Lombardia compra vaccino dalla Cina non ancora autorizzato
Vaccino in Lombardia – contano sulla scarsa adesione della popolazione …! Dopo avere per mesi spiegato che è indispensabile per molte categorie e consigliato a tutti
All’appello mancano circa 1 milione di vaccini
Secondo il direttore generale Marco Trivelli (che ha dovuto rispondere alle domande dei giornalisti al posto di Fontana e Gallera che erano “assenti”), non è mai accaduto che la popolazione abbia dimostrato molto interesse per il vaccino influenzale e quindi anche se c’è il Covid-19, si spera continuino a non richiederlo in molti !
Le richieste saranno gestite dai medici di base, ma molti hanno già detto di avere una struttara indatta a vaccinare i pazienti (luoghi troppo piccoli !?) e invitano i pazienti a contattare per telefono le ASL … auguri che rispondano
Per ora le farmacie non garantisocno a nessuno il vaccino; perché non ne dispongono ancora e poi sarà una “guerra” accaparrarselo; visto che non basterà per chi ne ha diritto per legge
Prima, la Regione Lombardia con un bando ha preteso di pagare il vaccino meno del prezzo di mercato; 6.50 euro c.a. e ha perso l’occasione di approvigionamento per tempo – ora lo hanno pagato prima 14 e poi 26 euro c.a. !!!
100mila dosi ancora senza autorizzazione
Inoltre, notizia di oggi, la Lombardia compra vaccino dalla Cina non ancora autorizzato dall’ Aifa, l’agenza italiana del farmaco; nel caso non ci fosse l’autorizzazione sarebbero soldi buttati !!! Ora stanno tentando di cancellare l’ordine …
Invece di spiegare ai gornalisti le scelte fatte per i vaccini antiinfluenzali, Gallera e Fontana sono spariti quando la Regione ha presentato il piano vaccinale:
Fontana e Gallera hanno fatto l’ennesima figuraccia e Gallera, assessore al “welfare” non si è nemmeno presentato quando la Regione ha presentato il piano vaccinale (pochissimi giorni fa), ma si sentivano le urla nei corridoi di Palazzo Lombardia ( lo scrive il giornalista del Corriere della Sera: Matteo Pucciarelli).
Non è questione di essere di un partito o di un altro, non ci interessa il nome del partito; per il cittadino è questione del diritto di pagare gente che sappia fare bene il suo lavoro.