Tante belle parole, sproloqui sulla parola pace da parte di tutti, compreso Zelensky, e
- nessun fatto concreto che faccia davvero sperare ad un possibile avvicinamento alle richieste di Putin.
“L’EUROPA E’ LA PRIMA LINEA”
parole di Trump che, se ben evidenziate, sono una espressione di guerra, traducibili in:
- “Siete voi europei che dovrete affrontare questa guerra, se non accetterete gli accordi”.
“quando si tratta di sicurezza l’Europa è la prima linea di difesa dell’Ucraina perché sono lì. Ma anche noi li aiuteremo, saremo coinvolti”, e “non penso ci sia bisogno di un cessate il fuoco. Non penso ci sarà un cessate il fuoco. Possiamo lavorare a un accordo di pace mentre continuano a combattere“.
Alla fine Trump ha concluso con parole che, in realtà, spiegano come non ci sia stato nessun accordo sul tipo di scambio di territori; necessari per iniziare un serio confronto con Putin: “dovremo discutere di un possibile scambio di territori e anche delle linee di contatto” tra Ucraina e Russia.
Conclusione di Trump: “Tra una o due settimane, scopriremo se risolveremo questa situazione
- o se questa orribile guerra continuerà“.
Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz durante l’incontro alla casa Bianca, dimostrano scarse disponibilità verso la pace; da notare che una tregua era già stata respinta da Putin, a suo tempo; “I prossimi passi sono i più difficili. Al prossimo meeting vogliamo vedere una tregua, non posso immaginare che possa avere luogo senza un cessate il fuoco. Lavoriamo su questo, proviamo a mettere pressione sulla Russia perché la credibilità dei nostri sforzi oggi dipendono almeno dal raggiungimento di una tregua”. Queste parole vogliono dire che
- l’Europa punta ad una tregua, che Trump non considera necessaria, e altra “pressione” contro la Russia; parole che poco si accordano con il sostantivo pace.
Altre parole di Trump: “È un onore avere Zelensky qui con noi”, “amiamo” gli ucraini”.
Il capo della Casa Bianca, ha definito la premier italiana Giorgia Meloni “una grande leader, d’ispirazione per tanti”. “Nonostante la giovane età governa da molto, altri non durano come lei. Governerai a lungo”.
“cercheremo di organizzare un trilaterale e mettere fine a questa guerra”.
Tutti hanno parlato, anche a lungo compreso Zelensky, ma nessuna parola, se letta in linguaggio diplomatico, ci suggerisce un tentativo di affrontare il problema decisivo; che sarebbe una cessione di territori da parte ucraina e quali. Inoltre sono indispensabili garanzie reciproche, richieste da ogni accordo di pace, nessun accenno ufficiale a questi contenuti.
Zelensky si è mostrato pacifista e democratico, promettendo elezioni, ma tutti sanno che alle attuali condizioni di guerra, è impossibile indire elezioni per moltissimi motivi; molti ucraini al fronte, moltissimi all’estero, la legge ucraina vieta elezioni mentre c’è una guerra. Forse, non a caso, Trump ha detto che non serve fermare la guerra per arrivare ad accordi di pace (una vera contraddizione di intenti con Zelensky).
Mai si erano visti tanti capi di stato insieme riuniti alla Casa Bianca, ben sette leader europei; Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friederich Merz, Urusula von der Leyen, Giorgia Meloni, Alexander Stubb e Mark Rutte.
Sorrisi pochi, ma per la maggioranza del tempo si sono viste tante espressioni cupe; compreso il sorrisetto “sbilenco” di Macron (perdonate il pettegolezzo, ma mi ha colpito).