Perché il direttore della CIA John Ratcliffe è andato in missione uffciale a Mosca?
Washington potrebbe cercare una finestra negoziale invernale?
E’, comunque, molto significativo che Bruxelles sia rimasta totalmente tenuta fuori da questa negoziazione da parte degli USA.
Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, ha confermato al Washington Post che Ratcliffe si trovava a Mosca per “contatti tra i servizi di sicurezza” ed ha escluso un incontro con Vladimir Putin. Questa risposta, spiega come l’incontro sia parte dei rapporti diretti tra apparati d’intelligence; si tratta di canali con regole proprie, per scambiarsi avvertimenti, informazioni sensibili o proposte, non adatte alla diplomazia ordinaria.
La notizia del Washington Post;
- proprio la guerra contro l’Iran sarebbe stata una delle cause dirette della missione di Ratcliffe.
Sempre secondo il Washington Post, Ratcliffe avrebbe avuto il compito di avvertire come una forte escalation russa potrebbe produrre l’effetto contrario a quello sperato dal Cremlino, rafforzando i legami di Trump verso Zelensky e verso un maggiore coinvolgimento americano nella guerra in Ucraina.
Infatti, il prestigioso quotidiano ipotizza che esista un timore concreto che all’interno dell’establishment russo prenda corpo l’idea che
- questo sia il miglior momento per aumentare il livello dello scontro con l’Occidente.
Il Cremlino considererebbe gli Stati Uniti come notevolmente indeboliti dalla guerra contro l’Iran.
E’ noto da tempo, come negli ambienti più aggressivi dell’establishment russo, esista una discussione sull’opportunità di aumentare la pressione sui paesi europei della NATO.
Cusa dice il New York Times?
Anche il New York Times affronta l’argomento, sostenendo che durante l’incontro con il direttore dell’FSB Aleksandr Bortnikov, Ratcliffe avrebbe insistito su di una valutazione molto negativa delle prospettive militari ed economiche russe. L’obbiettivo sarebbe stato convincere Mosca che la guerra potrebbe causare ben più danni di quanti Putin oggi ritenga veritieri a causa dell’ipotesi che
- Putin non sia puntualmente informato dai propri collaboratori sulle reali perdite russe e sulle difficoltà economiche e militari del paese.
Questo è quanto è stato scritto, ma
- non sempre quello che si vuol far sapere al pubblico corrisponde al vero.
Pertanto rimane valida anche l’ipotesi che questa presenza improvvisa di un personaggio del calibro del capo della CIA a Mosca, abbia avuto altri scopi che non si vogliono rendere noti.
E l’Europa?
La Commissione europea ha dichiarato uffcialmente di non essere stata informata preventivamente del programma di Ratcliffe.
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