OLTRE LA SCALINATA: VIAGGIO TRA I SEGRETI DI PIAZZA DI SPAGNA
Tra miti, simboli nascosti e storie dimenticate,
- il volto meno conosciuto di un luogo eterno
Ci sono luoghi di Roma che sembrano già conosciuti, eppure riescono ancora a sorprendere chi li attraversa.
- Piazza di Spagna, tra i luoghi più celebri e fotografati al mondo, rappresenta perfettamente questa dimensione, un’icona universale che
- conserva un’anima meno nota e sorprendentemente intima.
Roma è una città che non smette mai di sorprendere.
Anche i luoghi più famosi, visitati da milioni di persone ogni anno, conservano
- angoli segreti, opere d’arte poco conosciute e leggende che continuano a nutrire l’immaginario collettivo.
LA SCALINATA
- La celebre scalinata di 135 gradini, voluta da Papa Benedetto XIII per collegare la zona a forte presenza spagnola con la Chiesa della Santissima Trinità dei Monti, è solo l’inizio di un viaggio tra simboli e leggende.
- La piazza prende il nome dall’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede,
- ma pochi conoscono gli angoli meno evidenti che la circondano:
- volti scolpiti, prospettive ingannevoli e giochi di luce che sorprendono chi osserva attentamente.
Al centro si trova la Fontana della Barcaccia, realizzata tra il 1626 e il 1629 da Pietro Bernini, con la collaborazione del figlio Gian Lorenzo Bernini. Diversa dalla grandiosità celebrativa di molte fontane romane, presenta
- una forma insolita che richiama una barca semiaffondata.
Questo aspetto è dovuto alla bassissima pressione dell’acqua dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine, un limite tecnico che i Bernini risolsero ideando una fontana
- posta al di sotto del livello stradale, dalla quale l’acqua scorre dolcemente dai bordi.
Secondo una tradizione consolidata, la forma della fontana rimanderebbe a una vera imbarcazione trascinata fino alla zona durante la grande piena del Tevere del 1598. Le linee morbide del flusso e l’assenza di getti monumentali contribuiscono a creare un effetto visivo discreto e armonioso, in dialogo con lo spazio della piazza.
Salendo la scalinata, progettata da Francesco De Santis, il percorso diventa anche un’esperienza simbolica dove
- ogni gradino sembra invitare a cambiare prospettiva e a contemplare la piazza e i suoi dintorni da un punto di vista nuovo.
La scalinata di Trinità dei Monti fu pagata dalla monarchia francese, e per secoli la piazza fu un piccolo campo di battaglia diplomatico tra Francia e Stato Pontificio. Non è un caso che in cima ci sia una chiesa francese e sotto… l’Ambasciata di Spagna. Un puzzle politico in travertino.
- Le azalee sulla scalinata non sono un vezzo moderno perchè furono introdotte nell’Ottocento per “addolcire” l’austerità della scalinata e rendere la zona più mondana.
- Dalla Terrazza di Trinità dei Monti lo sguardo si apre su un panorama straordinario:
- la Fontana della Barcaccia,
- la geometria di via del Babuino,
- che con via del Corso e via di Ripetta forma il celebre Tridente, collegando Piazza del Popolo al vivace Rione Campo Marzio.
- Dall’alto, Piazza di Spagna si rivela come un vero palcoscenico urbano, dove passato e presente convivono armoniosamente, offrendo una prospettiva unica e suggestiva della Città Eterna.
- Poco distante dalla chiesa, nascosto tra gli edifici storici, si trova il Palazzetto Zuccari, noto come la “Casa dei Mostri”. Progettato nel 1592 dal pittore Federico Zuccari, il palazzo colpisce per le sue porte e finestre dalle forme inquietanti: volti grotteschi, bocche spalancate e occhi imponenti creano un’atmosfera quasi surreale, ispirata al Sacro Bosco di Bomarzo. Secondo gli storici, questi ornamenti non erano pensati solo come curiosità estetica: si dice che Zuccari li volesse intenzionalmente impressionanti o addirittura inquietanti, quasi a far esitare chiunque oltrepassasse la soglia… per poi sorprendere piacevolmente chi scopriva il giardino e gli interni. Il Palazzetto ospita oggi la Biblioteca Hertziana, un centro di eccellenza per la storia dell’arte, che continua a stupire visitatori e appassionati con il suo fascino misterioso. Prima che Zuccari vi realizzasse il suo palazzo, lì si estendevano gli antichi Giardini di Lucullo, celebri nell’antica Roma per la loro ricchezza di statue, fontane e piante esotiche.
- La scelta di quel terreno non fu casuale: offriva una vista privilegiata sulla città e sulla chiesa di Trinità dei Monti. Infine, la Chiesa della Santissima Trinità dei Monti, nota come “la chiesa romana dei Re di Francia”, domina la scalinata con la sua elegante facciata gotica e i due campanili simmetrici progettati da Giacomo della Porta e Carlo Maderno. Oltre alla bellezza architettonica,
- la chiesa nasconde tesori artistici poco conosciuti, come le anamorfosi e l’astrolabio, opere che rivelano la profonda attenzione dei religiosi francesi per la cultura e l’arte.
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