Cinema, televisioni, internet, pubblicità, giornali, politica e altro, ci hanno assuefatti alla violenza, all’ingiustizia, alla prepotenza, alle debolezze più infami dell’uomo; semplicemente fingendo che sia altro, che sia qualcosa che riguarda gli altri.
“Ci si abitua a veder fare il male, a lasciar correre, si comincia con l’approvarlo, si finisce con il commetterlo…l’anima macchiata…si immiserisce, la molla dei pensieri elevati su arruginisce [oggi è “fuori moda” essere pessimisti], i cardini della banalità si [ci] consumano e girano da soli...i caratteri si rammoliscono, i talenti si s’imbastardiscono, la fede nelle opere belle vola via. Chi voleva inorgoglirsi delle proprie pagine, spreca se stesso in tristi articoli che la sua coscienza, presto o tardi, gli segnala come azioni malvage…”. Da “Splendori e miserie delle cortigiane” di Honoré de Balzac (Tours 1799 – Parigi 1850). Pp.439.
Dietro la facciata di una scrittura che risente dell’epoca, una serie di commenti che qualcuno dovrebbe scrivere oggi; per spiegare dove stiamo andando.
Evitando quei giri di parole a cui ci ha abituati una “psicologia/sociologia” accomodante, che accetta solo le parole moderate, il girare intorno all’argomento, per non offendere, per non dire in faccia, e avere il coraggio di affermare/affrontare, ogni scomoda verità.