Fondazione Elpis presenta la stagione autunnale 2026.
Quattro mostre, nuove produzioni, residenze, performance e workshop: dal 17 settembre la Villa e la Lavanderia diventano un laboratorio aperto dedicato alla ricerca artistica contemporanea.

Fondazione Elpis presenta la
- programmazione dell’autunno 2026, confermando la propria vocazione a essere un luogo di ricerca, produzione e sperimentazione per l’arte contemporanea.
- Da settembre la Villa e la Lavanderia tornano ad accogliere il pubblico con una sequenza di progetti espositivi che riuniscono artisti italiani e internazionali, affiancati da un
- ricco Public Program di workshop, performance e laboratori pensati per ampliare il dialogo tra artisti, curatori e comunità.
La programmazione si apre il
- 17 settembre con la mostra personale dell’artista britannico Benjamin Jones, dedicata alla fotografia come strumento di osservazione e costruzione della conoscenza, e prosegue il 19 novembre con la mostra conclusiva di Atelier Elpis, il programma di residenze della Fondazione che presenta i nuovi lavori realizzati da Ilare e Qeu Meparishvili durante il periodo di ricerca.
Dal 15 ottobre gli spazi della Lavanderia ospitano due nuove esposizioni visitabili fino al 31 gennaio 2027: Phantom Armour, progetto collettivo curato da Veronica Botta che riunisce cinque artisti attorno ai temi della vulnerabilità, della trasformazione e della relazione tra corpo e spazio, e Raptor del Sol, mostra di Carlota Gadea Marqués, a cura di Threes Productions, quarto capitolo di Basement, il progetto annuale ospitato nel piano interrato della Lavanderia, che esplora il crocevia tra suono, performance e installazione.
Accanto alle mostre, la Fondazione rafforza il proprio Public Program con una serie di iniziative dedicate alla poesia, alla performance, alla musica sperimentale e alle pratiche collaborative.
- Tra settembre e dicembre si alterneranno la performance Foreign Bodies Action di Yuval Avital, Murmur Poetry Workshop,
- un ciclo di laboratori di poesia a cura di Murmur, Matter of Sound con Edizioni Brigantino, a cura di Threes Productions, il ciclo Ensemble –
- pratiche plurali per co-abitare il presente a cura di Irene Angenica, e gli appuntamenti ideati in dialogo con la mostra Phantom Armour.
La programmazione espositiva
17 settembre – 18 ottobre 2026
Mostra personale
di Benjamin Jones
a cura di Gabriella Kolandra
Dal 17 settembre al 18 ottobre 2026 la Villa presenta la mostra personale di Benjamin Jones, che mette in dialogo il lavoro dell’artista britannico con le ricerche di Linda Fregni Nagler e Stefano Graziani. Attraverso le diverse opere, la mostra mette in luce le relazioni tra osservazione scientifica e immagine, l’importanza della memoria fotografica dell’archivio, fino alle indagini sui processi attraverso cui il visibile viene costruito e trasmesso. Il percorso propone una riflessione sulla fotografia come dispositivo critico capace di ridefinire continuamente il nostro rapporto con la realtà.
La mostra presenta una selezione tra lavori nuovi e già esposti, offrendo una panoramica della ricerca di Benjamin Jones. Muovendosi tra immagini figurative e sperimentazione analogica, l’artista rivolge spesso il proprio sguardo a musei di storia naturale, giardini botanici e paesaggi protetti, luoghi dedicati alla conservazione e alla produzione del sapere. In questi contesti natura e artificio convivono all’interno di sistemi di catalogazione, dove piante, esemplari tassidermizzati, dettagli botanici e dispositivi espositivi diventano il punto di partenza per una riflessione sullo sguardo fotografico e sul suo rapporto con la conoscenza.
19 novembre – 20 dicembre 2026
Mostra restituzione di Atelier Elpis
di Ilare e Qeu Meparishvili
a cura di Sofia Schubert
Dal 19 novembre al 20 dicembre 2026 la Villa ospita la mostra conclusiva delle residenze di Atelier Elpis, con Ilare e Qeu Meparishvili.
L’esposizione presenta gli esiti delle ricerche sviluppate durante il periodo di residenza, mettendo in dialogo due pratiche accomunate dall’interesse per la costruzione di narrazioni spaziali e affettive.
La ricerca di Ilare si fonda sull’impermanenza, sul rapporto con lo spazio e sulla continua trasformazione della materia. Le sue opere sono organismi vivi che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione o alla libera interazione con il pubblico. L’artista utilizza frequentemente materiali quali acqua, argilla, sapone, oggetti trovati, vetro, ceramica, materia organica ed elementi vegetali e animali, combinando linguaggi differenti, dalla scultura al disegno, dal video al suono, dalla fotografia all’azione performativa.
La pratica artistica di Qeu Meparishvili, invece, spazia tra scultura e installazione ed è profondamente influenzata dal contesto culturale del suo paese, la Georgia, dove vive e lavora. La sua ricerca indaga temi legati alla mitologia, alla natura umana e alla vita dopo la morte, traducendoli in forme simboliche e poetiche. Nella sua pratica, attraverso il recupero di tecniche artigianali tradizionali georgiane e la costruzione di archivi visivi, Meparishvili intreccia memoria culturale e storie marginali, restituendo valore a soggetti spesso invisibili e riflettendo sulle dinamiche di appartenenza e convivenza.
15 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
Phantom Armour
di Maria Positano, Luca Petti, Giammarco Cugusi, Lorenzo Zerbini e Sarah Margnetti
a cura di Veronica Botta
Negli spazi della Lavanderia, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, apre Phantom Armour, mostra collettiva a cura di Veronica Botta. Il progetto prende forma a partire dall’immagine di un’“armatura fantasma”, intesa come dispositivo simbolico di protezione e vulnerabilità. La mostra riunisce opere esistenti, nuove produzioni e interventi site-specific di Maria Positano, Luca Petti, Giammarco Cugusi, Lorenzo Zerbini e Sarah Margnetti.
Più che definire un tema univoco, il titolo suggerisce un percorso fatto di apparizioni, membrane e riflessi, in cui installazioni, pittura, suono e luce costruiscono un ambiente in continua trasformazione. Le opere instaurano un sistema di relazioni e rimandi che modifica progressivamente l’esperienza del visitatore, dando vita a un’esposizione che si configura non come una successione di lavori individuali, ma come un organismo corale. Elementi evidenti e presenze più elusive convivono e si richiamano reciprocamente, articolando le molteplici interpretazioni suggerite dal titolo attraverso linguaggi e sensibilità differenti.
15 ottobre – 31 gennaio 2027
Raptor del Sol
di Carlota Gadea Marqués
a cura di Threes Productions
Raptor del Sol è un progetto della compositrice e artista Carlota Gadea Marqués, a cura di Threes Productions. Attraverso installazioni sonore, video, performance e materiali vulcanici,
Raptor del Sol riflette sulla ricerca dell’acqua come origine della vita, intrecciando mito, ecologia e trasformazione geologica. La mostra si sviluppa come un percorso immersivo che attraversa il paesaggio vulcanico delle Isole Canarie, la memoria del mito di Guayota e le più recenti ricerche sull’esplorazione di Marte, attraverso l’ascolto della materia e dei suoi processi di trasformazione. Il progetto prende avvio dalla leggenda dei Guanci, secondo cui la divinità Guayota, imprigionata all’interno del Teide dopo aver rapito il Sole, aveva condannato la Terra a una siccità senza fine. Attraverso tre ambienti espositivi, la mostra ripercorre la ricerca dell’acqua come ricerca della vita, spostando progressivamente lo sguardo dal corpo umano a quello planetario.
In occasione dell’inaugurazione sarà presentata El Uc, performance coreografata e interpretata da Sofya Shaikut, che lascerà una traccia permanente all’interno dello spazio espositivo. Il percorso comprende inoltre un film girato tra i vulcani delle Isole Canarie, dove memoria del paesaggio e ricerca scientifica si intrecciano, e si conclude con un’installazione sonora dedicata a un cristallo di olivina, minerale al centro delle ricerche dell’ESA su Marte per il suo legame con la presenza dell’acqua.
Il Public Program
19 settembre e 28 novembre 2026
Murmur Poetry Workshop
a cura di Murmur
Negli spazi della Villa continua Murmur Poetry Workshop, un ciclo di incontri dedicato alla scrittura come pratica condivisa tra poesia, voce e performance. Il programma si apre il 19 settembre con un laboratorio condotto dalla poetessa e performer Cia Rinne e prosegue il 28 novembre con un incontro che vede protagoniste la poetessa e scrittrice Lisa Robertson e la scrittrice e traduttrice Kate Briggs.
24 settembre 2026
Foreign Bodies Action
di Yuval Avital
Il 24 settembre 2026 gli spazi della Villa accolgono Foreign Bodies Action, performance dell’artista multimediale e compositore Yuval Avital, tratta dall’opus Foreign Bodies (2016–2023) e presentata in numerose mostre e biennali in Italia e nel mondo.
Nel linguaggio medico, il “corpo estraneo” designa ciò che proviene dall’esterno dell’organismo. Avital ne rovescia il significato: è il corpo umano stesso a farsi elemento estraneo all’interno del “grande corpo” della natura e dello spazio che lo accoglie. Da questa inversione nasce un’indagine sull’alterità come esperienza al tempo stesso corporea ed esistenziale, in cui l’identità individuale si misura con la dimensione collettiva.
La performance si fonda sulle partiture corporee sviluppate nei tre capitoli dell’opera, che i performer apprendono e attivano in relazione allo spazio che li ospita. Le sequenze iconografiche proprie del linguaggio di Foreign Bodies si intrecciano a rituali preparatori psicologici, fisici e vocali.
Al centro della ricerca di Avital c’è un corpo che non rappresenta, ma manifesta: espone una condizione di estraneità attraversando stati di vulnerabilità, tensione e metamorfosi. Lo spazio della Villa non è cornice, ma elemento attivo della composizione, interlocutore diretto del gesto, del suono e dell’incontro con il pubblico.
Matter of Sound
a cura di Threes Productions
Matter of Sound è un programma esperienziale a cura di Threes Productions dedicato all’esplorazione del legame tra materia e suono. Il progetto invita il pubblico a indagare come i materiali quali carta, legno e metalli, possano trasformarsi in sorgenti sonore e strumenti di espressione. Il programma continua nella Villa con OH OH (Oggetti Parlanti), workshop di una giornata a cura di Edizioni Brigantino dedicato alla costruzione di strumenti musicali autocostruiti. Rivolto a studenti e giovani artisti, per un massimo di dieci partecipanti, il laboratorio prende ispirazione dal concetto di “incantamento” elaborato da Jane Bennett e propone un’esperienza pratica in cui i partecipanti realizzano fanta-strumenti prevalentemente acustici, assemblati a partire da oggetti trovati e materiali eterogenei.
Il workshop si configura come uno spazio mentale e fisico dedicato a un’idea di materialismo incantato, in cui sperimentare, modificare e sviluppare prototipi sonori attraverso un approccio ludico, collaborativo e generativo.
Ottobre – dicembre 2026
Ensemble – pratiche plurali per co-abitare il presente
a cura di Irene Angenica
Nei mesi di ottobre e dicembre la Villa ospita Ensemble – pratiche plurali per co-abitare il presente, progetto ideato e curato da Irene Angenica. Il programma si articola in un ciclo di cinque workshop condotti da cinque artisti e rivolti a studenti universitari e delle accademie tra i 18 e i 30 anni con l’obiettivo di sperimentare pratiche artistiche collettive e sviluppare nuove forme di collaborazione e condivisione.
Tra gli appuntamenti in programma figura A Mask is a Task, workshop di The Boys and Kifer dedicato alla maschera come dispositivo performativo, relazionale e identitario.
A seguire, il quarto laboratorio del ciclo: Enrico Floriddia, propone una serie di letture collettive orientate alla costruzione comunitaria del sapere attraverso una biblioteca diffusa e vernacolare, composta da libri hackerati, autoprodotti, fotocopiati, piratati, deviati, rari, storti, infantili, corrotti, falsificati, appropriati, popolari, annotati e continuamente trasformati dall’uso.
7 novembre e 12 dicembre 2026
Attivazione della mostra Phantom Armour
a cura di Veronica Botta
In occasione della mostra Phantom Armor, gli spazi della Lavanderia ospitano un Public Program ideato e curato da Veronica Botta, pensato per attivare il percorso espositivo attraverso una serie di interventi partecipativi.
Il primo appuntamento è previsto per il 7 novembre con un laboratorio condotto da Studio Astra e Margherita Potenza. I partecipanti saranno invitati a tradurre immagini, suggestioni e riferimenti emersi dalla mostra nella realizzazione di un oggetto in cera che verrà successivamente fuso in metallo e restituito ai suoi autori.
Il 12 dicembre il programma prosegue con Santa Lucia, progetto performativo di Giammarco Cugusi ispirato all’iconografia della santa, tradizionalmente raffigurata con gli occhi poggiati su coppe o piatti. L’opera si configura come un happening conviviale durante il quale vengono serviti occhi commestibili, declinati in forme, colori e preparazioni differenti.
CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI
17 settembre – 18 ottobre 2026 | Villa
Mostra personale di Benjamin Jones
19 settembre 2026 | Villa
Murmur Poetry Workshop
Laboratorio con Cia Rinne
24 settembre 2026 | Villa
Yuval Avital
Foreign Bodies Action
Ottobre 2026 | Villa
Ensemble – pratiche plurali per co-abitare il presente
Laboratorio A Mask is a Task
di The Boys and Kifer
15 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027 | Lavanderia
Maria Positano, Luca Petti, Giammarco Cugusi, Lorenzo Zerbini e Sarah Margnetti
Phantom Armour
15 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027 | Lavanderia
Carlota Gadea Marqués
Raptor del Sol
24 ottobre 2026 | Villa
Matter of Sound
Laboratorio OH OH (Oggetti Parlanti)
di Edizioni Brigantino
7 novembre 2026 | Lavanderia
Laboratorio
con Collettivo Astra e Margherita Potenza
19 novembre – 20 dicembre 2026 | Villa
Ilare e Qeu Meparishvili
Mostra di restituzione Atelier Elpis
28 novembre 2026 | Villa
Murmur Poetry Workshop
Laboratorio con Lisa Robertson e Kate Briggs
Dicembre 2026 TBD | Villa
Ensemble – pratiche plurali per co-abitare il presente
Laboratorio con Enrico Floriddia
12 dicembre 2026 | Lavanderia
Santa Lucia
di Giammarco Cugusi
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Fondazione Elpis
Villa
Via Orti 25, Milano
+39 02 89745372
Giovedì – domenica
Orario 12.00 – 19.00
FONDAZIONE ELPIS
Fondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis sostiene la produzione artistica contemporanea con un’attenzione particolare alle nuove generazioni, attraverso un programma articolato di mostre, residenze, laboratori, incontri e progetti diffusi sul territorio nazionale.
L’attività della Fondazione si sviluppa come piattaforma di ricerca e sperimentazione, capace di mettere in dialogo contesti, pratiche e linguaggi diversi, con uno sguardo rivolto a scenari che si collocano anche al di fuori dei circuiti tradizionali dell’arte contemporanea.
Con sede a Milano, nel quartiere di Porta Romana, Fondazione Elpis opera attraverso un sistema di spazi complementari dedicati all’esposizione, alla residenza e alla sperimentazione laboratoriale, pensati per accompagnare il lavoro degli artisti in fasi diverse del processo creativo.
L’identità della Fondazione è strettamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto nazionale diffuso che dal 2020 ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ogni regione. Nato dall’incontro diretto di giovani artisti con i luoghi e le comunità locali, il progetto promuove una pratica artistica fondata sulla relazione e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale dei territori.
BIOGRAFIE
Irene Angenica, curatrice indipendente e educatrice laureata in Arte Contemporanea e in Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Università e l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Ha svolto diverse collaborazioni in contesti istituzionali e indipendenti, alcune delle realtà con la quale ha lavorato sono: Artissima, MAMbo – Museo di arte moderna e contemporanea di Bologna, Threes Productions, MACBA – Museu de Arte Contemporani de Barcelona e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2019 ha frequentato CAMPO18 – corso per curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e ha co-fondato il collettivo curatoriale CampoBase, piattaforma itinerante che mira ad attivare processi collettivi di conoscenza attraverso pratiche discorsive e progetti artistici.
Dal 2021 al 2024 è stata coordinatrice delle attività educative presso il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma dove ha ideato e coordinato format educativi rivolti a diversi pubblici.
Dal 2024 è curatrice per la regione Lazio del progetto Una Boccata d’Arte di Fondazione Elpis, Milano.
Astra Astra Astra è un collettivo e studio creativo che progetta esperienze fuori dall’ordinario. Si muove con fluidità tra arte, cultura e pratiche corporee, curando incontri che mettono in relazione le persone in modi inaspettati ma raffinati, lasciando a ciascun partecipante un senso di consapevolezza sia personale che collettiva.
Il team, composto da professionalità eterogenee, combina un rigoroso lavoro di ricerca filologica e filosofica con una produzione e un’esecuzione precise e creative, sia per progetti propri sia per collaborazioni con brand, istituzioni e clienti privati.
Astra Astra Astra ricerca menti talentuose e non convenzionali, riunendole per dare forma a esperienze in continuo rinnovamento che ampliano la percezione e coltivano una presenza incarnata e consapevole. Crea così spazi in cui significati personali e collettivi possano emergere e svilupparsi in sintonia.
Yuval Avital, nato a Gerusalemme nel 1977, si è trasferito in Italia nel 2004, dove attualmente vive e lavora. Artista e compositore dalla pratica multidisciplinare, con oltre 30 mostre, numerosi concerti e rituali artistici all’attivo, crea microcosmi esperienziali contemporanei attraverso una vasta gamma di linguaggi: pittura, fotografia, scultura, installazioni sonore, videoarte, performance, composizione musicale e opere teatrali.
Le opere di Avital sono state presentate in musei, fondazioni, spazi culturali e grandi manifestazioni internazionali quali la MANIFESTA 13 di Marsiglia, la Gwangju Biennale in Corea del Sud, la Ostrale Biennale di Dresda, la Florence Biennale, la Biennale Le Latitudini dell’Arte (Genova/Göteborg), le Baths of Caracalla a Roma, il LOOP Festival di Barcellona, il Palais de Tokyo, il One World Trade Center, il MACRO Museum of Contemporary Art, la GAM Gallery of Modern Art, la Fondazione La Fabbrica del Cioccolato in Svizzera, la Chiesa di Sant’Antonio a Istanbul, il Marino Marini Museum, il National Museum of Science and Technology Leonardo da Vinci, la Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce e lo Israel Museum. Nel 2025 ha presentato due importanti mostre personali in Cina, presso HE Art Space a Pechino e presso Searching Art Center a Gulangyu, Xiamen.
Ha inoltre realizzato tre mostre personali in galleria: ETERE (2021) presso BUILDING Gallery, Milano; SONG OF THE CHIMERAS (2022) presso Gowen Contemporary, Ginevra; e CON L’ARGILLA DEI NOSTRI CORPI (2025) presso BUILDING, Terzo Piano, Milano.
Le sue composizioni, opere sceniche e concerti sono stati ospitati da teatri d’opera, festival e istituzioni quali il Teatro Regio di Parma, il Teatro Due di Parma, il Teatro Lirico Freni-Pavarotti di Modena, il Teatro Valli di Reggio Emilia, il Teatro Comunale di Como, il Musiktheater im Revier di Gelsenkirchen, il Centre Pompidou di Parigi, il National Conservatory of China, il Tel Aviv Museum, Palazzo Reale di Milano, il Warsaw Autumn Festival, il London Design Festival, il Brighton Festival, MiTo SettembreMusica, il RomaEuropa Festival e Matera European Capital of Culture.
Edizioni Brigantino nasce nel 2018 a Milano dall’incontro tra Valentina Lucchetti e Canedicoda. Nella loro pratica artistica ricerca e indagine alimentano un approccio intuitivo e utile al fine di elaborare logiche di costruzione e processi di realizzazione che tendano all’autonomia e al saper far da sé. Assieme sperimentano inoltre modalità di organizzazione di progetti curatoriali transdisciplinari e di formati atipici.
L’urgenza etica dell’immaginare nuove formule e metodi dell’abitare e del condividere luogo e pensiero, protende al generare momenti armonici e dimensioni di sintonia, in quanto ricerca espressiva e scambio possono essere di fondamentale importanza per aiutarci ad aprire un dialogo vivace con il tempo, attuale e proteso al futuro. Edizioni Brigantino sviluppa processi di condivisione, ricreando spazi, cucinando cibi, come forma d’incontro ed interazione con il pubblico.
Tra i progetti: Athletic food, Braille Satellite, Agosto 2019, Mushroom Manor Park – Vilnius; Selvatico Spot, Performative.01 Contact(less), Settembre 2021, MAXXI – L’Aquila; Bye the moon, Dicembre 2021, Spazio Contemporanea – Brescia; Meteo bar – Sol Invictus, Dicembre 2021, Istituto Svizzero – Milano; Liquido, Klub Taiga, Aprile 2021, NFQ – Milano; Rolling Info Point, Luglio 2021, Live Arts Week – Bologna; Lucino salita in viola, Settembre 2022 , Manifattura Tabacchi – Firenze; Alla presenza del crepitio , Settembre 2024, Fondazione Lac o Le Mon – Lecce; Sing along with a bird song, Dicembre 2024, Matteo Cibic Studio – Vicenza; Tra oggetti pensanti, Marzo 2025, Toast Project – Firenze; Athletic Lab, Aprile 2025, Dropcity – Milano; Chiomarosa, Maggio 2025, bruno – Venezia; Athletic food III, Maggio 2025, Zuma – Milano; Athletic food IV, Giugno 2025, Spettro – Brescia; Volante, Ottobre 2025, ArtVerona – Verona; Athletic food V, Musica per un giorno – anno X, Dicembre 2025, MO.CA – Brescia; Perchè i coralli non scrivono lettere, Aprile 2026, Motelsalieri – Milano; Bluastro, Luglio 2026, Re-mapped Summer Festival, Nomadic Creatures, Pirelli Hangarbicocca – Milano.
Dal 2022 curano CLACSON, una rassegna sonora e performativa in collaborazione con Palazzo Marchetti – sull’isola di Salina. Dal 2024 insieme a Marosi Festival e Amaneï formano il progetto collettivo Archivio Sonoro Sperimentale delle Isole Eolie. Con l’apertura del nuovo studio a Milano, dal dicembre 2023 ospitano POMERIDIANA, una piattaforma domestica per generare momenti di ascolto, di suono, di confronto, di assaggi e di legami. edizionibrigantino.com/
Kate Briggs è scrittrice, traduttrice ed editrice, vive a Rotterdam, nei Paesi Bassi, dove co-dirige la micro-casa editrice Short Pieces That Move! È autrice di The Long Form (Fitzcarraldo Editions & Dorothy, 2023), This Little Art (Fitzcarraldo Editions, 2017), Entertaining Ideas (Ma Bibliothèque, 2018), e I Am Not Ready, un pamphlet di poesie (SPTM, 2026). Ha tradotto recentemente due romanzi brevi di Hélène Bessette, che nel 1956 fondò la “Gang of the Poetic Novel”: Lili is Crying (2025) e Twenty Minutes of Silence (2026), pubblicati da Fitzcarraldo Editions & New Directions.
Giammarco Cugusi (Bergamo, 1991) vive e lavora a Milano. Si è laureato in Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università IUAV di Venezia e ha conseguito un Master of Fine Arts presso KASK, Gent (BE). È stato cofondatore e membro di XRIVISTA, rivista d’arte contemporanea, e 27metricubi, spazio nomade dedicato a giovani artist*.
Ha presentato progetti personali e collettivi presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, Mediterranea 17 a Milano, Manifesta 12 Collateral Events a Palermo, MACRO Museo di Roma, all’interno del programma Pensare come una montagna di GAMeC e ArtDate Festival a Bergamo, tra gli altri. Ha lavorato come educatore e arte terapista presso Comunità del Giambellino a Milano, sviluppando progetti di contrasto alla povertà educativa.
Attraverso narrazioni che intrecciano dimensioni personali e collettive, il suo lavoro crea situazioni aperte di riflessione, confrontandosi con le forme contemporanee del potere tramite gesti ironici, rituali e dissacranti. Le fratture della condizione contemporanea diventano spazi produttivi e strumenti critici per immaginare futuri collettivi e inclusivi, ripensando la vulnerabilità come uno spazio generativo.
Enrico Floriddia (Catania, 1984) è lavoratore dell’arte ed educatore. La sua pratica artistica tende verso lavori relazionali, offre situazioni di costruzione comune di sapere, invita in contesti oziosi e di cura, incita forme di amicizia. I suoi crucci sono l’equità, l’agentività e la reciprocità.
Dopo studi umanistici all’Università di Catania, si forma a Parigi presso l’ENS Louis Lumière (Photographie 2009-12), l’Accademia di belle arti di Stoccolma (Post-Master Decolonizing Architecture 2018-19) e l’ESACM (Post-diplôme Coopérative de recherche 2019-23).
Ha partecipato a programmi di ricerca transnazionali quali Trauma&Revival (Bozar, Cittàdellarte, kim?) e ENGAGE (Viafarini) nel 2017 e Bodies of Work (Dance House Lemesos) nel 2019.
I suoi lavori sono stati esposti a B7L9 (2025) Kunsthalle Exnergasse (2024), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, (2022), School of Waters, 19a Biennale del Mediterraneo – Galleria Nazionale di San Marino (2021), Das weisse haus (2019), Istituto Italiano di Cultura, Vienna (2019) Mains d’œuvres, (2017).
La sua pratica pedagogica è stata invitata presso ERG Brussels (2025), ABK Wien (2024), Museïon (2022), Kunsthalle Wien (2021), ed è stata impiegata presso l’Université Paris 8 (Photographie et art contemporain, 2017), EESI – European School of Visual Arts (2012-16).
è stato accolto come artista in residenza anche a CROSS PROJECT (2024), Impossible Library (2021), PARADISE AIR (2019) KulturKontakt Austria (2018), Wrocław European Capital of Culture (2016).
Co-organizzatore delle residenze d’artista bi- (2018-2021), Maremeo (con Salmastra dal 2024).
Dopo circa quindici anni all’estero, si ristabilisce a Catania entrando a far parte di Salmastra e fondando la residenza e sala di lettura paru paru (dal 2025).
Nata a Ibiza nel 1993, Carlota Gadea Marqués vive e lavora tra Berlino, Barcellona e Ibiza. È una compositrice e musicista la cui pratica si sviluppa all’incrocio tra suono espanso, performance e ricerca legata al luogo.
Lavorando principalmente con il suono – attraverso la sintesi analogica, le registrazioni sul campo, sistemi di accordatura alternativi e un’elaborazione intensiva – il suo lavoro esplora la trasmissione e la trasformazione materiale, esaminando come la percezione cambi in relazione allo spazio, alla scala e alla pressione ambientale.
Le sue composizioni nascono da territori specifici, suolo vulcanico, infrastrutture aride, ghiaccio in ritiro considerati come materia attiva piuttosto che come paesaggio passivo. Tratta il suono come mezzo per registrare il cambiamento. Oltre alla composizione e alle esibizioni dal vivo, sviluppa installazioni e opere performative in cui il suono interagisce con oggetti, allestimenti spaziali e immagini in movimento.
Il suo lavoro ha raggiunto alcuni dei palcoscenici più significativi della musica elettronica e contemporanea, da Atonal, By:Larm, Fabric e Berghain a sedi come la Neue Nationalgalerie, la Kunsthalle di Brema e l’IRCAM. Nel luglio 2023 ha remixato due brani dall’ultimo album dei Mount Kimbie per la Warp Records. Tra i suoi lavori più recenti figurano la colonna sonora di Turkish Delight (2023) di Pınar Öğrenci e la creazione di un’installazione sonora per l’Hadji Sy a Dakar (2023). Gadea ha inoltre collaborato al progetto Lovotic (2022) del Soundwalk Collective insieme a Charlotte Gainsbourg, e attualmente sta componendo brani per il loro prossimo album, Invisible Landscape (2026), con la partecipazione di Jim Jarmusch e Willem Dafoe.
Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico.
Benjamin Jones (Reading, UK, 1994) ha studiato alla Bath School of Art and Design e attualmente vive e lavora a Londra. Tra le mostre recenti: Odd Sympathy, Santi, (Londra, 2026); One Particle of an Inch (Lisbona 2025); To Live Inside a Second, Una Boccata d’Arte (Pieve Tesino, 2023); The Actual Life of a Thought (solo), LOOM Gallery, Milano (IT, 2023); A Section of a Living Circle, Galerie Heimat, (Saint-Rémy-de-Provence, 2023); Between Our Sense of Then and of Today (solo), Michael Pennie Gallery, Bath (UK, 2022); Post No Bills (doppia personale con Stephan Keppel), The Koppel Project Hive, Londra (UK, 2022); Residency 4: Benjamin Jones and Ilektra Maipa, Gonzo Unit, Salonicco (GR, 2022); Passive Aggressive (doppia personale con Robert Luzar), 36 Gallery, Newcastle (UK, 2021); Something, Like Nothing, Happens Anywhere (solo), Camera Austria, Graz (AT, 2021); 4 frogs, DUM Project Space, Ljubljana (SI, 2021); Analogue Processes (solo), Antonini, Milano (IT, 2020); Glashaus (doppia personale con Alexandra Gschiel), Schaumbad – Freies Atelierhaus, Graz (AT, 2019). Nel 2016 e 2017 è stato graduate fellow presso Spike Island, Bristol, e il suo lavoro è stato pubblicato su Photomonitor, Tall Poppy Press, Camera Austria e altre riviste d’arte.
Anita Lorusso classe 1996, pugliese, si forma professionalmente presso Dancehaus di Susanna Beltrami a Milano. Lì ha la possibilità di conoscere e approfondire diverse tecniche della danza contemporanea, modern, performance e improvvisazione. Si diploma e inizia a lavorare con la compagnia Dancehauspiù. Partecipa all’ installazione video e suono di Yuval Avital “Foreign Bodies”(Valle di Blenio in Svizzera nel 2017, Milano poi nel 2021). Danza nell’opera lirica “Don Giovanni-il dissoluto punito” (Milano, Firenze) di Mozart prodotta da Fornasetti. Collabora con il BTT per lo spettacolo di improvvisazione “Concept 1”. Danza in “Vitrae Vultus” (Milano),”Pasiphae” (Ravenna, Ferrara, Milano, Hannover) e “Tutti sono Lorca” (Milano) di Diego Tortelli prodotte da Aterballetto. Danza per Macia Del Prete in “Body things” (Milano, Napoli, Pescara, Roma) prendendo parte al Collettivo Trasversale. È membro del corpo di ballo nello show televisivo “Da Grande” di Alessandro Cattelan su Rai Uno con coreografie di Nathan Clarke e dello show “Ci vuole un Fiore” e “Ci vuole un Fiore 2” di Francesco Gabbani con coreografie di Luca Paoloni. X Factor con coreografia di Laccio. È parte del corpo di ballo durante la serie di concerti di Claudio Baglioni “tutti su! 12 note” 2022 con coreografie di Giuliano Peparini (Roma, Siracusa e Verona) e sempre di Claudio Baglioni nel successivo tour outdoor ¨A tutto Cuore¨ 2023/2024 (Roma, Verona, Palermo, Bari). Danza durante la Cerimonia di Apertura della FIFA World Cup Qatar 2022 in un corpo di ballo di 76 danzatori con coreografie di Laccio. È parte della mostra di YUVAL Avital “Mostrario II” al Regio Parma Festival 2022, in un’installazione video sonora. Interpreta in una trasposizione da Podcast a spettacolo teatrale diretta da Filippo Ferraresi, accanto all’attore Francesco Migliaccio in “Demoni Urbani, Amori Tossici” 2023/2024 (Milano, Roma, Torino, Bologna) Parte del cast dell Arabian Gulf Cup opening ceremony 2024 con Balich Wonder Studio. Appare nel documentario “Vado verso dove vengo” (Mediterraneo Cinematografica) e in alcuni film come “Lo spietato”, “Divine”, “the man with the answers”. Recita un ruolo come attrice nel film “Cattiva strada “(2026) diretto da Davide Angiuli Compare in video musicali (Chris Costa, Iosonoaria, Chris Lee, Samuel Storm, Dorso, Roshelle, Arisa, Virginio, Ligabue, Marco Mengoni, Jovanotti, Tony Scorpioni, MECNA) in pubblicità (Coca Cola, Tacchini Forniture, Yamamay, Grand Vision, Nomination, Nike, Fiat500, Fred Perry, KFC, Pupa Vamp!, Twin Set, Ferragamo, YOOX, Ray Ban, Yomo, Gorgonzola, Fiat Panda) e magazine (Mia Le Journal, Grazia,Donna Moderna, Youthies, DareClan Magazine).
Sarah Margnetti (Monthey, Svizzera, 1983) vive e lavora a Bruxelles, Belgio. Ha conseguito un Bachelor of Arts in Arti Visive presso l’École cantonale d’art di Losanna / ECAL e un Master in Arti Visive presso la Geneva University of Art and Design. Ha inoltre completato un tirocinio pratico presso l’Institut Van der Kelen-Logelain di Bruxelles, dove si è formata nella pittura decorativa — una scuola che dal 1882 tramanda l’arte e le tecniche di questa disciplina.
Spostandosi con intuito tra medium e scale diverse, Margnetti realizza murales, tessuti, mobili e interventi architetturali. Nei suoi dipinti utilizza tecniche mutuate dalle tradizioni decorative — come il trompe-l’œil, l’illusionismo artigianale e il vocabolario visivo dell’ornamento d’interni — per piegarle verso altri fini: figure che scorrono senza soluzione di continuità sulle superfici e cambiano forma, rivelandosi solo in frammenti, resi in contrasto stilistico rispetto agli elementi architettonici in trompe-l’œil meticolosamente eseguiti. Le sagome si intravedono attraverso gli strati, senza mai giungere del tutto. I dipinti non si limitano a stare appesi alla parete: la negoziano, modellando il modo in cui i corpi si muovono, lo sguardo viene invitato o trattenuto, e lo spazio espositivo diventa un’atmosfera piuttosto che un contenitore.
Qeu Meparishvili (Tblisi, Georgia,1995) vive e lavora a Tbilisi. La sua pratica artistica, che spazia tra scultura in argilla e installazione, è profondamente influenzata dal contesto culturale del suo paese. La sua ricerca indaga temi legati alla mitologia, alla natura umana e alla vita dopo la morte, traducendoli in forme simboliche e poetiche. Ha studiato presso la Film and Theatre University e al Center of Contemporary Art di Tbilisi. Ha partecipato a residenze artistiche internazionali come la Salzburg Summer Academy, Salisburgo (AT, 2017) e Morpho, Anversa (BE, 2023). Tra le sue principali mostre personali e collettive figurano: Grey is the Cube, Blue the Ellipse, Maison de la Culture d’Amiens – MCA, Amiens (FR, 2025); A Chimera’s Memorial, E. A. Shared Space, Tbilisi (GE, 2024); SIXROOMFLAT, Tbilisi (GE, 2024); Delving into Bones Liquor, Morpho, Anversa (BE, 2023); Tsinamdzgvrishvili 49 / Mazniashvili 10, LC Queisser, Tbilisi (GE, 2023); Quiet! Someone’s Singing on a Mountain…, Tbilisi (GE, 2023).
Murmur è un collettivo di poesia contemporanea che nasce a Milano nell’inverno 2022 con l’idea di riprendere l’arte poetica partendo dall’incontro. Il collettivo è stato fondato da Maria Luce Cacciaguerra e Greta Sugar, ed è curato e portato avanti da Maria Luce Cacciaguerra e Allison Grimaldi Donahue. Organizzano letture e workshop di poesia.
Maria Luce Cacciaguerra (Palermo, 1997) la sua ricerca nasce nell’ambito della poesia concreta. Nel 2022 ha fondato il collettivo Murmur ed è direttrice della collana Remedia per Pungitopo. Ha recentemente curato la pubblicazione Almanacco Murmur (Paint It Black). Vincitrice del Premio Meridiana, promosso dal Museo Madre, attualmente è in mostra con il progetto Santa du pao oco. È stata selezionata per Dial-A-Poem Italy, in collaborazione con il John Giorno Poetry System.
Allison Grimaldi Donahue (Middletown, Connecticut, USA), poeta e traduttrice, è autrice di The History of Breathing (2025), OnEndings (2019) e Body to Mineral (2016). Recentemente ha realizzato performance poetiche, installazioni e azioni collettive presso Fondazione Peggy Guggenheim Venezia, Luci d’Artista Torino, MACTE Termoli, Museo Madre Napoli, Kunsthalle Bern, Sonnenstube Lugano, ShortTheatre Roma, e Prosopopoeia Vienna. È vincitrice del Premio dell’Italian Council per lo Sviluppo dei Talenti e del Premio Gallarate. Ha conseguito un PhD in filosofia presso la European Graduate School.
Luca Petti (Benevento, 1990) vive e lavora a Milano. Ha conseguito il Diploma accademico di II livello in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua ricerca si concentra sul rapporto distopico tra umano, specie animali e organismi vegetali, osservando le trasformazioni prodotte dall’azione antropica sugli ecosistemi e sulle forme di vita. Attraverso sculture, installazioni e processi di innesto, integra frammenti biologici e materiali organici nel corpo dell’opera, ridefinendo la scultura come organismo ibrido e in mutazione. Tra le mostre recenti si segnalano ARCHETYPE, Galleria Alessandro Albanese, Chiesa del Purgatorio, Matera; L’istinto ha preservato la mia specie, La Santissima – Community Hub, Napoli; WAS ERLAUBEN STRUNZ, Mars, Francoforte; Riportando tutto a casa, Museo delle Navi di Nemi; e le personali Precipitazioni sotto il livello del mare, Careof, Milano, e Processi di domesticazione espansa, Museo di Storia Naturale, Verona. Ha vinto il Combat Prize e il Premio RAR – Residenza Artistica Rurale.
Maria Positano (Londra, 1995) è un’artista visiva ed educatrice attualmente basata a Napoli, Italia. Positano ha completato la sua formazione a Londra, conseguendo un BA in Belle Arti presso City & Guilds of London Art School (2018) e un MA in Scultura al Royal College of Art (2023).
Essendo cresciuta e avendo vissuto in diversi paesi, la sua pratica nasce da un senso di identità plurale e da uno stile di vita itinerante. Il suo lavoro si concentra sul corpo come spazio relazionale. Attraverso forme ibride, materiali fragili e di scarto e pratiche di riuso. Positano esplora la tensione tra difesa e vulnerabilità e tra sé e l’altro creando narrazioni aperte e poetiche.
Ha ricevuto diversi premi, tra cui l’ALA for Art Acquisition Prize (ALA Corporation, Napoli, IT, 2025), MADE IN Award (Artissima, Torino, IT, 2025), Gilbert Bayes Award (Royal Society of Sculptors, Londra, UK, 2024), Artist in Residency Award (South Thames Colleges Group, Londra, UK, 2023). Positano ha inoltre partecipato a numerose residenze internazionali presso: Sixi Museum, Nanjing, CN (2026); StudioBlock M74, Città del Messico, MX (2021–22); JETLeg, Monaco di Baviera, DE (2022); AKIEZ, Enschede, NL (2017). Tra le esposizioni recenti figurano: SP-Arte, San Paolo, BR (2026); Artissima, Torino, IT (2025); ARCO, Lisbona, PT (2025); Il peso del vuoto, Museo MARec, San Severino Marche, IT (2024); Not from This Place, Nashira Gallery, Milano, IT (2024); Studio Responses #4, Saatchi Gallery, Londra, UK (2024); MATTER, Flowers Gallery, Londra, UK (2023); Beyond the Matter, Galerie Der Künstler*innen, Monaco di Baviera, DE (2023).
Come educatrice, Positano integra l’insegnamento con la pratica artistica: ha condotto workshop e attività di mentoring in diversi contesti scolastici e culturali.
Margherita Potenza è un’artista e creatrice di gioielli interessata agli oggetti legati al corpo e alle opere site-specific. I diversi media che utilizza sono accomunati da un tema centrale: il corpo. Il corpo è il fulcro della sua ricerca e della sua pratica artistica e rappresenta il terreno comune che unisce le varie forme espressive con cui sperimenta. In particolare, i concetti di valore, potere e resilienza connessi al corpo e agli oggetti che a esso si relazionano sono i temi che la interessano maggiormente.
Threes Productions è un’agenzia creativa impegnata nella sostenibilità culturale che sviluppa e promuove progetti sperimentali nell’ambito della musica e dell’arte con un approccio ecologicamente consapevole. È una piattaforma multidisciplinare guidata dalla ricerca e dall’innovazione, le cui attività spaziano dalla produzione e curatela di eventi alla pubblicazione di musica e contenuti editoriali.
Nel corso degli anni, Threes Productions ha ideato e collaborato a numerosi progetti, tra cui curatele musicali e artistiche per Pirelli HangarBicocca, MANIFESTA Palermo, Teatro Franco Parenti, MAXXI, FOROF, Spazio Maiocchi, Fondazione Elpis e molti altri. Inoltre, Threes Productions è, insieme a Fondazione Tones on The Stones, organizzatrice del Nextones e ha recentemente lanciato il progetto editoriale Terraforma Journal.
Cia Rinne lavora attraverso le lingue con opere di testo e sonore, performance e cinema. È autrice di quattro raccolte di poesia, l’ultima delle quali sentences, selezionata per il Prix du livre d’artiste Bob Calle, nonché di libretti, tra cui il più recente Wasting my Grammar, una partitura vocale per il Neue Vocalsoliste, e Cassandrama per Agata Zubel e Patricia Kopatchinskaya. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale in gallerie e musei, più di recente alla Marabouparken konsthall di Stoccolma e al Museo d’Arte di Rauma in Finlandia. Cia ha ricevuto il Prix littéraire Bernard Heidsieck–Centre Pompidou nel 2019 ed è Fleck Fellow presso il Banff Centre for Arts and Creativity nel 2026. Cia vive e lavora a Berlino.
Lisa Robertson è poeta, saggista e romanziera canadese, vive in Francia. Riverwork, il suo secondo romanzo, è stato appena pubblicato da Coach House Books (Nord America) e Peninsula (Regno Unito ed Europa). Il libro rappresenta un luogo, Parigi, attraverso un contro-sistema occulto di sparizioni e flussi: un fiume industriale sepolto; il lavoro femminilizzato; la dissoluzione corporea dell’età; la storia tessile; archivi d’ombra, che attivano una prosa barocca. Tra i suoi libri precedenti figurano il poemetto Boat e il manifesto sulla menopausa Proverbs of a She-Dandy.
The Boys and Kifer (TBAK) è un’entità collettiva e transitoria nata nel 2014 come band fittizia, posizionata sulla soglia immaginifica tra il sistema dell’arte e il mondo musicale. La sua ricerca si è concentrata inizialmente sulla relazione tra individuo e comunità, definendosi un collettivo plurale anche quando era costituito da un’unica persona. In questo modo ha sperimentato costellazioni di alleanze multiformi e instabili tra artistɜ, performer, teoricɜ e musicistɜ, e ha prodotto collaborativamente EP, album, video musicali ed eventi performativi.
A partire dal 2020, TBAK ha assunto più letteralmente la configurazione di collettivo, ed è composto oggi principalmente da Roberto Casti, artista visivo, e Marco Rossi, antropologo culturale. Al centro della sua riflessione si è così posta l’elaborazione di processi di commoning, piattaforme orizzontali in cui sperimentare forme di socialità non gerarchiche attraverso la condivisione di pratiche e saperi musicali. Nel progetto Each Other Again, l’ascolto e l’improvvisazione sono diventati strumenti performativi per immaginare pedagogie radicali e modelli aggregativi.
I progetti di TBAK sono stati presentati in contesti molto diversi come Marsélleria (Milano), Accademia di Brera (Milano, OGR (Torino), PAV (Torino), spazi indipendenti e bar della Sardegna. I workshop di Each Other Again sono stati ospitati presso MACRO a Roma, Radunanza – CAMPO23, UVA Programme, Osservatorio Futura, C.I.Q. – Centro Internazionale di Quartiere di Milano e Cripta747 a Torino.
Lorenzo Zerbini (Dolo, 2000) vive e lavora tra Vienna e Venezia. Si è formato presso l’Università IUAV di Venezia e l’Università di Arti Applicate di Vienna. Nel suo lavoro indaga la complessità delle relazioni tra l’umano e le sue alterità più che umane. La sua pratica, di natura prevalentemente scultorea, incorpora una varietà di materiali, tra cui: sapone, cera, pesticidi, semi, rame, bioplastica, profumo. Nelle sue opere si confronta con l’indesiderabile, l’emarginato, il trascurato, l’Altro inappropriato. Lumache, piante invasive, mosche e parassiti sono alcuni tra gli esseri con cui, e attraverso cui, si impegna a riflettere, al fine di sfidare narrazioni dominanti sulla natura e reimmaginare forme di convivenza più eque. Alcune mostre recenti includono: Artissima Fair (IT), Schloss Hollenegg (AT), Fondazione Bevilaqua la Masa (IT), Fondazione Earth (IT), Fondazione Francesco Fabbri (IT), Noorderlicht Biennale (NL), SCHAURAUM Museum Quartier Wien (AT), Stockwerk Projectspace (DE).