ALBERTO GIACOMETTI E L’ITALIA
Milano, Palazzo Reale
25 febbraio – 20 giugno 2027

A più di trent’anni anni dall’ultima rassegna, Palazzo Reale celebra il genio di Alberto Giacometti con una grande retrospettiva che indaga il legame profondo e identitario tra lo scultore svizzero e l’Italia, tra capolavori e documentazione inedita.

Buste de Paola
1958-59
Bronze
Fondation Giacomett
A più di trent’anni dall’ultima grande esposizione, Alberto Giacometti torna protagonista a Palazzo Reale a Milano dal 25 febbraio al 20 giugno 2027 con la mostra «ALBERTO GIACOMETTI E L’ITALIA». Promossa dal Comune di Milano – Cultura, ideata con la Fondation Giacometti di Parigi e prodotta da Palazzo Reale con Marsilio Arte, la retrospettiva è curata da Romain Perrin, Responsabile della Collezione di Sculture e Curatore di mostre della Fondation Giacometti, e
- indaga il profondo sodalizio artistico e sentimentale che ha unito lo scultore alla Penisola, offrendo una prospettiva inedita con confronti rigorosi e specifici.
Il percorso rilegge l’evoluzione del maestro attraverso la sua “geografia intima” italiana.
- Nato in Svizzera nel Canton Grigioni, vicino al confine con la Lombardia, nel 1901,
- Giacometti ha l’italiano come lingua madre; il padre Giovanni, pittore neoimpressionista, gli trasmette inoltre una cultura classica che
- rende la Penisola una terra sognata.
Origini, lingua madre ed eredità classica
- fanno dell’Italia una costante d’ispirazione per Giacometti, che in una lettera del 1920
- non esitò a definirla la sua «nuova patria».
La frequenza dei suoi viaggi, la forza di attrazione esercitata dalla cultura italiana, le esperienze umane e le amicizie strette nel Bel Paese hanno plasmato in modo decisivo la sua traiettoria personale e artistica.
Come evidenzia il curatore Romain Perrin: «L’Italia occupa un posto essenziale nell’identità e nel percorso di Giacometti: lingua, formazione culturale, viaggi, relazioni ed esposizioni ne fanno un Paese a sé stante. Questa retrospettiva permette di rileggere la sua scultura alla luce di ciò che l’Italia gli ha donato, sia sul piano umano sia su quello creativo».
La retrospettiva riunisce
- oltre cento opere tra sculture, dipinti e disegni eccezionali provenienti dalla Fondation Giacometti, affiancati da una
- ricca e inedita documentazione d’archivio; il progetto si avvale inoltre della consulenza scientifica di Casimiro Di Crescenzo, storico dell’arte da anni interessato all’opera giacomettiana. Il percorso mette in luce capolavori iconici dal forte valore simbolico:
- dal celeberrimo Uomo che cammina ad opere dal legame inusuale e profondo con l’Italia come
- Il Naso (1949) o il Busto di uomo (Chiavenna II) (1964), concepito nel paese lombardo di Chiavenna negli ultimi anni di vita dell’artista.
Attraverso sezioni focus, l’esposizione scandisce le tappe salienti della sua ricerca: dalla scoperta dell’Antichità durante i
- soggiorni giovanili a Firenze, Roma e Napoli, alle sculture di matrice cubista esposte a Parigi nel 1928 al fianco di artisti italiani, fino alla
- consacrazione finale alla Biennale di Venezia del 1962 con il Gran Premio per la Scultura.
Accompagna la rassegna il catalogo edito da Marsilio Arte e curato da Romain Perrin, corredato da un ampio apparato iconografico, documenti inediti e saggi d’approfondimento.