Di cosa parla questo libro? Di soluzioni e/o danni già verificati distruggendo il wellfare state (ospedali, strade, pensioni, scuole…)
Un esempio concreto sono gli attuali e futuri altissimi costi di manutenzione e potenziamento delle reti elettriche; per lo sviluppo dei data center per l'”Intelligenza Artificiale”; che ha sempre più bisogno di acqua ed energia elettrica.
Già oggi negli Stati Uniti, si verificano scontri con i cittadini che non vogliono i data center nei loro territori per non pagare di più la bolletta della luce.
D’altro canto, Trump sta cercando di trasferire allo Stato i titoli che riguardano L’IA, che hanno raggiunto altissime quotazioni; considerate di molto sopravvalutate, rischiano, per gli alti costi di manutenzione, di creare una catastrofe economica per tutto l’Occidente, simile al 1929.
Questo libro è stato scritto da Massimo Florio, laureato all’Università La Sapienza di Roma e allievo di Federico Caffè a sua volta autore di “In difesa del welfare state“.
- Si tratta di un’analisi sulle prime preoccupazioni relative al possibile smantellamento del welfare state.” (wellfare state è il sistema con cui lo Stato protegge/proteggeva i cittadini e garantiva i servizi base come: sanità, istruzione e pensioni).
- il punto di partenza è la semplice osservazione di quanto già avvenuto altrove; negli Stati Uniti a partire da Reagan, in Inghilterra a partire dalla baronessa Margaret Thatcher, sino a quanto accadde, economicamente parlando, in Cile; dopo la caduta di Pinochet e l’arrivo della finanza americana con i Chicago Boys; gruppo di economisti cileni ( formati negli anni cinquanta e sessanta all’Università di Chicago sotto la guida di Milton Friedman).
- Le economie si possono risanare con sacrifici enormi richiesti alle classi lavoratrici; obbligandole ad accettare periodi difficili; dopo eventi choc che spaventano il popolo al punto da fargli accettare un grave peggioramento economico. La speranza promesssa, è di un miglioramento futuro. Miglioramento che avviene quasi sempre, ma per una precisa fascia sociale, lasciando una grande maggioranza sempre più povera e con sempre meno diritti.
Il Capitale contro lo Stato. L’intelligenza sociale e il futuro della democrazia
Una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.
«Ogni ospedale, chiosa Florio, è oggi come un Palazzo Inverno: un luogo materiale e simbolico da cui ripartire per lavorare sulle molte riappropriazioni che speriamo avvengano nel futuro» – Angela Condello, Il Manifesto
«Florio tratteggia una strategia che passi attraverso l’alleanza fra Stato e comunità. Una mobilitazione dal basso, democratica, di riappropriazione e rivitalizzi l’azione dello Stato che argini l’avanzata dell’oligarchia» – Luca Miele, Avvenire
«Bye bye Thatcher! Lo Stato vince e vale un capitale… Nel libro l’emerito di scienza delle finanze dell’Università di Milano fa quindici esempi di imprese a missione pubblica che potrebbero sfidare gli oligopoli privati, dai satelliti alla logistica. La circostanza che sin qui nessuno li abbia scalfiti significa solo che bisogna tentare ancora, tentare meglio. Questo libro è pieno di buoni spunti» – Riccardo Staglianò, Il Venerdì, La Repubblica
Nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato.
Oggi non offre solo salute, previdenza, istruzione: è chiamato a
- produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo – climatica, demografica, digitale – sono semplicemente ingestibili.
Questa espansione entra in collisione con l’accumulazione illimitata di capitale oligopolistico, dalle Big Tech alla finanza, dall’Oil&Gas al militare.
Da qui l’attacco sistematico allo Stato:
- non un errore, ma una strategia.
Massimo Florio legge in questa offensiva il vero filo rosso che lega il neoliberismo di Thatcher e Reagan, le fallimentari “terze vie” e l’attuale ondata reazionaria.
Oggi, dietro la retorica di Trump e delle nuove destre, riemerge
- una pulsione distruttiva che mira a ridurre le istituzioni pubbliche a strumento delle oligarchie.
Contro questa deriva, Florio propone una prospettiva alternativa:
uno Stato post-capitalista, capace di creare innovative imprese a missione pubblica, promuovere un’economia dei beni comuni e interagire con comunità di cittadini consapevoli della propria condizione di espropriati della conoscenza.
Propone l’intelligenza sociale come paradigma che va oltre l’intelligenza artificiale.
Il Capitale contro lo Stato è una riflessione radicale ma immediatamente praticabile, che prova a rispondere a una domanda cruciale: che cosa può venire dopo il capitalismo oligarchico, senza rinunciare alla democrazia e all’idea stessa di pubblico. Lo scontro decisivo del nostro tempo è tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche.
———— COPERTINA: ” L’isola galleggiante senza inquinamento ” 2010 – particolare di un progetto di Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –