{"id":97479,"date":"2021-07-24T13:15:18","date_gmt":"2021-07-24T11:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=97479"},"modified":"2021-07-26T14:35:40","modified_gmt":"2021-07-26T12:35:40","slug":"arte-a-milano-sironi-al-museo-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=97479","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Sironi al Museo Novecento"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_97484\" aria-describedby=\"caption-attachment-97484\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-97484\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-97484\" class=\"wp-caption-text\">clicca per ingrandire &#8211;<br \/>Mario-Sironi-Paesaggio_urbano_1925-28<\/figcaption><\/figure>\n<h3 class=\"news-title\">Mario Sironi in cento opere a 60 anni dalla morte<\/h3>\n<h3 class=\"news-stit\">Al Museo del Novecento di Milano fino al 27 marzo<\/h3>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Dal 23 Luglio 2021 al 22 Marzo 2022<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>MILANO &#8211; <\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Museo del Novecento &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Piazza Duomo 8<\/span><\/p>\n<p><strong>Mario Sironi biografia<\/strong> &#8211; vedi pi\u00f9 sotto<\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0da marted\u00ec a domenica 10.00 \u2013 19.30; gioved\u00ec 10.00 \u2013 22.30. Luned\u00ec chiuso. Ultimo ingresso consentito un&#8217;ora prima della chiusura del museo<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">Curatori:<\/span>\u00a0Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Costo biglietto:<\/span>\u00a0<strong>intero \u20ac 5<\/strong>, ridotto \u20ac 3, <strong>gratuito Ragazzi fino ai 17 anni compiuti<\/strong> Insegnanti accompagnatori di scolaresche (max. 4 per classe) Scolaresche accompagnate dall&#8217;insegnante fino al II grado Guide e interpreti turistici (mediante esibizione di valida licenza) Portatori di handicap e un accompagnatore Giornalisti accreditati con permesso della Direzione del Museo Titolari dell&#8217;Abbonamento Musei Lombardia Milano per la sola visita al Museo Membri ICOM Con Coupon Esselunga<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.museodelnovecento.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.museodelnovecento.org<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>Museo del Novecento di Milano<\/strong>\u00a0presenta<strong>\u00a0\u201cMario Sironi. Sintesi e grandiosit\u00e0\u201d<\/strong>, una grande e approfondita retrospettiva che ripercorre l\u2019opera del Maestro a sessant\u2019anni dalla morte.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">La mostra, in programma dal 23 luglio 2021 al 31 marzo 2022, \u00e8 curata da Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo, direttrice del Museo del Novecento, in collaborazione con Andrea Sironi-Strausswald (Associazione Mario Sironi, Milano) e Romana Sironi (Archivio Mario Sironi di Romana Sironi, Roma).<br \/>\n\u200b<br \/>\n<strong>Oltre cento le opere esposte<\/strong>, che ne ricostruiscono l\u2019intero percorso artistico: <strong>dalla giovanile stagione simbolista all\u2019adesione al futurismo<\/strong>; dalla sua <strong>originale interpretazione della metafisica nel 1919 al momento classico del Novecento Italiano<\/strong>; dalla <strong>crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale<\/strong> degli anni Trenta; fino al <strong>secondo dopoguerra e all\u2019 Apocalisse \u00a0<\/strong>dipinta poco prima della morte.<br \/>\n\u200b<br \/>\nLa mostra, che ha <strong>sede negli spazi del Museo del Novecento<\/strong> e si <strong>estende anche nelle sale sironiane del Museo stesso e della Casa Museo Boschi Di Stefano,<\/strong> si avvale di prestiti dai maggiori musei italiani tra cui la <strong>Pinacoteca di Brera, Ca\u2019 Pesaro e la Fondazione Guggenheim di Venezia, il MART di Trento e Rovereto e da collezioni private,<\/strong> riunendo cos\u00ec in un unico contesto i lavori pi\u00f9 significativi del Maestro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Sono esposti, infatti, <strong>alcuni capolavori che non comparivano in un\u2019antologica sironiana da quasi mezzo secolo<\/strong> (l\u2019affascinante Pandora, 1921-1922; Paese nella valle, 1928; Case e alberi, 1929; L\u2019abbeverata, 1929-30), e altri completamente inediti.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ampiamente rappresentato in mostra \u00e8 <strong>il ciclo dei paesaggi urbani, il tema pi\u00f9 famoso di Sironi,<\/strong> che acquista intensit\u00e0 dopo il suo arrivo a Milano nel 1919 ed esprime sia la <strong>drammaticit\u00e0 della citt\u00e0 moderna,<\/strong> sia una volont\u00e0 potente di costruire, in tutti i sensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi ci sono capolavori ben noti come Sintesi di paesaggio urbano, 1921; La cattedrale, 1921; \u00a0Paesaggio urbano col tram 1925-28, del Museo del Novecento, esposto alla Biennale di Venezia del 1928; la Periferia del 1943.<br \/>\n\u200b<br \/>\nSironi per\u00f2 \u00e8 stato anche un <strong>grande interprete della figura umana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne danno testimonianza in mostra un nutrito gruppo di opere, tra cui il <strong>pierfranceschiano Nudo del 1923, prediletto da Margherita Sarfatti; la misteriosa Donna con vaso del 1924; il Pescatore, 1925;<\/strong> La fata della montagna, 1928; la Niobide del 1931, e <strong>il doloroso Lazzaro, 1946,<\/strong> dove, per la prima volta nella millenaria iconografia del soggetto, Sironi dipinge un Lazzaro che non risorge, simbolo del crollo di tutte le sue idee, a cominciare dal fascismo in cui aveva creduto.<br \/>\n\u200b<br \/>\nAmpio spazio \u00e8 poi dedicato al suo legame con la pittura murale negli anni Trenta, di cui fu teorico e interprete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presenti, capolavori monumentali quali <strong>la luminosa Vittoria alata, il gigantesco studio per l\u2019aula magna della Sapienza di Roma, il visionario Condottiero a cavallo<\/strong> (tutti realizzati nel 1935) e il potente studio preparatorio, lungo quasi sei metri, della Giustizia Corporativa (1937-38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciata alle spalle l<strong>a sezione dedicata alla pittura murale, il \u201cviaggio\u201d<\/strong> nell\u2019arte di Sironi volge al termine nelle ultime sale che documentano i <strong>drammatici anni finali dell\u2019artista, tormentato<\/strong> anche <strong>dalla perdita della figlia Rossana, che si toglie la vita nel 1948 a diciotto anni.<\/strong><br \/>\n\u200b<br \/>\nAd accompagnare la mostra, un prestigioso catalogo realizzato della Casa Editrice Ilisso. Il volume, oltre al saggio introduttivo di Anna Maria Montaldo, riporta un ampio saggio e le schede analitiche di tutte le opere di Elena Pontiggia, studiosa dell\u2019artista e autrice della sua prima biografia (Sironi. La grandezza dell\u2019arte, le tragedie della storia, 2015), e inoltre gli approfondimenti di Fabio Benzi sul futurismo sironiano, e di Maria Fratelli, direttrice della Casa Museo Boschi Di Stefano, che esplora con lettere inedite il rapporto di Sironi con i collezionisti Antonio e Marieda Boschi.<br \/>\n\u200b<br \/>\nLa mostra, come tutte le esposizioni del Museo del Novecento, nasce da un<strong> progetto scientifico originale capace di restituire una inedita lettura dell\u2019opera e della vicenda umana dell\u2019artista.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMario Sironi. Sintesi e grandiosit\u00e0\u201d \u00e8 parte de &#8220;La Bella Estate&#8221;, il <strong>palinsesto culturale estivo promosso dal Comune di Milano<\/strong> che, fino al 21 settembre, proporr\u00e0 ai milanesi e ai visitatori della citt\u00e0 un <strong>ricco calendario di iniziative artistiche, culturali, sportive,<\/strong> ricreative e del tempo libero (programma in continuo aggiornamento su <a href=\"http:\/\/yesmilano.it\/labellaestate\">yesmilano.it\/labellaestate<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mario Sironi biografia<\/strong><br \/>\n<strong>(Sassari, 12 marzo 1885 &#8211; Milano, 13 agosto 1961)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato a Sassari nel 1885,<\/strong> da <strong>Enrico, ingegnere e architetto comasco,<\/strong> e <strong>Giulia Villa, fiorentina<\/strong>, Mario Sironi si trasferisce con la famiglia a Roma un anno dopo la sua nascita ed \u00e8 qui che, a soli tredici anni, nel 1898, rimane orfano per la morte prematura del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1902, dopo studi tecnici, si iscrive alla facolt\u00e0 di ingegneria, ma <strong>lascer\u00e0 gli studi dopo solo un anno a causa di una crisi depressiva<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonata l\u2019Universit\u00e0, decide di <strong>dedicarsi all\u2019arte e frequenta la Scuola libera del nudo di via Ripetta e lo studio di Balla, diventando amico di Boccioni e Severini.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sar\u00e0 proprio con Boccioni che andr\u00e0<strong> in viaggio a Parigi nel 1906.<\/strong> Due anni dopo si reca per la <strong>prima volta in Germania,<\/strong> dove far\u00e0 ritorno successivamente nel 1910-1911. \u00c8 in questi anni che, <strong>nonostante le ricorrenti crisi nervose, inizia a dedicarsi all\u2019illustrazione e alla pittura.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1913 aderisce al Futurismo,<\/strong> dandone un\u2019interpretazione soprattutto volumetrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Allo scoppio della Guerra si arruola nel Battaglione Lombardo<\/strong> Volontari Ciclisti e poi nel Genio. <strong>Congedato nel 1919,<\/strong> si sposa a Roma con Matilde Fabbrini, con cui era fidanzato dal 1915. La coppia, che avr\u00e0 due figlie (Aglae, nel 1921, e Rossana, nel 1929), <strong>si separer\u00e0 nel 1932 e l\u2019artista si legher\u00e0, tra alterne vicende, a Mim\u00ec Costa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nel <strong>1919 si trasferisce a Milano, dove dipinge i primi paesaggi urbani<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua pittura si orienta verso <strong>forme potenti e sintetiche, d\u2019ispirazione classica,<\/strong> segnate per\u00f2 da una drammaticit\u00e0 moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Margherita Sarfatti \u00e8 tra i primi critici a segnalarlo.<\/strong> Risale ancora al 1919, <strong>la sua adesione al fascismo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal <strong>1921 disegna illustrazioni per il \u201cPopolo d\u2019Italia\u201d, il quotidiano politico italiano,<\/strong> fondato da Benito Mussolini che nel 1922 diventer\u00e0 l&#8217;organo del Partito Nazionale Fascista, con cui <strong>collabora fino al 1942<\/strong> (dal 1927 al 1931 anche come critico d\u2019arte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1922 \u00e8 tra i fondatori del Novecento Italiano<\/strong> e con questo gruppo, animato dalla<strong> Sarfatti e sostenitore di una \u201cmoderna classicit\u00e0\u201d<\/strong>, espone in tutte le principali rassegne in Italia e all\u2019estero, difendendone le ragioni quando, nel 1931-1933, viene colpito da accese polemiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli<strong> anni Trenta, per\u00f2, Mario Sironi si concentra soprattutto sulla pittura murale, divenendo il maggior teorico e artefice del ritorno alla decorazione classica<\/strong> e pubblicando il Manifesto della pittura murale, <strong>firmato anche da Campigli, Funi e Carr\u00e0 (1933)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 25 aprile 1945 sta per essere fucilato<\/strong> ma riesce a salvarsi <strong>grazie all\u2019intervento di Gianni Rodari, partigiano, ma suo estimatore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il crollo dei suoi ideali politici e l\u2019angoscia per la morte della figlia Rossana,<\/strong> che si uccide diciottenne nel 1948, lasciano un forte segno nella sua pittura, in cui la tensione costruttiva viene incrinata da un senso di frammentariet\u00e0, come testimoniano i lavori dei suoi ultimi anni. Parallelamente, la sua salute diventa sempre pi\u00f9 precaria e si spegne a Milano nel 1961.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Sironi in cento opere a 60 anni dalla morte Al Museo del Novecento di Milano fino al 27 marzo Dal 23 Luglio 2021 al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":97483,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[23551,23552],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97479"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97479"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97487,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97479\/revisions\/97487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/97483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}