ONU – salvare dal flagelo della guerra – cosa resta dopo 80 anni?

  • “Salvare le future generazioni dal flagello della guerra”, parole scritte nello statuto dell’ONU nel 1945;
  • quando ancora era ben vivo il ricordo di cosa fosse una guerra mondiale.

La Carta firmata a San Francisco, sancì la nascita dell’ONU, voluta da 51 Paesi; dopo il fallimento della Società delle Nazioni, nata dopo la Grande Guerra.

Oggi sono ben 193 gli Stati i membri i membri dell’ONU.

L’organo più controverso dell’ONU è forse il Consiglio di Sicurezza; composto da 15 membri, 5 sono permanenti:

  • Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia, tutti con diritto di veto.

All’Onu si devolo;

  • la Convenzione sul genocidio (1948),
  • la Convenzione sui diritti dell’infanzia (1989)
  • la Convenzione contro la tortura.

Purtroppo piaghe che sappiamo non certo estirpate, ma in alcuni casi hanno funzionato.

Attualmente, il mancato versamento delle quote di mantenimento dell’ONU, da parte di numerosi Stati membri, sta creando seri problemi economici alla macchina organizzativa;

  • gli Stati Uniti devono all’ONU ben 1,5 miliardi di dollari,
  • la Cina ha ritardato il pagamento, diversamente dagli anni precedenti, sino a fine anno.

I più grandi fallimenti dell’Onu attualmente riconsciuti dalla stampa ufficiale sono:

  • il genocidio in Ruanda del 1994
  • la corruzione gigantesca legata al programma umanitario Oil for Food scoperta nel 2004.

Da tempo si parla di una riforma del Consiglio di Sicurezza: molti paesi chiedono l’ampiamento a: Germania, Giappone, India, Brasile e Stati africani,  altri paesi richiedono la limitazione o abolizione del diritto di veto.

L’attuale presidente Antonio Guterres, ha annuciato una riforma generale che ha chiamato UN80, ma interessi divergenti tra i vari paesi sono una pericolosa barriera per una seria attuazione.

Gli Stati Uniti, hanno recentemente smantellato l’agenzia Usaid (aiuti umanitari), e hanno tagliato l’83% dei programmi di cooperazione internazionale, così pure il Regno Unito ha ridotto notevolmente i propri aiuti allo sviluppo. Le Nazioni Unite, si sono così trovate costrette a tagliare razioni alimentari a rifugiati come i Rohingya in Bangladesh, come pure altri programmi ed aiuti.

Il mondo oggi, avrebbe più che mai necessità di un organismo sovranazionale effciente, per dipanare una marea di nuovi gravi problemi, ma un egoismo imperante e una popolazione che soffre sempre più di diseguaglianze, guerre, carestie e povertà, lasciano la speranza solo agli inguaribili ottimisti.

Basti pensare ai milioni di organizzazioni internazionali piccolissime o grandissime che si dichiarano senza scopo di lucro, alla cui crescita numerica è corrisposta un’altrettanta crescita esponenziale  di diseguaglianze, fame e povertà.

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