La fine del sogno di una pace eterna – almeno per l’Europa
- Il genocidio avvenuto in Europa dopo l’Olocausto
- I caschi blu fallirono a Srebrenica e ci fu un genocidio
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la guerra civile (1992-95) fu violento conflitto civile, che interessò la Bosnia – la Slovenia e la Croazia, con il coinvolgimento dei tre principali gruppi nazionali (serbi, croati e musulmani)
- durante la guerra la Nato intervenne bombardando le forze serbe.
L’Europa, con questo massacro di mussulmani durante la guerra ha sdoganato il tabù del genocidio; dopo anni di pace e trattative diplomatiche al posto dei conflitti.
Ci vuole coraggio nel riconoscere i gravi errori commessi dalla Forza di protezione delle Nazioni Unite – ma è doverso farlo – i media non hanno mai precisato a voce alta che la responsabilità di questo genocidio religioso è unicamente occidentale.
Nel luglio 1995
- Tra il 10 e l’11 luglio 1995 i serbi guidati da Ratko Mladic entrarono nell’enclave musulmana protetta dall’Onu
- oltre ottomila giovani e adulti bosniaci mussulmani furono radunati e giustiziati sommariamente dalle forze serbo-bosniache dopo la caduta di Srebrenica, considerata zona sicura dalle Nazioni Unite
- trovarono la morte inseguiti dalle milizie serbo-bosniache mentre cercavano scampo nei boschi, altri furono rastrellati all’interno della base delle Nazioni Unite, purtroppo a causa di una vergognosa vigliaccheria dei militari olandesi dell’Unprofor (Forza di protezione delle Nazioni Unite), che non diede nessuna protezione !
- i corpi furono seppelliti in fosse comuni.
Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia dell’Aia, il Tribunale della Bosnia-Erzegovina e i tribunali della Serbia hanno condannato 54 persone alla prigione e a cinque ergastoli per i crimini commessi a Srebrenica; genocidio compreso.
Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
“Commemoriamo oggi il trentesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Una tragedia che, a dispetto delle migliori speranze, fu emblematica degli orrori indicibili in cui poteva sprofondare nuovamente l’Europa, sulla scorta di azioni che riprendevano l’orrendo vessillo della “pulizia etnica” sotto il pretesto di affermazioni nazionalistiche, in un’area – i Balcani – caratterizzata da sempre dall’essere crogiolo di incontro e convivenza tra i popoli e le culture…”.
“… Gli anni trascorsi da quella terribile strage non attenuano l’urlo di dolore delle vittime, che continua a risuonare attraverso le testimonianze dei familiari che sono loro sopravvissuti. La coscienza della comunità internazionale non è uscita indenne da quegli eventi che hanno lasciato in eredità la consapevolezza che esiste una responsabilità collettiva, che invoca l’intervento e la condanna dei popoli – ha proseguito il Capo dello Stato – Una triste lezione che, al pari di altre, alimenta il dovere condiviso di prevenire e combattere simili atrocità e condannare con fermezza qualsiasi tentativo di riduzionismo o negazionismo“.