{"id":97831,"date":"2021-08-01T19:33:09","date_gmt":"2021-08-01T17:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=97831"},"modified":"2021-08-02T17:13:59","modified_gmt":"2021-08-02T15:13:59","slug":"arte-alla-reggia-di-venaria-una-infinita-bellezza-paesaggio-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=97831","title":{"rendered":"Arte alla Reggia di Venaria &#8211; Una infinita bellezza &#8211; Paesaggio d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-breadcrumbs\">\n<div class=\"breadcrumbs clearfix\">\n<figure id=\"attachment_97835\" aria-describedby=\"caption-attachment-97835\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/arte-Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-97835\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/arte-Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/arte-Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/arte-Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/arte-Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-97835\" class=\"wp-caption-text\">CLICCARE SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE Fontanesi_La_Quiete_1860_-_GAM<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"primary-half-column primary-half-column-600 primary-column-600\">\n<p>Da non perdere se siete appassionati di paesaggi e storia dell&#8217;arte italiana<\/p>\n<h4 class=\"francois-one editor-title\">UNA INFINITA BELLEZZA. IL PAESAGGIO IN ITALIA DALLA PITTURA ROMANTICA ALL\u2019ARTE CONTEMPORANEA<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"date_default\">\n<p><strong>Sino al 01 Novembre 2021<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VENARIA REALE | TORINO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">Reggia di Venaria Reale -Piazza della Repubblica 4<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Orario:<\/span>\u00a0Un turno d\u2019ingresso ogni mezz&#8217;ora: 40 persone<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Curatori: <\/span>Virginia Bertone, Guido Curto, Riccardo Passoni<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Costo biglietto:<\/span> Intero: <strong>14 euro,<\/strong> Ridotto: 10 euro Gruppi di min. 6, max. 12 persone quanti previsti da Gratuiti e Ridotti, Ridotto: 5 euro Under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) e universitari under 26, Scuole: 4 euro Classi minimo di 12 studenti, Gratuito: Minori di 6 anni e quanti previsti da Gratuiti. Prenotazione obbligatoria on line<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"lato\">Tel.<\/span>\u00a0+39 011 4992333<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.lavenaria.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.lavenaria.it<\/a><\/p>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla Reggia di Venaria il 2021 \u00e8 un anno Green, tutto dedicato al <strong>tema attualissimo della tutela della Natura e della sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong>.<\/p>\n<p>Evento clou in quest\u2019ambito \u00e8 la mostra\u00a0<em><strong>Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all\u2019arte contemporanea<\/strong><\/em> .<\/p>\n<p>Allestita nei <strong>grandiosi spazi della Citroniera juvarriana<\/strong> fino al 1\u00b0 novembre 2021, l\u2019esposizione<strong> riunisce oltre 200 opere, in gran parte dipinti,<\/strong> ma anche sculture e installazioni, che documentano l\u2019attenzione e l\u2019amore che tanti <strong>artisti hanno avuto per l\u2019ambiente naturale e specificatamente per il paesaggio in Italia<\/strong>, dal primo romanticismo fino all\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il percorso segue un fil <strong>rouge cronologico-geografico<\/strong> che intreccia Spazio e Tempo, <strong>valorizzando il contesto piemontese &#8211; dove la mostra nasce &#8211;<\/strong> e tutto il Nord della nostra Penisola, senza trascurare le <strong>importanti scuole regionali del Centro e Sud Italia, dalla fine del 1700 ad oggi.<\/strong><\/p>\n<p>Le dodici sezioni della mostra presentano quindi, in <strong>un\u2019eccezionale carrellata di opere, molte di grandi dimensioni<\/strong>, le diverse forme che la rappresentazione del Paesaggio in Italia ha assunto nell\u2019arco di oltre due secoli di pittura: <strong>dalle poetiche romantiche<\/strong> del pittoresco e del sublime, all\u2019<strong>affermazione positivista del vero<\/strong>, passando attraverso le nuove r<strong>icerche divisioniste e simboliste e le provocazioni delle Avanguardie<\/strong>, fino ad arrivare alle semplificazioni della<strong> Pop Art e alle concettualizzazioni dell&#8217;arte contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019allestimento \u00e8 arricchito dalla grafica e dalle video proiezioni sul tema della Natura e del Paesaggio realizzate dallo studio MyBossWas di Torino.<\/p>\n<p>Parallelamente alla mostra, <strong>per celebrare l\u2019estate e lo splendido paesaggio dei suoi Giardini, nel periodo estivo la Reggia di Venaria sar\u00e0 teatro del festival\u00a0<em>Metamorfosi<\/em>,<\/strong> anch\u2019esso ispirato al tema della natura e dell\u2019ambiente, proponendo <strong>dal 2 luglio al 3 agosto un cartellone di concerti musicali, performance, spettacoli di danza e teatro<\/strong> con i protagonisti dello spettacolo dal vivo in Italia.<br \/>\nIn occasione dei festival Metamorfosi, dal 2 luglio al 3 agosto la Reggia di Venaria e<strong> la mostra cambiano orario e saranno visitabili anche alla sera, aprendo dalle ore 14 alle 22 dal marted\u00ec al venerd\u00ec, dalle 10 alle 22 il sabato e dalle 10 alle 19.30 la domenica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il percorso della mostra<\/strong><\/p>\n<p>Ripercorrendo, in estrema sintesi, tutto il percorso espositivo, articolato in 12 sezioni, ci accorgiamo di quante e quali forme abbia assunto la <strong>rappresentazione del paesaggio d\u2019Italia nell\u2019arco di oltre due secoli.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>riscoperta della Natura, favorita dalla sua centralit\u00e0 nella cultura illuminista,<\/strong> sollecita un diverso sguardo sul paesaggio e di conseguenza una sua diversa rappresentazione. <strong>Considerato all\u2019interno della formazione accademica con mera funzione gregaria nella gerarchia dei generi pittorici, il paesaggio assume a partire dalla fine del Settecento lo status di soggetto autonomo<\/strong>.<\/p>\n<p>Un mutamento cui contribuiscono molti fattori, legati soprattutto agli <strong>stimoli che gli artisti traggono dalla riflessione estetica, filosofica e letteraria dell\u2019incipiente Romanticismo:<\/strong> da queste sollecitazioni nasce il desiderio di <strong>esplorare soluzioni diverse da quelle dettate dai canoni dell\u2019ordine e della grazia che regolavano il Bello ideale winckelmanniano.<\/strong><\/p>\n<p>Ad avviare il percorso \u00e8 il prezioso nucleo di <strong>tempere e acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti e di Giovanni Battista De Gubernatis,<\/strong> in cui la precoce attrazione per gli aspetti transitori e instabili della natura, che <strong>anticipa la sensibilit\u00e0 romantica<\/strong>, convive con vedute dalla precisione ottica, memori della tradizione topografica.<\/p>\n<p>Un aspetto che <strong>caratterizza i primi decenni dell\u2019Ottocento \u00e8 la necessit\u00e0 fortemente sentita dagli artisti del nord Europa di completare la propria formazione in Italia seguendo la tradizione del Grand Tour,<\/strong> al fine di perfezionare la pittura dal vero: esemplare in questo senso il <strong>dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot con la Cascata delle Marmore,<\/strong> unica opera dell\u2019artista francese presente in una collezione pubblica italiana.<\/p>\n<p>Si passa quindi agli <strong>spunti paesaggistici che Massimo d\u2019Azeglio, Luigi Basiletti e gli artisti della\u00a0Scuola di Posillipo, da Pitloo a Giacinto Gigante,<\/strong> traggono nelle campagne e sulle coste tra Roma a Napoli alla ricerca dell\u2019abbagliante luce mediterranea.<\/p>\n<p>Un capitolo \u00e8 dedicato alle <strong>novit\u00e0 dei paesaggi \u201cistoriati\u201d con elementi ripresi da storia e letteratura,<\/strong> che trionfano nella Milano romantica di d\u2019Azeglio e Giuseppe Bisi.<\/p>\n<p>Un\u2019altra sezione considera <strong>i paesaggi di grande formato acquistati e donati per la collezione del neo istituito nel 1863 Museo Civico di Torino,<\/strong> in cui primeggiano le opere di Carlo Pittara, Giuseppe Camino, Corsi di Bosnasco e Achille Vertunni.<\/p>\n<p>I molti artisti e le scuole della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento vengono letti anche attraverso il <strong>filtro degli esiti che si confrontano nelle grandi Esposizioni Nazionali<\/strong>, a partire dalla<strong> prima tenutasi a Firenze nel 1861: dalle visioni poetiche di Antonio Fontanesi a quelle di Nino Costa,<\/strong> dalla ricerca di verit\u00e0 presente nelle piccole tele dei Macchiaioli, in cui il paesaggio \u00e8 reso con immediatezza verista attraverso la luce e le macchie di colore, alla Scuola di Rivara e alla Scuola Grigia di Rayper e d\u2019Andrade.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dalle esperienze che <strong>privilegiano la fedelt\u00e0 alla Natura si giunge alle nuove sensibilit\u00e0 divisioniste e simboliste tramite le opere di Angelo Morbelli e Pellizza da Volpedo per arrivare ai pi\u00f9 celebri Gaetano Previati, Pietro Fragiacomo e Giovanni Segantini,<\/strong> in cui il paesaggio \u00e8 interpretato con <strong>presupposti poetici e lirici<\/strong> dai forti contenuti allegorici ed evocativi.<\/p>\n<p><strong>Il Novecento<\/strong> si apre con una sezione che raduna opere di cultura <strong>secessionista, simbolista e post impressionista:<\/strong> la Galleria Civica di Torino ha continuato, infatti, a collezionare opere eleganti e raffinate sul tema del Paesaggio con artisti come Luigi Onetti, Giuseppe Bozzalla e Giovanni Depetris. Emerge, quindi, una linea, se<strong> non di continuit\u00e0,<\/strong> di interesse ancora attuale per l\u2019iconografia \u201cpaesaggio\u201d, con qualche eccezione, per esempio <strong>in ambito futurista,\u00a0considerando che questo movimento d\u2019avanguardia si batteva \u201cContro il paesaggio e la vecchia estetica\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>In mostra l\u2019artista che emerge con maggiore evidenza sotto questo profilo \u00e8 <strong>Giacomo Balla, con opere sia pre-futuriste, sia futuriste.<\/strong> Non si poteva eludere, infine, la presenza <strong>di Giorgio de Chirico con un capolavoro pre-concettuale, pi\u00f9 ancora che metafisico, di quadro nel quadro.<\/strong><\/p>\n<p>Molto ricca \u00e8 la sezione della pittura tra le due guerre mondiali.<\/p>\n<p>Le presenze pi\u00f9 forti sono quelle di <strong>Carlo Carr\u00e0 &#8211; con la sua visione neo-antica, addirittura pre-rinascimentale, dopo le stagioni futurista e metafisica<\/strong> &#8211; <strong>Giorgio Morandi, con i suoi paesaggi decantati, e Filippo de Pisis, alfiere di una libert\u00e0 di pittura senza condizionamenti.<\/strong><\/p>\n<p>Una qualche attenzione al paesaggio \u00e8 presente anche nel grande pittore torinese <strong>Felice Casorati ed alla rappresentazione paesaggistica si dedicano<\/strong>, in molte opere di qualit\u00e0, i Sei di Torino: da Gigi Chessa a Enrico Paulucci. Sul piano nazionale, accanto a Carr\u00e0, si muovevano sullo stesso solco Arturo Tosi e Pio Semeghini.<\/p>\n<p>Negli anni del <strong>dopoguerra<\/strong> italiano sorprende il verificare come il tema del paesaggio abbia coinvolto persino i maggiori artisti informali, con esiti intensi, fisici e perfino materici: <strong>da Renato Birolli, a Ennio Morlotti, Alfredo Chighine, sino a Luigi Spazzapan.<\/strong><\/p>\n<p>Non mancano restituzioni iconografiche del tema anche nell\u2019alveo della Pop Art italiana, pur votata a scrutare segni e simboli della vita moderna, tramite Mario Schifano e la natura artificiale di Piero Gilardi.<\/p>\n<p>Il percorso si conclude con<strong> l\u2019arte contemporanea<\/strong> che dialoga con l\u2019ambiente e il paesaggio, come accade in modo emblematico nei Giardini della Reggia con le Sculture Fluide di Giuseppe Penone, <strong>l\u2019installazione concettuale<\/strong> di <strong>Giovanni Anselmo e la scultura bronzea Gea di Luigi Stoisa.<\/strong><\/p>\n<p>Mentre all\u2019interno della Citroniera juvarriana scopriamo le sculture di Luigi Mainolfi, Ezio Gribaudo, Luisa Valentini, Jessica Carroll, Maura Banfo, Luca Pancrazzi, le fotografie su seta di Elisa Sighicelli e il decollage di Stefano Arienti, la grande videoinstallazione Orbite Rosse di Grazia Toderi, i dipinti di Francesco Casorati, Francesco Tabusso, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Salvo, Giovanni Frangi, Riccardo Taiana, Luisa Rabbia, Laura Pugno, Paolo Leonardo, Daniele Galliano, Pierluigi Pusole, Andrea Massaioli, Velasco Vitali e le <strong>fotoinstallazioni dedicate ai nonluoghi delle periferie industriali di Botto &amp; Bruno.<\/strong><\/p>\n<p>Quest\u2019ultima sezione comprende alcune opere realizzate appositamente per la mostra sul tema del paesaggio circostante la Reggia di Venaria da Ugo Nespolo e Giorgio Ramella,<strong> con un omaggio finale al Monviso, emblematica montagna piemontes<\/strong>e, dalla cui falde nasce il Po, che viene celebrato con una singolare collezione di dipinti realizzati da tanti svariati pittori dell\u2019800 e del \u2018900 riuniti dalla moglie di Salvo, Cristina Tuarivoli.<\/p>\n<p>Realizzata col sostegno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citt\u00e0 Metropolitana di Torino, la mostra \u00e8 curata da Guido Curto (Direttore della Reggia di Venaria e del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude), Riccardo Passoni (Direttore della GAM) e Virginia Bertone (Conservatore Capo della GAM) con la collaborazione di Alessandro Botta; affiancati da un prestigioso Comitato scientifico costituito dai professori Barbara Cinelli (Universit\u00e0 Roma Tre), Piergiorgio Dragone (Universit\u00e0 degli Studi di Torino), Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Laura Iamurri (Universit\u00e0 Roma Tre).<\/p>\n<p>In parallelo alla mostra, la GAM a partire dal 9 luglio allestisce nello spazio Wunderkammer\u00a0<em>Natura e verit\u00e0. Il paesaggio come scelta 1864-1871<\/em>\u00a0che, in stretto dialogo con il percorso proposto alla Venaria, pone l\u2019accento sulle ricerche pi\u00f9 audaci condotte sul fronte del paesaggio tra Piemonte e Liguria, la cosiddetta \u201cScuola dell\u2019Avvenire\u201d di cui Antonio Fontanesi \u00e8 protagonista. Accanto a lui \u00e8 il gruppo del cenacolo di Rivara: da Carlo Pittara a Federigo Pastoris, da Ernesto Bertea a Ernesto Rayper, per concentrarsi infine su Alfredo De Andrade.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La rassegna nasce grazie a un accordo tra il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e la Fondazione Torino Musei, in base al quale oltre 90 opere della GAM &#8211; Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Torino &#8211; diventano il nucleo centrale di una rassegna che riunisce altres\u00ec capolavori <strong>provenienti dai pi\u00f9 importanti musei italiani e da prestigiose collezioni private,<\/strong> in un giro d\u2019Italia di prestiti che spazia dai Musei Reali e la Pinacoteca dell\u2019Accademia Albertina di Torino, il Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea al Museo del Paesaggio di Verbania, dalla Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano, i Musei Civici di Brescia, la Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo al MART \u2013 Museo d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la Fondazione Musei Civici di Venezia, dalla Collezione Intesa Sanpaolo, la Galleria d\u2019Arte Moderna di Genova, le Gallerie degli Uffizi, la Fondazione\u00a0Longhi di Firenze e la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Palazzo Pitti alla GNAM \u2013 Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma, il Museo di Capodimonte di Napoli e la Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da non perdere se siete appassionati di paesaggi e storia dell&#8217;arte italiana UNA INFINITA BELLEZZA. 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