Donne e storia che si ripete – imparare dalla storia è impossibile?

Perché l’umanità non impara dalla storia? Perché ripete sempre i medesimi errori?

I cambi generazionali fanno dimenticare quanto una guerra possa far soffrire?

L’egoismo umano è sempre vicente, facendo anteporre  gli interessi personali al bene comune?

Quando vincono l’odio e l’ignoranza la cultura e l’umanità è sconfitta; sempre.

 

Prima ancora di quello che fu un genocidio mondiale attraverso le conquiste del colonialismo, prima delle carneficine tra cattolici, protestanti e streghe dell’inquisizione; anche i civilissimi greci non furono esenti da genocidi. Infatti, gli ateniesi sterminarono la popolazione maschile dell’isola di Melo, riducendo in schiavitù donne e bambini.

 

La storia si ripete, anche nella persecuzione delle donne.

La religione cattolica fu dichiarata religione ufficiale dall’imperatore Teodosio, la biblioteca di Alessandria d’Egitto fu data alle fiamme e la donna più colta dell’epoca, Ipazia, fu invitata ad abbracciare la nuova religione.

Ipazia, sapeva di astronomia e matematica e fu condannata a morte perché non rinnegò la scienza in cui credeva. Infatti, aveva anche sostenuto che Tolomeo avesse ragione ed era la terra a girare intorno al sole e non viceversa.

27 febbraio 380 d.C,  il Cristianesimo divenne religione ufficiale dell’Impero Romano.

La distruzione della Biblioteca di Alessandria, è un esempio di cosa possa fare una cultura che vuole affermarsi distruggendo la precedente.

Era il 391 d.C. e il vescovo di Alessandia Teofilo decise di far eseguire gli ordini dell’imperatore Teodosio. Il tempio Serapeo (un importante tempio pagano) fu assaltato da monaci armati di picconi, pece, resina e torce, poi fu la volta della biblioteca. Gli assalitori, erano una setta che, in origine, si erano dedicati alla cura dei malati, appestati, che seppellivano i morti più poveri, ma negli anni, erano divenuti molto potenti e spietati, tanto che il vescovo Teofilo li aveva eletti a sua guardia personale. Anche la folla partecipò allo scempio; perché si sa, che non è difficile convincere le masse verso una nuova e molto promettente ideologia. 

Per imporre la nuova religione era stato necessario convincere le folle che il libero pensiero fosse un abominio; disprezzando e proibendo ciò che riguardasse: Aristotele, Platone, Euclide, Tolomeo e Pitagora e proibendo, studio, arti e scienze alle donne.

Ipazia venne condannata per aver rinnegato il ruolo di sposa e madre.

Nel frattempo, a Teofilo era succeduto il vescovo Cirillo; che odiava l’indipendenza e l’incorruttibilità di una donna come Ipazia.

Cirillo predicava che Ipazia fosse una creatura del demonio e che si ribellava alla Chiesa.

Ipazia non volle fuggire e questo determinò la sua tragica fine; venne spogliata e le furono inflitte le peggiori atrocità possibili (le cavarono anche gli occhi, le mozzarono le mani…).

 

 

 

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