Notizie di oggi e fatti di ieri – Come nel 1914 l’Italia spinge verso la guerra

Prima regola:

  • creare l’immagine del “nemico”
  • alimentando l’odio necessario a sostenere la guerra 

Seconda regola: educare la popolazione alla guerra.

L’opinione pubblica viene, attraverso giornali e radio,

  • educata alla guerra come destino naturale della nazione.

E’ importante direzionare l’odio sia verso l’esterno (come: potenze straniere, popoli lontani), sia verso l’interno (oppositori politici, minoranze),

  • si giustificano in questo modo, nella Seconda Guerra Mondiale,  le leggi razziali, le repressioni e le violenze.
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E’ quello che è sempre successo, in tutte le guerre, non solo italiane.

Il popolo di per sé, in generale,

  • non gradisce di andare a sacrificare la sua vita e quella dei suoi figli in una guerra.

Per portare il popolo alla guerra si devono

  • proporre motivazioni che possano far superare l’egoistico amore per sé e la famiglia. 

Le stesse Crociate avevano, ufficialmente, una missione addirittura divina; in realtà si volevano conquistare i mercati  di cui i mussulmani erano padroni; tra deserti, passi di montagna e rotte marine.

Per tornare in tempi a noi più vicini; all’entrata in guerra del 24 maggio 1915 (Prima Guerra Mondiale),

  • la stampa italiana viene immediatamente messa agli ordini del comando militare e del Ministero dell’Interno.

Ma in realtà già dal 23 maggio un regio decreto impose

  • la censura preventiva su tutte le pagine; almeno un’ora prima dell’uscita in edicola.

Ai quotidiani fu

  • impedito di riferire numeri di vittime, prigionieri, dettagli sulle operazioni o sugli avvicendamenti al comando
  • le uniche comunicazioni pubblicabili furono  i bollettini del Comando Supremo.

Con queste premesse, l’informazione giornalistica,

  • fu costretta a tacere sulla tragedia delle trincee e produrre solo un’immagine eroica della guerra.

E’ evidente che in caso di guerra non è bene allarmare la popolazione, ma quando capita di combattere sapendo già che si andrà ad una inutile carneficina ?

Questo fatto non è insolito, tanto che l’ho letto personalmente nei dispacci del sacrario militare italiano di  El Alamein (Egitto):

  • il generale diceva di prevedere l’immancabile carneficina e sconfitta,
  • ma mandò egualmente i soldati a combattere verso la certezza della morte.

——————————                    FOTO COPERTINA: “Un mondo alla rovescia?” 2001 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved

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