Ma è davvero intelligenza, quella di una ChatGPT?
O è solo ripetere ciò che è stato immesso, anche da posizioni di parte, in quella macchina; calcolato in base alla legge delle probabilità ed alle domande/situazioni precedentemente apprese?
E se le risposte automatiche fossero state danneggiate/modificate, per svariatissimi motivi, anche per problemi tecnici o di qualcuno che vuole apportare danni;
- chi è preparato a tutto questo?
Rischiamo di atrofizzare il cervello di una generazione?
L’algoritmo diventerà maestro di vita?
La scuola come centro di addestramento, invece che ambiente creativo di menti pensanti?
Generazioni vittime / anestetizzate dall’ “intelligenza artificiale”?
Stiamo perdendo la capacità di giudizio, di critica, di normale sviluppo intellettivo.
Strumenti che sono un sipario; tutto più facile, ma chi comanda queste “intelligenze”?
Perché non insegnare i rischi di enormi dispendi energetici, elettrici, delle varie “ChatGPT ecc…??? Rischiamo, come già negli USA, una
- crescita enorme, oltre il 200%, del costo dell’energia elettrica e
- blackout di massa; in futuro anche causati dalla stessa IA, che non vorrà rinunciare ad avere l’energia per sé; visto che ne divora enormi quantità.
L’Unione Europea, prima, il Ministero dell’Istruzione italiano poi, hanno già dato alcune linee guida; per l’ingresso dell’AI nelle scuole.
Per ora sono solo forti suggerimenti, non ancora obbligazioni.
A fronte di tante belle parole, l’uso dell’IA comporta dei rischi come: protezione dei più deboli, privacy ecc… Facilmente si possono nascondere pericolose trappole, soprattutto per giovanissimi.
La vera problematica è,
- come faccio a tutelare un minore che ciatta come e quando vuole, anche con solo il richiamo vocale?
Chi sta chiarendo che le varie intelligenze artificiali danno risposte a vari livelli di sicurezza e varietà di risultati; in base al fatto che siano gratuite o a pagamento, alcune carissime, ma estremamente più vicine al vero. Un vero problema di discriminazione,
- se non paghi molto, hai conoscenze/spiegazioni solo di basso livello e meno accurate.
Le parole buone si sprecano, ma che conta è la sostanza e non le belle parole, ben scritte, che distraggono dai pericoli di base.
Un altro rischio reale, è il fatto che i motori dell’IA, diano spunte per sotto-titoletti e che si accettino clausole che non dovrebbero essere mai accettate,
- ma come fa un minore a capire bene queste sottigliezze?
L’algoritmo, sappiamo come già ben dimostrato, può fare enormi / pericolosi errori, ma gestire tutto questo è estremamente difficile, faticoso, costoso e di solito poco curato;
- anche difficilmente prevedibile, per chi non sia esperto in buona fede.
——————— COPERTINA: ” Il futuro dell’ uomo ? ” 2020 – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved