Cosa e dove sono i residui delle esercitazioni militari in Sardegna ?
Non se ne parla – ma la Sardegna offre anche la possibilità di esercitazioni militari ad altri stati.
Chi si reca per addestramento, non si è mai curato di raccolgiere tutto quello che in terra e mare viene sparato; sempre altamente inquinante.
In passato, per molti anni, nell’isola di Santo Stefano dell’arcipelago de La Maddalena la marina USA ebbe una nave appoggio per sommergibili nucleari.
Le più note basi militari in Sardegna, da est a ovest:
- In Sardegna, oltre alle basi NATO, vi sono anche poligoni di diverse dimensioni.
- Il poligono missilistico sperimentale di Quirra è il più vasto d’Europa; Gran parte della popolazione ha abbandonato il proprio territorio nel corso degli anni e vi sono numerosissimi casi di tumore.
- Capo Frasca; la militarizzazione ha causato l’abbandono del paese di Sant’Antonio di Santadi, perché l’esproprio di terreni ha costretto gli abitanti ad emigrare; la popolazione si ribellò con la rivolta di Cabras nel 1978.
- Sull’isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena, si trova il deposito di munizioni della NATO. Qui si trova il deposito di munizioni della NATO che è un importante centro strategico per l’organizzazione e svolge un ruolo mportantissimo nelle operazioni militari dell’Alleanza Atlantica nel Mediterraneo.
- Installazioni militari anche: l’aeroporto Nato di Decimomannu, la base di capo Marrargiu, il porto militare di Cagliari; con tanto di le polveriere, i radar, i depositi di carburante.
Vedi il libro di Aide Esu (2024): “Violare gli spazi: militarizzazione in tempo di pace e resistenza locale” –
Chi è l’autrice?
Aide Esu è una voce delle più autorevoli nel panorama accademico e sociale in Sardegna:
- Professoressa di sociologia all’Università di Cagliari,
- ha studiato in Francia e negli Stati Uniti
- Fulbright Distinguished Chair all’Università di Pittsburgh
- si occupa di: militarizzazione della Sardegna.
Il destino militare accomuna la Sardegna ad altre isole, dal Mediterraneo al Pacifico, anch’esse assoggettate a opacità istituzionali e a forme di estrattivismo, dipendenza ed esclusione, ma anche produttrici di cicliche forme di resistenza e nuove soggettività. Le dinamiche decisionali interstatali, l’uso di dispositivi discorsivi per la costruzione del consenso fondato sulla contrapposizione modernità-arretratezza, le conseguenze delle attività addestrative e sperimentali sull’ambiente e sulla salute, l’emergere del rischio nella sfera pubblica locale contrapposta alla minimizzazione del rischio da parte delle istituzioni, le forme di resistenza locali sono i diversi piani della militarizzazione presi in esame dal testo.
——————— COPERTINA: ” Il potere delle guerre” 2009 – serie di piatti trasparenti – colore acrilico – particolare – Grazia Seregni – Presente e futuro 2 – 2020 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved – Qualsiasi riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta è vietata. Legge 633 del 22 Aprile 1941 e successive modifiche.