Scuola e noia nelle narrazioni – La storia come la racconterei ai miei nipoti

Sicilia al centro di decenni di pace – interreligiosa e interculturale – circondata dall’Europa belligerante delle crociate.

La narrazione della storia, se accompagnata da riferimenti geografici, culturali e religiosi; come di fatto è interconnessa,

  • aiuta gli allievi ad interessarsene vivacemente, ricordare meglio e soprattutto a trovare spunti per divagazioni geogarfiche, religiose, gstronomiche e frasi celebri ecc…che rimangono più facilmente nella memoria.

Ci vuole fantasia e capacità di collegare  diversi settori della cultura tra loro; i più facili e importanti sono la storia con la geografia.

Sarebbe quindi indispensabile studiare ogni fase storica con davanti un mappamondo e/o una carta geografica. Oggi con internet possiamo anche trovare le mappe geografiche nelle varie epoche storiche; già queste utilissime di spunti  nell’essere paragonate con quelle attuali.

UNA SICILIA DI PACE E PROSPERITA’ DOVE LA CULTURA E’ AL CENTRO DI TUTTO

Il periodo storico di cui vorrei, molto brevemente, parlare oggi è quello di Ruggero II, conosciuto anche come Ruggero il normanno, figlio e successore di Ruggero I di Sicilia della dinastia degli Altavilla; gran conte di Sicilia dal 1105, duca di Puglia dal 1127 e primo re di Sicilia dal 1130 al 1154;  noto soprattutto come il fondatore del Regnum Siciliæ indipendente.

Stiamo parlando di un breve periodo storico, ma con molti agganci all’intera Europa; basta cercarli.

Dal 1130 al 1154 – Ruggero II è re di Sicilia e ne fa un’isola di pace e di cultura. Un re  non di spada; come i suoi parenti normanni. 

Ruggero II, era stato allevato in Sicilia, aveva una madre italiana  e una carnagione mora; nulla dei suoi parenti normanni; parlava latino, greco, francese e arabo.

Per la sua posiziomne al centro del Mediterraneo, l’isola potè prosperare e quindi finaziare grandi opere d’arte perché

  • Ruggero II  ne favorì i commerci e cultura.
  • “Ognuno preghi il dio che vuole. Chi ha fede nel proprio dio avrà pace nel suo cuore”, così si esprimeva Ruggero II. 

Ruggero II è il meno normanno di tutti i normanni che regnarono in Sicilia; pur essendo un devoto cattolico aveva evitato la prima crociata; le guerre non lo interessavano affatto. Preferiva dedicarsi alle arti e riuscì a trasformare l’isola in una perla.

Quando a Palermo si celebra Santa Rosalia, si celebra una parente di Ruggero II, colui che realizzò magnifici monumenti come la cattedrale; che è la fusione delle culture che lui volle sempre presenti nel suo regno;

  • araba
  • greca
  • cattolica romana.

Ruggero II, fu incoronato re di Sicilia nella “sua” cattedrale il giorno di Natale 1130. La folla festante lo attendeva all’uscita dalla chiesa e da allora non combattè mai più nella sua vita.

Preferì usare il denaro per costruire cattedrali e monumenti,

  • visionò personalmente la costruzione della Cappella Palatina, che ancora oggi risplende d’oro tra capitelli e mosaici, nel Palazzo Reale dove viveva.

La corte di Ruggero fu l’unica, nell’Europa dell’epoca, dove si poteva incontrare il maggior numero di studiosi delle diverse discipline; dalla matematica all’astronomia, dal greco all’arabo alla filosifia.

Il più grande studioso Muhammad al-Idrisi (celebre geografo arabo chiamato alla corte di Ruggero II), parlando del regno e delle innovazioni del sovrano, disse: 

“A Ruggero dobbiamo singolari innovazioni e meravigliose invenzioni, che nessun principe ha mai realizzato prima d’ora”

Al- Idrisi, scrisse un’opera dove si vede un grande mappamondo dorato rotondo, che rappresenta il globo terraqueo dell’epoca. [e qui si può divagare facendo paragoni, anche di date, tra quest’opera di un arabo, Galileo e chi fu bruciato vivo o minacciato per aver sostenuto la sfericità della terra].

Mentra in Europa e nel Medio Oriente, ci si massacrava  tra cristiani e mussulmani, Ruggero II, radunava

  • maestri nelle arti e nella scienza, nella politica e nella filosofia, ma non mancavano nemmeno abilissimi architetti di varie estrazioni culturali; tutti vivevano in pace sotto il regno del re di Sicilia Ruggero II.

Ruggero II, riuscì a mantenere un clima di pace in Sicilia, risolvendo le varie contestazioni sempre e solo

  • con il dialogo e la diplomazia, mentre tutt’intorno, anche nell’Italia meridionale,
  • il sangue  e la guerra erano all’ordine del giorno. 

Ruggero II regalò alla Sicilia un periodo di pace e ne fece un centro culturale ineguagliato in Europa, con studiosi da tutto il mondo (quello conosciuto, l’America doveva ancora essere scoperta).

La libertà religosa praticata in Sicilia da Ruggero II, è ancora oggi un esempio di tolleranza che porti ad alti livelli culturali.

Mentra in Europa la libertà religiosa era, a quell’epoca, qualcosa di inaudito, impensabile; era l’epoca delle crociate.

E non perderei l’occasione di mostrare, a chi racconto i fatti di cui sopra (adattandoli alle varie età), anche  ancune foto della gastronomia siciliana e di quanto sia testimone di tanti passaggi culturali internazionali.

Brevi riassunti di libri che si possono leggere per approfondire:

Ruggero II. Un patrimonio da ricordare di Giovanni Matta 

Questo saggio del poeta e letterato Giovanni Matta, mette in risalto l’imponente figura storica di Ruggero II, primo re di Sicilia, fra le massime espressioni della dinastia normanna, incoronato la notte di Natale del 1130.

In questo libro emerge lo spessore politico, l’apertura sociale e la grandezza culturale del sovrano, che si esplicano nella gestione amministrativa e giuridica del regno, a cui fanno da prezioso corollario le Assise di Ariano, il Parlamento e, non ultime, le architetture, pregiata sintesi di stili e culture differenti che si fondono in un unicum presente soltanto nella cosiddetta realtà “arabo-normanna”.

Il testo si avvale di antiche fotografie che descrivono alcune realtà lontane nel tempo ma sempre attuali. È presente anche un’appendice fotografica dei principali siti normanni di Sicilia, Calabria e Puglia.

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Ruggero II. Il conquistatore normanno che fondò il Regno di Sicilia di Glauco Maria Cantarella

Ruggero II è l’artefice di un cambiamento epocale.

Senza la sua azione non soltanto la storia d’Italia ma quella dell’intera Europa sarebbe stata totalmente diversa.

A lui si deve la creazione del nuovo Regno di Sicilia che durò circa un ventennio e fu tutt’altro che incontrastata e irresistibile, ma alla fine produsse una delle maraviglie della storia:

  • un’entità che non cessa di incantare e stupire, intrisa, come le grandi opere d’arte, dei corredi della dignità regia;
  • dell’imponente e moderno corpo di leggi sistematizzato nel XIII secolo;
  • dei personaggi di diversa provenienza ed estrazione che sono stati le braccia e gli occhi del re ma anche il suo cervello, indirizzando spesso le sue decisioni.

Ma chi era davvero Ruggero il Normanno? Guerriero, legislatore, statista, promotore delle arti. Il suo mito supera, come sempre avviene, la realtà storica, ben più complessa e significativa. Le testimonianze sono tutte esterne, sono cronache amiche e nemiche, documenti e lettere ora ostili, ora apologetiche, e passi delle storie generali scritte a partire dal secolo XIII nei Paesi islamici. Da queste basi l’autore ha tentato di ricostruire la traiettoria di Ruggero II anno per anno, nel tentativo di stabilire le circostanze, le progressioni e le intermittenze del suo operato. Che ha dato vita, pur con difficoltà e contraddizioni, all’entità statuale più longeva nella storia d’Italia dopo la fine dell’Impero di Roma.

 

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