Curiosità e storie vere – Arte parola molto usata a sproposito … perché …

Storia dell’arte e  suoi limiti; i medesimi in tutte le epoche. O forse oggi sono ancora più … preoccupanti e/o ridicoli?

Oggi, chi decide cosa è l’arte e quale ne è il suo valore, sono le regole del marketing, mentre gli attori principali sono pochi critici; considerati dalla maggioranza unici dententori di tale capacità.

Ma per capire come in realtà stanno le cose, basta rileggere un capitolo della Storia dell’Arte.

1909

  • Il mondo pittorico di Parigi è già puro Novecento; protocubista e cubista, grottesco e distorto.
  • Mentre a Londra, è solo nel 1910 che si  può vedere la prima mostra su Manet e i Postimpressionisti, tra gli altri la mostra include Cézenne, Gauguin, Van Gogh, Matisse e Picasso.

La critica d’arte inglese, a proposito della mostra così si esprime:

  • “Daily Express”: “Provocano mal di testa”
  • “Morning Post”: “… sono opere che andrebbero bruciate”
  • Avvertimento dato dai critici al futuro direttore delle Leicester Galleries; Oliver Brown. “Non entrare, giovanotto, ti farai del male, sono quadri perversi”

Nota: commenti simili furono scritti anche a proposito dei primi impressionisti e…  via dicendo.

L’ideatore della mostra a Londra del 1910 fu Roger Fry, prima curatore della pittura europea al Metropolitan di New York e direttore della rivista “Burlington Magazine”; critico definito attento, ma pedante. Sicuramente fu un formidabile mercante d’arte, amico del “gruppo di Bloomsbury” (composto solo da influentissimi scrittori, vedi Virginia Woolf, critici d’arte, economisti e romanzieri),

  • tanto che alla sua morte si disse che Roger Fry influenzasse lla pittura come Mussolini e Hitler influenzarono i loro popoli.

Fry & Bloomsbury, sono l’espressione del politicamente corretto dell’epoca e decidono; come ci si veste, parla, dove si va, chi si deve frequentare.

Ovvero; l’incarnazione della convinzione di appartenere ad

  • una ristretta élite,
  • costretta a vivere tra selvaggi la cui esistenza va almeno ignorata.
  • Il fare (scrivere o dipingere o altro) come piacere e non come lavoro, in un climax da “serra artificiale”
  • lontano dalle “basse” preoccupazioni della vita reale

E’ la perfetta incarnazione del colonialismo inglese e non solo. 

Virginia Woolf dirà del suo gruppo: “…sregolati, innocenti, originali, spontanei,eccentri e industriosi”. 

Con queste affermazioni veritiere, non intendo  togliere nulla, alle altissime capacità di scrittrice della Woolf.


Facendo un salto nel tempo, sopra eravamo alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, ritrovo anche oggi una sempre più netta distinzione tra chi fa parte del gruppo che si considera “Vincente e potente” e il resto dell’umanità.

Come se i prograssi della democrazia stessero per volatizzarsi; come qualcosa di superato e motivo di condanna

  • in nome di una libertà individuale che toglie a quasi tutti per dare a pochi oggi e
  • a pochissimi domani (con la promessa di scappare su Marte e abbandonare una terra di poveri disperati).

Ovviamente, spero di sbagliarmi.

————————                         FOTO COPERTINA:  2007 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –

 

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