Auguri di Buona Pasqua a tutte /i – soprattutto a chi è sola/o

Oltre ogni tipo di religione, anche se siete atei, la Pasqua può essere l’occasione per cancellare vecchi e nuovi rancori, perdonare è una qualità che eleva lo spirito e ci fa sntire meglio.

Anche Shakespeare, lodò mirabilmente la misericordia lasciandoci dei versi che, da soli, dovrebbero risollevare anche gli amini meno sensibili.

L’opera del Mercante di Venezia è stata  portata ad  esempio da Papa Francesco, quale esempio attualissimo delle debolezze umane

A tal punto i soldi sono entrati a far parte del suo vissuto del Mercante di Venezia che

  • non riesce più a distinguere il danaro dalla vita;
  • le stesse relazioni sono compromesse e ridotte a merce.
  • È quanto accade ne Il Mercante di Venezia, celebre commedia in cinque atti di William Shakespeare, pubblicata a Londra nel 1600.
  • come pure oggi; con il caso Caso Jeffrey Epstei.

Nel mercante di Venezia, Antonio, un ricco mercante e Shylock, un avaro usuraio, fanno un patto: il primo garantisce all’altro il pagamento di 3000 scudi ma, se verrà meno all’impegno pattuito, sarà costretto a dare al suo creditore una libbra della sua carne.

  • Dietro questa richiesta così strana e inconsueta, si nasconde, latente, l’idea di una mercificazione della vita e dei sentimenti.

La vita, una cosa come un’altra su cui patteggiare;

  • la carne umana qualcosa da comprare e vendere.

Ma perché a Venezia la vita è divenuta merce?

Perché si può scambiare il danaro con la carne?

La risposta è semplice: a

  • Venezia governa l’economia; il commercio guida la politica della città.

La legge è retta dal danaro;

  • il diritto ha reso gli uomini incapaci di riconoscersi e di distinguersi come differenti dalle cose.

Antonio e Shylock si odiano perché rivali. Fanno lo stesso mestiere: entrambi prestano soldi, l’uno senza chiedere nulla in cambio; l’altro facendo usura. Entrambi generano comportamenti squilibrati: il primo mostrando una generosità simulata che rende il debitore sempre dipendente al suo creditore; il secondo approfittando delle difficoltà economiche altrui.

-Sono in maniera differente colpevoli di mercificare l’esistenza, di rendere i sentimenti oggetto di scambio. Ma Shylok, più di Antonio, mostra di essere

  • vittima consumata di questo
  • sistema che pone al suo centro il denaro anziché l’uomo:
  • è logorato da un malvagio e persistente desiderio di vendetta che per nulla vuole abbandonare.

Compare, allora, sulla scena la misericordia che risuona nella  corte di giustizia per bocca del Doge, personificazione della giustizia veneziana: “Mi dispiace per te (dice rivolgendosi ad Antonio) – sei venuto ad affrontare un nemico di pietra, un essere disumano, incapace di pietà, vuoto e privo di un solo grammo di misericordia”. E più avanti, parlando all’usuraio:

  • “Come puoi tu sperar pietà dal cielo, se non usi pietà verso il tuo prossimo?”.

Aspra la risposta di Shylock, convinto di esser nel giusto perché dalla parte della legge, in tutto da lui rispettata: “Qual giudizio dovrò io mai temere dal cielo, se non ho commesso male? … Quella libra di carne che pretendo da lui io l’ho pagata a caro prezzo: è mia, e voglio averla! E se me la negate, sarà vergogna alla vostra giustizia. Vorrà dire in tal caso che a Venezia non c’è forza di legge”. La scelta di Shylock, secondo la legge veneziana, è giusta.

  • Una legge fatta dall’uomo ma non per l’uomo non può che legalizzare un gesto che attenta alla sua stessa vita.

Ancora più accorato l’invito alla misericordia di Porzia, la donna travestita da avvocato che determinerà il lieto fine della vicenda:

  • “Per sua natura la misericordia non è un obbligo, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile.
  • È due volte benedetta, benedice colui che la esercita e colui che la riceve, essa
  • ha il suo trono nei cuori dei Re,
  • la Misericordia è un attributo dello stesso Dio.
  • Il potere terreno appare più simile a quello di Dio, quando la misericordia tempera la giustizia…
  • noi chiediamo misericordia, e quella stessa preghiera insegna a noi tutti a compierne atti di clemenza”.
  • La misericordia più di ogni altra cosa ci rende simili a Dio

Papa Francesco ha citato Il Mercante di Venezia di Shakespere

  • ‘La misericordia non è un obbligo.
  • Scende dal cielo come il refrigerio della pioggia sulla terra.
  • È una doppia benedizione: benedice chi la dà e chi la riceve’ (Il mercante di Venezia, Atto IV, Scena I)”.

Tornando a noi, se conoscete qualcuno che è solo, se potete invitatelo, avrete fatto un’opera buona e avrete santificato seriamente la Pasqua sarete stati misericordiosi.

Se Dio esiste preferirà chi invita anche una persona sola, a chi va  a messa solo per farsi vedere o perché ha paura dell’inferno.

In famiglia o no, mettiamo da parte ogni rancore; tanto nessuno è perfetto, un poco o tanto di buon senso e serenità aiuteranno tutti a stare meglio.

Per chi è solo per scelta, massimo rispetto per le scelte personali; “Beata solitudo, sola beatitudo”.

Comunque, auguro a tutti voi una Pasqua serena; almeno noi che possiamo, per un giorno stiamo lontani dalle brutte  notizie che ci circondano.

Un suggerimento per il menù di Pasqua, puntate sulla qualità; poco ma buono e starete anche meglio di salute. 

Abbondate, se volete, solo con frutta e verdura. 

Un abbraccio a tutte/i

Admin

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