Prima regola:
- creare l’immagine del “nemico”
- alimentando l’odio necessario a sostenere la guerra
Seconda regola: educare la popolazione alla guerra.
L’opinione pubblica viene, attraverso giornali e radio,
- educata alla guerra come destino naturale della nazione.
E’ importante direzionare l’odio sia verso l’esterno (come: potenze straniere, popoli lontani), sia verso l’interno (oppositori politici, minoranze),
- si giustificano in questo modo, nella Seconda Guerra Mondiale, le leggi razziali, le repressioni e le violenze.

E’ quello che è sempre successo, in tutte le guerre, non solo italiane.
Il popolo di per sé, in generale,
- non gradisce di andare a sacrificare la sua vita e quella dei suoi figli in una guerra.
Per portare il popolo alla guerra si devono
- proporre motivazioni che possano far superare l’egoistico amore per sé e la famiglia.
Le stesse Crociate avevano, ufficialmente, una missione addirittura divina; in realtà si volevano conquistare i mercati di cui i mussulmani erano padroni; tra deserti, passi di montagna e rotte marine.
Per tornare in tempi a noi più vicini; all’entrata in guerra del 24 maggio 1915 (Prima Guerra Mondiale),
- la stampa italiana viene immediatamente messa agli ordini del comando militare e del Ministero dell’Interno.
Ma in realtà già dal 23 maggio un regio decreto impose
- la censura preventiva su tutte le pagine; almeno un’ora prima dell’uscita in edicola.
Ai quotidiani fu
- impedito di riferire numeri di vittime, prigionieri, dettagli sulle operazioni o sugli avvicendamenti al comando
- le uniche comunicazioni pubblicabili furono i bollettini del Comando Supremo.
Con queste premesse, l’informazione giornalistica,
- fu costretta a tacere sulla tragedia delle trincee e produrre solo un’immagine eroica della guerra.
E’ evidente che in caso di guerra non è bene allarmare la popolazione, ma quando capita di combattere sapendo già che si andrà ad una inutile carneficina ?
Questo fatto non è insolito, tanto che l’ho letto personalmente nei dispacci del sacrario militare italiano di El Alamein (Egitto):
- il generale diceva di prevedere l’immancabile carneficina e sconfitta,
- ma mandò egualmente i soldati a combattere verso la certezza della morte.
—————————— FOTO COPERTINA: “Un mondo alla rovescia?” 2001 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved