L’appuntamento fa parte di “…E la storia continua”, ciclo di che ha lo scopo di
- stimolare la curiosità, ispirare riflessioni e aprire un dialogo attivo tra gli autori e il pubblico.
Gli autori che vi partecipano sono personalità note all’interno del panorama universitario e non solo. Per molti anni hanno frequentato e vissuto la Biblioteca di Storia, utilizzandone attivamente i servizi e il patrimonio, per portare avanti i loro lavori di ricerca.
I gladiatori sono nati da riti funebri antichissimi per uomini illustri – sono diventati poi un fenomeno di massa …
L’arte di fare la lotta è forse molto più antica di quanto le conoscenze storiche ci trasmettono: dagli egizi agli indiani, dai cinesi ai greci. Ma anche l’uomo primitivo, sicuramente, ha lottato per sopravvivere.
I greci fecero della lotta nelle Olimpiadi uno sport; con regole che lo elevavano dalla brutale competizione per la pura sopravvivenza. Anche nelle tombe etrusche troviamo immortalati dei lottatori.
I gladiatori romani lottavano per la vita; uno spettacolo di crudeltà che, per quante giustificazioni si possano trovare, non può rappresentare un segno di alta civiltà e di rispetto pe rla vita altri. Dei gladiatori romani ci rimangono come testimonianze storiografiche i mosaici, i graffiti e le incisioni realizzati sulle pareti di anfiteatri e palestre così come su oggetti di uso quotidiano.
Nati da riti funebri antichissimi in onore degli uomini illustri, i giochi dei gladiatori si svilupparono come fenomeno di massa in grado di appassionare individui di ogni provenienza sociale.
Tra il pubblico in delirio non mancavano senatori e imperatori, né donne dell’alta società disposte a elargire cifre cospicue pur di trascorrere una notte con i campioni.
Da cerimoniali funebri di uomini illustri, fare il gladiatore divenne una specie di “sport” come citramanda Gaio Svetonio Tranquillo (storico e biografo romano). L’imperatore Augusto creò una vera organizzazione degli spettacoli gladiatori per tenere occupate e contento il popolo di Roma, considerandolo un regalo imperiale al popolo. Abbandonata quindi l’origine funeraria, il gladiatore era un modo per fare carriera, soprattutto per prigionieri e schiavi che miravano a diventare liberi; a prezzo della loro vita e per divertire una massa di cittadini da tenere sotto controllo, lasciando così sfogare i loro peggiori istinti.
- Quello che succede ancora oggi, senza spargimento di sangue, con spettacoli violenti o che incitano alla violenza; che giocano solo sugli istinti più bassi dell’umanità.
DALLA POLVERE ALLA CARTA. LA VERA STORIA DEI GLADIATORI
Luca Fezzi e Marco Rocco alla Biblioteca di Storia in via Vescovado a Padova
Gli autori nel libro intendono evidenziare il fascino che ancora oggi emanano tali figure rappresentate non solo in opere letterarie, ma anche in film, serie tv e videogiochi cercando, inoltre di far emergere alcune delle informazioni sbagliate di cui siamo a conoscenza sui giochi gladiatori e i gladiatori.
Venerdì 20 giugno alle 17.00 alla Biblioteca di Storia in via del Vescovado 30 a Padova i professori Luca Fezzi e Marco Rocco presenteranno il libro “Morituri la vera storia dei gladiatori” introdotti da due loro studenti, Alessandro Cicalini e Paolo Papi, del corso triennale di Storia in Ateneo.
Luca Fezzi è professore ordinario di Storia romana all’Università di Padova. Formatosi presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e l’Università di Pisa, è autore di numerosi saggi, tra cui: Il dado è tratto. Cesare e la resa di Roma (2017), Pompeo (2019), Cesare. La giovinezza del grande condottiero (2020), Roma in bilico. Svolte e scenari alternativi di una storia millenaria (2022).
Marco Rocco insegna Storia antica e svolge attività di ricerca all’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: L’esercito tardoantico. Persistenze e cesure dai Severi a Teodosio I (2012), I pretoriani. Soldati e cospiratori nel cuore di Roma (2021), Limes. Vivere e combattere ai confini di Roma (2024).