Libri per viaggiare – come? Anche stando a casa si può viaggiare con la fantasia o leggere prima di partire

Chi è il viaggiatore?

Il viaggiatore è colui che vive il viaggio come  una vera grande gioia per gli occhi, per la mente, per il gusto, ma anche per l’olfatto; tutte sensazioni che il turista non riesce a recepire così profondamente.

I sapori diversi dei cibi per il viaggiatore sono una scoperta, il turista cerca lo spaghetto al dente, o la pizza!

Un piccolo bungalow in legno sulla spiaggia solitaria, per il viaggiatore è il paradiso, per il turista è una noia mortale!

Il viaggiatore legge e studia per un anno il suo itinerario e poi gode appieno della sua realizzazione; pronto anche ad affrontare qualche imprevisto.

Il turista guarda su internet, vede le località più fotografate e affronta anche code interminabili, per postare quella foto con se stesso in primo piano; come una pecora del branco e si sente felice!

Ogni viaggio, fosse anche unicamente mentale, può essere un passo avanti della nostra conoscenza; un’apertura per la nostra mente.

Quello che fa la differenza è sempre la nostra disponibilità mentale a capire e scoprire.

Viaggiare è anche rileggere alcuni classici che, lontano dai banchi di scuola,  ci sveleranno un mondo affascinante che, forse, ci era sfuggito … o gli insegnanti non furono capaci di coinvolgerci adeguatamente. Oppure, la nostra giovane età fu sorda a certi richiami.

Più sotto, trovate un elenco di libri di viaggio più recenti, ma assai interessanti per chi vuole apprendere l’arte del viaggiare.

UN VIAGGIO NELLA GEOGRAFIA E NEL TEMPO

Un libro storico, ma che ogni viaggiatore o curioso dovrebbe conoscere, per imparare a vedere e capire i paesi lontani; attraverso la loro vera storia.

Il turista prende un aereo e si ritrova dall’altra parte del mondo in un albergo dove vive e mangia come a casa.

Questo libro, invece, vorrebbe stimolare il turista a diventare viaggiatore, a guardare oltre …, con occhi diversi perché il suo viaggio sia anche fonte di maggior soddisfazione e miglioramento di sé; un arricchimento reale, compreso l’appagamento del comprendere qualcosa di sconosciuto.

Solo così il viaggio, fosse anche unicamente mentale, è un passo avanti della nostra conoscenza; un’apertura per la nostra mente.

A partire dal 1200; curiosi, avventurieri e mercanti raggiunsero luoghi mai visti dagli Europei. In realtà già i greci ci hanno lasciato numerose relazioni di viaggio come Erodoto e Pausania. Altro greco che meriterebbe di essere letto è Senofonte che ci racconta della marcia militare dei Diecimila.

Ben presto sulla conoscenza di nuove civiltà e loro comprensione, prevalsero gli interessi economici e uomini senza scrupoli partirono armati; pronti anche ai massacri di massa.

Segnalo un libro: “Il grande racconto dei viaggi di esplorazione”, di Attilio Brilli, Mulino editore; che è la cruda realtà storica, ma la verità ha sempre qualcosa da insegnare.

Alcuni temerari vollero portare il verbo di Cristo e la nostra civiltà oltre le frontiere conosciute, ma presto molti si rivelarono simili ai  mercanti sapienti, coraggiosi, ma anche molto astuti e senza scrupoli.

Si arrivò così ad  una  conquista violenta, colonialista da parte di predatori e sfruttatori.

Oggi, ci ritroviamo di fronte ad una cultura omogeneizzata e appiattita al ribasso; certamente

  • un passo indietro dai momenti in cui prevalse anche un minimo di umanità e la schiavitù venne seriamente combattuta e condannata.

I viaggi di vera scoperta, sono riservati a pochi antropologi e specialisti che sanno e seppero dare al mondo intero ottime opportunità di miglioramento; dalle medicine, ai nuovi prodotti agricoli e alla conoscenza in generale.

Quello che fa la differenza è sempre la nostra disponibilità mentale a capire e scoprire.

Possono aiutare la nostra fantasia,  anche alcuni libri del passato come: ” Voyage d’outre mer “, di John Mandeville; nome immaginario di un viaggiatore inglese, ma il vero autore sarebbe il medico Jean de Bourgogne (m. Liegi 1372). Il libro è stato tradotto in  numerose lingue.

I viaggi di Mandeville (in inglese The Travels of Sir John Mandeville è un racconto di viaggio del 1300, firmato Jehan de Mandeville, tradotto in inglese con sir John Mandeville. In realtà si tratta di un testo che appartiene al filone del viaggio inventato, falsamente attribuito ad altri, sulla scia delle grandi esplorazioni geografiche, ben  prima che si imponesse un’autentica cultura scientifica dell’esplorazione. Si tratta di  un viaggio immaginario, che fu creduto autentico per almeno due secoli; gli stessi Cristoforo Colombo e Martin Frobisher, furono notevolmente influenzati da quest’opera, nonostante le descrizioni di cose irreali e di natura fantastica.

L’enciclopedia Teccanio specifica che: “l’opera fu nota a Leonardo da Vinci (che la cita in un foglio del Codice Atlantico tra i libri posseduti: Giovan di Mandinilla) e a Cristoforo Colombo (secondo alcuni avrebbe fatto parte delle letture in base alle quali Colombo concepì la sua impresa)”.

Un lungo viaggio in Oriente e nei luoghi Santi, dei quali si racconta quello che ai lettori piaceva sentirsi dire:

-portentose meraviglie

-sfingi, sirene, grifoni …  esseri mostruosi donne-drago … uomo-capra …

Mandeville racconta di essere arrivato, ai piedi del monte del Paradiso Terrestre…

E per continuare a leggere di viaggi e sognare, non dimentichiamo Ariosto, Torquato Tasso, Cervantes, Shakespeare … rileggendoli, ci sveleranno un mondo affascinante.

Altri libri di viaggio, meno impegnativi;

“LE MERAVIGLIE DEL MONDO ANTICO” di V.Massimo Manfredi; tutti i suoi libri meritano la lettura; la vera storia che non annoia mai.

“Un anno in Provenza”; di Peter Mayle. Amerete la Provenza per tutto il resto della vostra vita.

“Homo Deus”, di Yuval Noah Harari. Dalla preistoria al futuro; i pericoli per l’uomo visti da uno studioso geniale.

Richard F. Burton: ” L’Oriente islamico “, editore IBIS; Burton ci spiega l’oriente di allora, ma ci aiuta anche a capire quello di oggi.

“Ombre sulla corrente” di Paolo Rumiz; uno scrittore che merita di essere letto e conosciuto.

“Patagonia aExpress” di Luis Sepulveda, per viaggiare in Patagonia anche solo con la fantasia.

“L’arte della guerra” di Sun Tzu; un classico antico e sempre moderno.

Tiziano Terzani; tutti i suoi libri meritano di essere letti.

Freya Stark: ” Le porte dell’Arabia “, editore Guanda; viaggiare è ignorare i fastidi del quotidiano, immergersi nel nuovo o nell’antico con tutto il nostro io e uscirne rinnovati e migliori. Viaggiare; avere l’umiltà di imparare, sempre.

VITA SACKVILLE WEST. Una grandissima e coltissima scrittrice e viaggiatrice.  Della West, segnalo per primo un libro non di viaggio: “OGNI PASSIONE SPENTA“, ed. Mondadori Oscar; ogni donna dovrebbe leggere questo ironico testo, per comprendere come si possa essere profondamente giovani anche a ottant’anni. Un libro per costruirsi una personalità che le permetta di affrontare con gioia anche la vecchiaia. Altri libri, questa volta di viaggi, della West; “Passaggio a Teheran“, ed. Il Saggiatore.  Vita  racconta il suo avventuroso viaggio in un paese ancora selvaggio, gli orizzonti sconfinati cercando di seguire i percorsi di Alessandro Magno… “Il più personale dei piaceri“: il viaggio.

Colin Tubron “In Siberia” “Oltre la muraglia” “Ombre sulla via della seta”…; un autore di libri che ci avvicinano al fascino dell’Oriente.

” Istanbul “, di Orhan Pamuk (2006 Premio Nobel per la letteratura), ed.Einaudi, 18,50€. Lo scrittore qui narra la sua infanzia nel grande palazzo di famiglia, che ora è un museo; con minuziose descrizioni dei panorami della sua città. Il libro è anche un’eccellente guida per conoscere la città attraverso i profili dei minareti, lo scintillio delle cupole delle moschee e del Mar di Marmara e viverla dai punti privilegiati di chi vi abita e la conosce bene.

“La via per l’Oxiana” di Robert Byron, ed Adelphi, La BIBBIA del viaggiatore: Venezia, Cipro, Palestina, Siria e poi verso quella terra che sta tra l’Afghanistan, l’altopiano iranico e l’Oxiana procedendo sulle orme di Alessandro Magno e Marco Polo.

“Anatomia dell’irrequietezza” di Bruce Chatwin, Da leggere, come tutti i suoi libri; se amate viaggiare.

Emozioni su San Pietroburgo: F. Dostoevskij, “Cronaca di san Pietroburgo” “L’idiota” “Le notti bianche” “Povera gente”; i grandi sono pochi e sono sempre riconoscibili.

“Diario proibito la verità nascosta dell’assedio di Leningrado”, di Ol’ga Berggol’c.

” Mille passi sulla Nevsky” di Nat Bloom; da leggere per conoscere una storia immaginaria, ma non troppo, sugli ultimi anni degli zar.

UN PICCOLO LIBRO, SEMI SCONOSCIUTO, MA CHE PUO’ SCRIVERE SOLO UN GRANDE SCRITTORE. Guy Maupassant:” Sull’acqua. Da Saint-Tropez a Montecarlo “; editore IBIS.  Solo circondato dalla natura il grande scrittore, riflette al lettore splendide immagini e lo fa viaggiare di fianco a lui.

Byron ci insegna a viaggiare con la testa. “la mia copia personale mi accompagna da quando avevo 15 anni” così diceva del libro “La via per l’Oxiana“, il notissimo viaggiatore-scrittore: Bruce Chatwin.

“NEL TURBINE DELLA STORIA” ”  AUTORITRATTO DI UN REPORTER” “IL CINICO NON E’ ADATTO A QUESTO MESTIERE” “EBANO” “IMPERIUM” “SHAH IN SHAH” “CON GLI ALBERO CONTRO” “CRISTO CON IL FUCILE IN SPALLA” ” IN VIAGGIO CON ERODOTO “; per imparare a viaggiare e capire il mondo, scritto da un grande viaggiatore, giornalista e scrittore:  R.Kapuscinsky.

“Segreto Tibet” di Fosco Maraini; tutti i suoi libri meritano di essere letti; ci parla di esperienze personali ed anche della prigionia, con tutta la famiglia, in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale.

” LA BAIA DI LORENZO ; D.H.Lawrence a Fiascherino “, edizioni Cinqueterre. Un delicato e realistico racconto dell’amore incondizionato per il mar Ligure e del contrastato legame con l’adorata Frieda; un grande scrittore che amò un angolo d’ Italia e lo descrisse mirabilmente.

” Sotto il sole d’Italia “; un altro bel libro di D.H. Lawrence, innamorato dell’Italia, anche negli ultimi momenti della sua vita.

-Umberto Eco: ” Storia delle terre e dei luoghi leggendari “: un viaggio in terre e luoghi che in passato hanno creato e alimentato sia chimere, che illusioni e/o utopie. Non importa quanto reali, hanno comunque dato vita a veri, più o meno consistenti, “flussi di credenze”, su questo Eco indaga e ci sollecita ad indagare.

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Due parole sul colonialismo

Il viaggio non fu estraneo al colonialismo…

Cos’è per me il colonialismo ?

Il colonialismo,  riguarda da vicino la cultura europea/americana, la tratta degli schiavi dalla quale non furono estranei nemmeno gli arabi, ma anche la parte di Asia che oggi si sta arricchendo, per esempio, con miniere altamente inquinanti nei paesi più poveri; dove la gente e i bambini muoiono anche solo per l’acqua che bevono.

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Il libro “KIM”, fu scritto da Rudyard Kipling e pubblicato nel 1901

Qui troviamo tutto il fascino dell’India e di personaggi fantastici.

Nel testo, Kim fa amicizia con un vecchio monaco buddista (un lama) e parte con lui in viaggio attraverso l’India per cercare un fiume sacro.

Una sorprendente erudizione e la qualità del narratore

” … una patina di nostalgia dell’avventura “

Kim è molto più di un romanzo inventato

Impercettibile il confine fra verità e immaginazione

“KIM” è il duello fra la Corona (inglese) e lo Zar nel “Grande Gioco”.

Altro libro che si rifà a KIM”

“Sulle tracce di Kim”. Il grande gioco nell’India di Kipling”

di  Peter Hopkirk

Libro di viaggi e insieme detective story letteraria, il libro di Hopkirk riporta alla luce le ombre di un passato pieno di intrighi e di colpi di scena, combina una sorprendente erudizione con una qualità di narratore, e ci consegna un’immagine indimenticabile dell’India di ieri, dell’India di sempre.

«Un diario di viaggio incantevole e meravigliosamente scritto che affascinerà anche chi non ha mai letto Kim» – Robert Carver, The Scotsman

«Un reportage letterario che intreccia il ritratto del subcontinente e dei suoi intrighi con la biografia di Kipling» – Cesare Marinetti, Tuttolibri

«Non c’è verso: la fascinazione di Hopkirk riverbera nel suo narrare, stende una patina di nostalgia dell’avventura che finisce per avvolgere il lettore» – Tiziano Gianotti

«Hopkirk aveva un debito col Kim. E tale da mutare “l’indirizzo” della sua vita. Scrivere queste venturose pagine è stato il suo originale modo di ripagarlo» – Massimo Onofri, Avvenire

Questo libro è per tutti gli amanti di Kim, il capolavoro con cui Ruyard Kipling celebrò la vita del subcontinente indiano, il “fardello dell’uomo bianco” imperiale e inglese, il duello fra la Corona e lo Zar nel “Grande Gioco”, nome reso celebre proprio da lui, per il controllo dell’Asia centrale.

Affascinato sin dall’adolescenza da questo strano racconto di un ragazzino orfano e del suo reclutamento nell’Indian Secret Service, Peter Hopkirk ripercorre le tracce di Kim nell’India di Kipling per vedere quanto di esse rimanga e dove portino.

Rispetto a un eroe di finzione si tratterebbe di una ricerca vana, ma Kim è molto più di un romanzo inventato, perché fu ispirato da figure e luoghi reali che rendono impercettibile il confine fra verità e immaginazione.

Prima di leggere il libro, sarebbe bene guardare il film “Il treno per il Darjeeling”.

Sulle tracce di Kim, Peter Hopkirk, Settecolori, 26 euro.

—————-           FOTO COPERTINA: Grazia Seregni Copyright© All rights reserved

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