IRONIA E PAROLE MASCHERATE DA SCHERZI
Rifacendomi al libro “Elogio della follia” di cui ho parlato ieri, mi è facile ricordare che anche i grandi pensatori antichi scrissero intorno a questo argomento.
Ne accenna lo stesso autore; Erasmo da Rotterdam con queste parole:
“Omero si dilettò a cantare la guerra dei topi e delle rane, Virgilio la storiella della zanzara e la torta e Ovidio quella della noce… Sinesio la calvizie, Luciano la mosca e l’arte dei parassiti… Plutarco un dialogo tra Ulisse e il suo compagno Grillo trasformato in porcellino. Apuleo raccontò le avventure di un asino”.
Quindi, ho intenzione di prendere spunto dall’idea di scrivere sulle “follie umane”, anche se non sono nemmeno lontanamente all’altezza dei grandi nomi citati sopra; tanto meno abbastanza ironica da farvi ridere.
Comunque, ecco la mia storiella “pazza” del giorno. Spero, almeno, di distrarvi per un attimo dalla pesantezza di questi tempi.
LE RANE – IL CINEMA – LO STADIO E LA BAMBINA PAZZA
Le rane se ne andavano in massa verso il luogo di riproduzione, un pellegrinaggio che durava da millenni. Ma ecco che, attraversando una nuova strada che si trovava sul loro itinerario, quell’anno furono in massa schiacciate; qualcuna dalle ruote di un camion, altre da qualche suv con ruote giganti, altre da semplici piccole auto.
Una bambina a bordo di un’auto con mamma e papà disse “fermiamoci” aiuterò io a bloccare il traffico per qualche minuto; così qualche rana si salverà. Il pensiero era gentile e umano, ma mamma e papà avevano fretta e dissero alla bimba che non era possibile arrivare tardi a scuola e al lavoro. La bimba guardò per terra e vedendo tutte quelle rane schiacciate e martoriate, ne rimase tanto impressionata che da allora diventò miope.
Ovviamente nessuno pensò di abbinare la miopia della bimba al fatto delle rane e si provvide con graziosi occhiali e lenti adeguate.
Quando fu adulta, vedendo un gatto morto sulla strada ricordò l’episodio delle rane e pensò di collegarlo con la sua miopia, ma non lo disse a nessuno; perché sapeva che l’avrebbero considerata matta.
Oggi l’umanità è come i genitori della bimba, non si soffermano e non sentono alcuna pietà, abituati come sono stati a scene di violenza al cinema e in televisione; anche le più gradi tragedie vengono vissute come fossero in un film.
Ed ecco che la bimba da tempo cresciuta, si rifiuta di andare al cinema. Le amiche e i ragazzi la deridono perché non comprendono la sua sensibilità verso le scene di violenza.
Qualcuno la chiama “la matta del gruppo” e lei si sente abbastanza sola, isolata, ma con la sua fantasia continua a sognare di salvare tutte le rane che attraversano le strade.
Ed ecco che un giorno sente alla radio che un gruppo di persone si è organizzato per aiutare le rane ad attraversare quella strada, ogni anno nel periodo del loro esodo, la giovane vi partecipa e trova delle persone che non la chiamano più “la matta”, ma rappresentano comunque una minoranza.
Gli altri continuano a ridere e scherzare, si divertono, anche magari bevendo un po’ di più, ma un giorno vengono convocati in uno stadio, non è per una partita di calcio, devono partire e … forse morire. Ma non se ne sono ancora accorti … .
————— COPERTINA: “Aprite gli occhi”- particolare di serie di piatti trasparenti 2008 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –