Una sentenza destinata a passare alla storia e che farà molto discutere
Alla vigilia dei festeggiamenti del 4 luglio
Nel 1868, dopo la sanguinosa Guerra di Secessione che aveva sanguinosamente deciso la fine della schiavitù, e 250 anni dopo la Dichiarazione d’indipendenza;
- il “diritto alla cittadinanza per nascita negli Stati Uniti” , per decisione della Corte Suprema: non si tocca!
Nessun presidente USA, in oltre 150 anni, aveva mai osato mettere in discussione questo principio cardine della democrazia.
Ma Donald Trump, il primo giorno del suo secondo mandato, aveva tentato di smontare le prime tre righe del quattordicesimo emendamento della Costituzione: “Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro sovranità sono cittadini degli Stati Uniti”.
Ora la Corte Suprema ha decretato che questo principio costituzionale non si può modificare.
Una decisione che darà seguito a molti dibattiti, molti sosterranno che i tempi sono cambiati, ed è vero, ma si dovrebbe anche ricordare che toccando certi pilastri della democrazia, si rischia fortemente di fare spazio ad una serie di riforme che possono intaccare i diritti dei cittadini in generale.
E’ questo il grande rischio che stiamo correndo da anni e di cui si parla troppo poco.
Ricordare la storia, non è perdita di tempo,
- ma evitare errori che solo chi conosce bene la storia ha ben chiari nella mente.