Imparare dalla storia ?
Brevissima storia della “malattia/povertà/ignoranza” dal Medioevo a oggi.
Colpevolizzare e promettere futuri radiosi; addirittura il Paradiso.
In principio era la peste; quelli che potevano, se ne stavano ben lontani dagli appestati, non solo perché avessero una vaga idea del contagio, quanto per le giustificazioni offerte, a piene mani, dalla stessa Chiesa.
Infatti, nessuno era tenuto a prendersi carico di un appestato che gli chiedesse aiuto, perché la peste era il modo per espiare i propri peccati e raggiungere il Paradiso; un dono che Dio faceva al povero appestato.
La stessa Chiesa di Vienna sosteneva nel suo rituale;
- “Nostro Signore vuole che tu sia infetto da questa malattia, e
- ti fa una grande grazia quando ti vuole punire dei peccati che hai commesso in questo mondo … e benché tu sia separato dalla Chiesa e dalla compagnia dei Sani, tuttavia
- non sei separato dalla Grazia di Dio“.
Grandissima consolazione! Un viatico diretto per il Paradiso;
- una promessa di felicità per tutta l’eternità, e cosa sarà mai qualche anno di sofferenze sulla terra al confronto dell’eternità?
In due parole l’odierno: “Pensa positivo” / “Dobbiamo essere positivi”.
Oggi, gli insegnamenti della Chiesa sono meno ascoltati, ma abbiamo una schiera di: psicologi, psichiatri, neurologi che tra una seduta e l’altra ci aiutano a superare lo stress quotidiano; sempre più invadente e pericoloso; tanto che nessuno nega che sia un “facilitatore” delle attuali malattie dell’epoca moderna.
Ma torniamo indietro nei secoli, all’inizio della peste che sconvolse il Medioevo.
Esemplare è un quadro di Bruegel Brueghel; “Il trionfo della morte” (1562), ora presso il Museo del Prado di Madrid. In questo dipinto, il pittore fiammingo Bruegel rappresenta la morte che uccide intere popolazioni con la peste. Nel quadro, è ben evidente
- la paura della gente verso la peste che, a quei tempi,
- si combatteva con l’impiccagione degli ebrei; ritenuti responsabili di aver causato l’epidemia.
Un esempio di semplificazione del problema;
- accusare un nemico e prendersela solo con costui, per scaricare le proprie paure.
- Già successo altre volte nei secoli…
Passano gli anni, i decenni e non solo, ed ecco che la finisce la peste, subito rimpiazzata da altre malattie sconosciute; quelle veneree si diffondono a partire dal XV secolo, ma arriveranno sino ad oggi.
I luoghi che furono adibiti alla “reclusione” degli appestati, divennero così luoghi per chi aveva malattie veneree. Queste nuove malattie si diffondono velocemente da ricoverare i malati anche negli ospedali.
Nuove “cure” vengono prescritte per le malattie veneree; dal mercurio, alla teriaca (ingrediente fondamentale era la carne di vipera), al gualaco (esotico e costoso rimedio originario dell’America centrale), sino alle cure sudorifiche.
Proprio come oggi (escludendo la medicina, quella seria), “si scoprono” nuovi cibi o sostanze che promettono effetti miracolosi di disintossicazione (DETOX), potenziamento muscolare, lunga vita, sali minerali e vitamine “preziosissimi” ecc… In realtà, al limite sono dei favoritori. Quello che conta davvero è sempre il nostro stile di vita (fatti salvi i veri medicinali).
La malattia venerea diventa oggetto di internamento; staccata dal contesto medico e assimilata alla follia.
Sarà la follia il vero erede morale della peste; le malattie veneree ne verranno solo “inglobate”.
L’espressione più artistica della situazione, la vediamo nella rappresentazione della Nave dei folli, che farà la sua apparizione sui fiumi della Renania e sui canali fiamminghi e in un quadro il cui autore è il notissimo Hieronymus Bosch (1494).

L’abitudine di affidare i folli alle barche si diffuse rapidamente, ma alcune città avevano anche i loro luoghi di internamento; ma pare solo per i propri cittadini, mentre gli altri erano semplicemente cacciati.

Soprattutto nel nord Europa, accadeva che i folli venissero affidati a battellieri perché li portassero il più lontano possibile; non che al sud non fossero cacciati e allontanati ovunque e comunque.
Da precisare, che qualcuno sostiene come queste navi possano essere state, almeno in parte, anche navi di pellegrinaggio che portavano a bordo persone folli; nella speranza che rinsavissero per miracolo divino.

L’acqua come purificazione dal male è riapparsa nei secoli, più tardi anche con Ofelia; la donna “innocente”, ma pazza, che muore annegata/suicida. La storia di Ofelia ci è stata raccontata da scrittori (Sakespeare), pittori(Jon Everet Millais), musicisti, poeti, registi attraverso i secoli, sino ai giorni nostri.
Ai folli, nel tardo Medioevo/Rinascimento, viene vietato l’ingresso nelle chiese, ma non i sacramenti. A Norimberga un prete pazzo viene cacciato, ma la città gli affida del denaro come viatico.
Altro trattamento riservato ai folli, fu la fustigazione pubblica; che prevedeva anche l’inseguimento per cacciarli dalle città.
Di fatto, alla fine del Medioevo la follia raggiunge sempre una maggiore importanza e occupa i teatri; il folle diventa anche … detentore della verità; tanto folle da dire il vero! E’ una scoperta, che ci avvicina alla ragionevolezza dell’Illuminismo; il folle, dice quelle verità di cui i “normali” hanno paura.
- Ci si avvicina ad una critica sociale e morale della società. La follia vine descritta come più vicina alla felicità e alla verità della ragione stessa. Siamo alla Rivoluzione, anche del pensiero.
Nel 1511, Erasmo da Rotterdam scrive Elogio della follia; un testo che tutti dovremmo leggere; attualissimo anche nel 2026.
Se prendiamo in considerazione la seconda metà del XVII secolo e il XVIII e non solo,
- la morte prende il sopravvento sulla follia; si possono segnalare almeno 15 guerre significative e c’è la Rivoluzione Francese.
Il solo controllo dei commerci coloniali, che portavano
- grandi ricchezze; grazie a schiavi, tè, caffè, zucchero e tabacco, fu uno dei principali motori di conflitti.
Nel XIX secolo, la nuova borghesia che ben conosceva la propria forza, portò molti stati alla restaurazione non proprio un vero ritorno al vecchio, ma un compromesso; per continuare e aumentare il proprio potere e le proprie ricchezze nel nome della “modernizzazione”.
Forse qualcosa di simile lo stiamo vivendo in questo momento,
- nel 2026, ma la borghesia ha perso definitivamente, di fronte alle élite della moderna tecnologia.
Eustache Deschamps (1345 circa-1406), con il suo disincantato realismo aveva profetizzato la risalita della follia a male comune, la demenza umana l’ha resa necessaria; l’uomo potente si crede Dio (vedi il libro Homo Deus di Yuval Noah Harari) e quindi può disporre di tutti gli altri miseri mortali. Siamo alla bomba atonica e oltre; oggi non ne abbiamo nemmeno più paura; un vero segno della follia dei tempi odierni.
Libro attualissimo – Da animali a dei – L’uomo credeva di avere assoggettato la natura …
E siamo già ai giorni nostri; forse rischiamo di rivedere i mostri che hanno abitato l’inizio del secolo scorso ? Povertà, disoccupazione, morte in guerra e razzismi?
- La riposta non può essere un semplice “stiamo ottimisti”!!!