Viaggi che rifarei – Marocco spesa 750 euro a testa – sette giorni compresi voli e noleggio auto

Viaggio effettuato nel 2024 in bassa stagione: novembre.

Tutto organizzato su internet, scegliendo i voli in bassa stagione e con grande anticipo.

Spesa 750 euro a testa, in totale eravamo quattro persone, compresa escursione nel deserto e auto a noleggio con l’assicurazione che copriva ogni spesa al 100%.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle – Tutte le foto sono di Lorenzo Bernabei Seregni – Copyright© All rights reserved

Ovviamente organizzato personalmente su internet pagando direttamente, salvo l’escursione nel deserto che è stata pagata a chi la organizzava; pure trovato su internet.

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CONSIGLIO IMPORTANTE SE GUIDI TU LA MACCHINA NOLEGGIATA

Attenzione alla polizia, ti ferma anche solo perché non hai messo la freccia a una rotonda e ti chiede 10 euro per non farti la multa che ha già pronta precompilata. I marocchini non mettono mai la freccia, ma nessuno li ferma.

  • Alla fine conviene dare 10 euro al poliziotto ed evitare ogni tipo di discussione; consideratelo una tassa sul viaggio; oppure pagate la multa per intero.
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Per la notte nel deserto, ci siamo affidati ad un’organizzazione e siamo rimasti soddisfatti, sapevano che in inverno avremmo trovato circa 4 gradi ed eravamo adeguatamente attrezzati.

I panorami che abbiamo visto nel viaggio ci hanno affascinato, dalle distese di verde   e palme, al deserto con piccole colline rosse che spuntavano dal nulla.

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Bellissime le cittadine imperiali che abbiamo potuto visitare. Ovviamente in soli sette giorni è stata una vera maratona, tanti chilometri da macinare, ma ne è valsa la pena.

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CONSIGLI SUL CIBO – SERVONO SOLO PRECAUZIONE E BUON SENSO – NON MANGIATE TUTTO QUELLO CHE VI CAPITA DAVANTI

E’ saggio fare attenzione a cosa si decide di mangiare; almeno quando siete lontano dagli alberghi.

  • Evitate: salse, verdure crude e la frutta già pulita; in molti ristoranti l’igiene è un’opzione sconosciuta, ma
  • altri ristoranti sono puliti e il cibo è ottimo ed economico; osservate prima di sedervi, senza essere esageratamente sospettosi.
  • Noi quando abbiamo mangiato lo street food,
  • ci siamo limitati ai cibi che provenivano da pentoloni bollenti o spiedini cotti bene sulla brace.
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Lavatevi i denti solo con l’acqua minerale; perché l’acqua normale è piena di batteri per noi sicuramente  pericolosi.

In quattro, abbiamo speso per un pasto una media di 30/40 euro in totale; 

  • soddisfacendo il nostro robusto appetito e cercando i
  • locali dove si vede che c’è una certa pulizia.
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Bellissima la Moschea di Hassan a Casablanca;  il biglietto comprende anche una guida che parla italiano.

La città che ci è piaciuta meno è Marrakech;

  • lo street food della piazza principale è frequentato solo da turisti,
  • l’igiene è seriamente molto discutibile.
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A Marrakech è bene stare sempre attenti a chi cerca di imbrogliarti sui prezzi, mentre in altre località questo è un atteggiamento meno comune.

  • In genere i prezzi tutti vanno abbondantemente abbassati con calma e pazienza. Una volta stabilito il prezzo, funziona (quasi sempre) farsi dare un regalino di qualcosa che costa pochi euro.
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A Marrakech, meritano una visita i giardini Jardin Majorelle.

Si tratta di un complesso di giardini botanici e paesaggistici voluti dal pittore francese Janne Majorelle. Nel 1919 l’artista si stabilì nella Medina di Marrakech, acquistò un antico palmeto e altri terreni e nel 1931 commissionò all’architetto Paul Sinoir la costruzione di una villa in stile moresco. Successivamente, decise di dipingere la sua villa e le mura che circondano il giardino di: blu Majorelle (un blu brillantissimo che ben si armonizza con le luci squillanti del luogo).

Nel 1962, Jacques Majorelle morì in un incidente d’auto e quattro anni dopo Yves Saint Laurent e Pierre Bergé visitarono la villa di Marrakech e se ne innamorarono.

Saint Laurent e il suo compagno acquistarono la villa nel 1980 e Bergè definì questo luogo come: “Un’oasi in cui i colori di Matisse si mescolano a quelli della natura” e ribattezzarono la villa con il nome di Villa Oasis.

Le ceneri di Yves Saint Laurent sono state cosparse in questi giardini.

 

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