Una mostra che è anche l’occasione per ri – visitare i luoghi più belli d’Italia; Scicli è una monumentale città barocca.
“L’arte più costa, meno vale” parole dell’artista Emilio Isgrò.
Macc – retrospettiva di Emilio Isgrò: L’Opera delle formiche
Curatori: Marco Bazzini e Bruno Corà

Sino al 3 novembre 2025 – orario continuato dalle 10 alle 19 – biglietto d’ingresso 12 euro.
A Scicli (Ragusa) al Macc;
- nel nuovo museo d’arte contemporanea del Carmine ( ex convento restaurato), una retrospettiva di un grande artista quale è Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937).

Isgrò piaceva tanto al mai dimenticato Philippe Daverio; un vero “mago”; colto, raffinato e credibile, della critica d’arte.
Daverio avrebbe ben apprezzato le parole di Emilio Isgrò; rilasciate alla rivista “Arte” del corrente agosto:
“… la finanzializzazione non ha giocato a favore della libertà dell’arte, perché non tutti i committenti si chiamano Lorenzo de’ Medici o Papa Giulio II. Se l’arte non dà sogni, ma parla sempre delle sue quotazioni, non vale niente. Anzi, più costa e meno vale”.
“Vedere il mondo con occhi meno guerreschi è la funzione dell’arte oggi”.
L’esposizione, parte dagli anni Sessanta, un periodo cruciale in cui l’artista Isgò, dopo gli esordi come poeta, si avvicinò al mondo dell’arte.
La Cancellatura divenne il segno distintivo della sua opera; uno strumento per interrogare il linguaggio della comunicazione e quindi della società contemporanea.
Con la cancellazione di parole e immagini, Isgrò chiede all’osservatore di riflettere sul significato dei quanto si possa non dire, sulla funzione del silenzio e di possibili nuove interpretazioni.
L’arte di
- Emilio Isgrò, ci invita a guardare oltre la superficie, a cercare oltre le apparenze. Una qualità
- assai utile nel mondo attuale dei falsi on line, creati anche dall’Intelligenza Artificiale; che potrebbe dare
- molti problemi all’umanità, a meno che tutti comprendano questo rischio e agiscano per evitare leggi maldestre a svantaggio dell’umanità e a vantaggio di pochissimi.