Fu un’attentato a dare fuoco alle polveri della Prima Guerra Mondiale; l’attentato di Sarajevo, Francesco Ferdinando d’Asburgo e sua moglie Sofia, furono uccisi da un nazionalista serbo-bosniaco.
Ultimamente notizie allarmanti, anche per i più scettici, occupano i media; ucciso un notissimo esponente dei Maga negli USA, la strage dei Palestinesi, l’attentato a Tel Aviv, attacchi di Israele a Doha condannato dalle Nazioni Unite, i droni in territorio Polacco, ma anche i droni che da tempo arrivano sino a Mosca, Russia e Bielorussia chiudono i confini, aerei di combattimento occidentali in Polonia … ognuno porta argomenti al proprio mulino.
Teste di maiale, sono state trovate davanti a delle moschee in Francia; il capo della polizia di Parigi ha precisato “non si può fare a meno di fare un parallelo con azioni precedenti (…) che si sono rivelate essere atti di interferenza straniera”, si parla di telefoni e auto croati/serbi.
- “Il crinale verso il baratro – dai confini orientali dell’Europa, al Medio Oriente, aumentano i rischi di un’incontrollabile escalation. Ci si fermi prima che sia troppo tardi”
così titola l’Osservatore Romano; un giornale a cui non mancano le informazioni importanti, quelle che contano.
La nostra Ursula europea, durante la riunione ufficiale dello Stato dell’Unione 2025 squittisce: “L’Europa è in lotta …”
“Un sacco di sangue” riporta il New York Times, a proposito dell’uccisione di un notissimo rappresentante dei Maga; l’estrema destra americana.
Guardando ai titoli dei giornali degli ultimi giorni, sembra proprio che si stia cercando il “casus belli”; ovvero un fatto grave che possa smuovere le coscienze, anche della popolazione normalmente più tranquilla, verso un risentimento / odio, che spinge ad accettare di morire per un’idea “giusta”.
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