News mostre autunno Milano:
Le mostre dell’autunno di 24 ORE Cultura – “I Brueghel” a Palazzo Reale dal 29 settembre e “Matisse” al Mudec dall’8 ottobre

1927 Olio su tela, The William S. Paley CollectionMuseum of Modern Art (MOMA), New YorkCredito foto: © Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze
Milano, MUDEC
Dall’ 8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027
Matisse. Il mondo in una stanza
A cura di
Ellen McBreen e Chiara Gatti
Il MUDEC di Milano presenta Matisse. Il mondo in una stanza, un progetto espositivo ambizioso sul rapporto tra Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) e le culture incontrate nel corso dei suoi studi e dei suoi viaggi oltre i confini europei. Per la prima volta senza semplificazioni, la mostra affronta una questione centrale e a lungo sottovalutata: come l’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese abbiano plasmato dall’interno il linguaggio di Matisse, ridefinendo i confini stessi del modernismo occidentale.
Prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e promossa dal Comune di Milano – Cultura, realizzata in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza, con Unipol come Main Sponsor e il supporto di Turisanda1924 – Alpitour World e di Enel, la mostra è a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti.
Il percorso si articola in otto sezioni – ciascuna delle quali analizza un tema chiave nell’evoluzione della sua ricerca – e riunisce circa 100 opere tra dipinti, lavori su carta e sculture provenienti da prestigiosi istituti internazionali: il Philadelphia Museum of Art, la Pierre and Tana Matisse Foundation Collection di New York, il MoMA, il Musée de l’Orangerie, il Musée Picasso, il Musée d’Orsay, il Musée du Quai Branly, il Bargello di Firenze, il MUDEC e altri. In mostra anche una collezione di oggetti e tessuti – interlocutori cruciali per l’opera di Matisse – prestati dal Musée Matisse di Nizza, dal Museo delle Civiltà di Roma e da altre istituzioni, che ricostruiscono la trama dei dialoghi di Matisse con l’arte e il design di altre geografie.
Un focus specifico è dedicato ai progetti decorativi e ai libri d’artista: il dittico monumentale Océanie, le celebri tavole di Jazz, le Poésies di Mallarmé, Pasiphaé di Montherlant, e disegni della Cappella del Rosario a Vence, sintesi finale della ricerca politecnica di Matisse. Il percorso è arricchito da fotografie d’epoca, tra cui scatti inediti realizzati dall’artista stesso in Marocco.
Matisse. Il mondo in una stanza si propone come punto di riferimento nella rivalutazione critica dei concetti di alterità, primitivismo e orientalismo, con ripercussioni che vanno ben oltre il campo della storia dell’arte. La mostra nasce infatti da ricerche recenti e in parte inedite e si inserisce nel dibattito in atto sui rapporti tra arte moderna, nazionalismo e cultura coloniale. Il suo punto di forza è la precisione filologica: a differenza di altre esposizioni che si sono concentrate su una singola area di influenza o hanno evocato l’«Oriente» in modo generico, Matisse. Il mondo in una stanza mette in primo piano l’ibridazione, la coesistenza, nell’opera di Matisse, di arabeschi islamici e geometrie dell’abbigliamento rumeno, maschere Gelede Yoruba e icone russe medievali. Seguire questi molteplici percorsi geoculturali significa portare alla luce ciò che spesso si nasconde sotto la superficie elegante delle sue opere: l’ambiguità, la tensione, la complessità di un’immaginazione creativa che si è nutrita di mondi lontani per costruire uno dei linguaggi visivi più sperimentali del Novecento.
Milano, Palazzo Reale
Dall’ 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027
I BRUEGHEL. Le origini dei generi pittorici in Europa
Progetto di:
Bernard Aikema
Curatela di:
Carlotta Striolo
Palazzo Reale di Milano ospita, dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, prima grande mostra in Italia dedicata alla celebre dinastia fiamminga.
Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, la mostra è un progetto di Bernard Aikema, con la curatela di Carlotta Striolo.
Il percorso, attraverso oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, evidenzia il ruolo centrale del “brand Brueghel” in un Seicento segnato da nuovi mercati, pubblici borghesi e crescente specializzazione artistica.
La mostra ripercorre infatti tre generazioni dei Brueghel: Pieter Bruegel il Vecchio, che trasfigura le visioni di Bosch in un’arte radicata nella terra e nell’umanità contadina, pur restando linguaggio per un pubblico colto; Pieter Brueghel il Giovane, che ne codifica e diffonde i modelli su scala commerciale, consolidando il “brand” di famiglia; e Jan Brueghel il Vecchio, spirito cosmopolita che, nei suoi soggiorni italiani ed europei, conquista committenze prestigiose come quella del cardinale Federico Borromeo.
Dai paesaggi innevati alle burrasche, dalle nature morte alla vita contadina fino alle battaglie, i Brueghel hanno contribuito in modo fondamentale a gettare le basi per quella pittura di paesaggio, di battaglia, di natura morta e di scene popolaresche che si affermò nell’Europa del Seicento; quel sistema che successivamente verrà chiamato dei “generi pittorici” e che darà forma alla pittura moderna europea così come la conosciamo oggi.