Dorothy Louis Eady dedicò la sua vita allo studio del tempio di Seti, ma non solo.
Da piccola, fa affascinata dalle sale di archeologia egizia del British Museum e questa visita decise il suo futuro.
Dorothy Louis Eady (1904-1981), più nota come Omm Seti, rimane una delle figure più note e controverse dell’egittologia del XX secolo. Suo padre fu un militare e la madre una modesta venditrice di verdura.
Britannica di nascita, si occupò per la maggior parte della sua vita del tempio di Seti I ad Abydos, in Egitto, ma aiutò anche diversi studiosi per nuove scoperte dell’egittologia.
Tanto si è detto e scritto sulla vita di Omm Seti e dei suoi presunti contatti con l’ “aldilà”; molto probabilmente si tratta solo di
- frutti dell’immaginazione di una persona particolarmente sensibile e attratta profondamente dall’archeologia egiziana e dalla sua storia.
All’età di tre anni, Dorothy ebbe un grave incidente nella sua casa di Londra; la bambina cadde dalle scale, data per morta, si riebbe molto velocemente. Forse, si deve a questo trauma la sua speciale sensibilità; che l’aiutò molto nell’apprendere e ricercare nuove scoperte relative all’ antico Egitto.
Si racconta che quando vide una fotografia del tempio di Osiride nella città di Abydos, in Egitto, lo riconobbe immediatamente, poiché era il luogo che, secondo lei, appariva ripetutamente nei suoi sogni.
Dopo il matrimonio, Dorothy e suo marito si imbarcarono nel 1933 con destinazione Egitto.
Vissero al Cairo, dove i giovani sposi ebbero un figlio che Dorothy chiamò Seti.
Da quel momento Dorothy, divenne nota come Omm Seti (la madre di Seti).
Seguì il divorzio, e Dorthy si trasferì con il figlio nel villaggio di Nazlet El Simanm, vicino alle piramidi di Giza. Qui lavorò presso il Dipartimento di Antichità Egizie come redattrice di documenti; prima donna per questo incarico.
Fu poi assunta dal dottor Selim Hassan, scopritore della tomba della regina Khentkaus I, per correggere, indicizzare e illustrare tre dei dieci volumi sulla scoperta. Omm Seti, organizzò la biblioteca dell’egittologo e continuò nei suoi studi sui geroglifici.
Dorothy visse vent’anni nella zona di Menfi; lavorando per diverse missioni archeologiche a Giza e Dashur.
Scrisse anche numerosi articoli sui monumenti scavati, ma alcuni archeologi come
- Selim Hassan o Ahmed Fakhry pubblicarono gli articoli di Omm Seti come propri.
Tradusse in inglese l’enciclopedia Aegyptische Worterbuch e ricamò dieci grandi tappeti che sono conservati nella biblioteca Wilbour del Brooklyn Museum di New York.
Nel 1956, Omm Seti fu inviata ad Abydos, dal Servizio delle Antichità Egizie per lavorare come disegnatrice e lì
- rimase fino alla fine dei suoi giorni, in una modesta casa di mattoni accanto al tempio di Seti I.
La sua fama, la deve anche all’aver sempre sostenuto di essere la reincarnazione di una sacerdotessa di nome Bentreshyt, amante di Seti, padre del grande Ramses II.
I più fantasiosi ripongono in Omm Seti, speciali doti spirituali e connessioni extra terresti, ma
- personalmente ritengo queste idee pure speculazioni di chi cerca attenzione da un pubblico scientificamente poco preparato.
Omm Seti partecipò anche a due documentari televisivi; il primo per la BBC, Omm Seti e il suo Egitto, fu girato ad Abydos nell’ottobre 1980, il secondo per la National Geographic, intitolato Egitto, alla ricerca dell’eternità; registrato pochi giorni prima della sua morte. Con l’amico farmacista Hanni El Zeini, scrisse un libro intitolato Abydos, città santa dell’antico Egitto; pubblicato nel 1981.