Cibo e salute – mangeremo tutti … nel 2056 …

Mangeremo tutte e tutti: il futuro del cibo 

«Oggi, nel 2056,

  • il cibo è finalmente considerato un diritto inalienabile e non una merce come le altre, come accadeva nel 2026».

L’augurio di Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, per il 2026 è un racconto di come vorremmo fosse il mondo fra altri 30 anni, all’insegna del diritto a un cibo buono pulito e giusto per tutte e tutti.

Un dato per capire cosa stiamo vivendo oggi:

  • nel 2024 ogni due secondi è nato un bambino destinato a soffrire la fame.

 Personalmente, devo confessare che mi tornano alla mente i magnifici discorsi, pubblicati sui giornali di tutto il mondo, quando Bill Gates aprì la sua fondazione senza scopo di lucro promettendo che avrebbe debellato la fame nel mondo (la sua fondazione fu lanciata nel 2000 ed è considerata la più grande fondazione privata del mondo, con $ 50,7 miliardi di attività).

In questo contesto storico che stiamo vivendo, purtroppo, i conflitti armati, i cambiamenti climatici e le crisi economiche hanno portato

  • la fame e la malnutrizione a livelli che decenni fa erano sconosciuti.

Io stessa, nei miei viaggi (Africa, Sud America, Asia) avevo visto tanta povertà, scarsa igiene, ma non fame, malnutrizione. Mai terre, fiumi, laghi e mari morti per inquinamento e siccità dovuta a coltivazioni intensive (per esempio il cotone).

Negli ultimi trent’anni, la situazione di molti popoli è peggiorata enormemente sia nella disponibilità di cibo che nella qualità della vita; per acque inquinate e pericolose (un esempio lo si trova in Perù e Mongolia, ma anche in Africa, India ecc…) e cibo che manca sempre più per guerre (vedi Palestina), carestie e guerre unite (Corno d’Africa), inquinamenti spaventosi di laghi, fiumi, mari anche per estrazione mineraria (di terre rare, solo per fare un  esempio). Per non parlare delle persone sulla soglia della povertà aumentate anche  a casa nostra e, come tutti sanno, negli stessi Stati Uniti.

Lettera alla Terra

  • Stiamo abusando di te,
  • ti trattiamo come fonte di profitto.
  • Eppure tu generi biodiversità, ci circondi di bellezza, offri riparo e sostegno.

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