Gilbert Chesterton (1874-1936) è stato uno degli autori più letti da papa Francesco.
Di lui Jorge Luis Borges dirà: “La letteratura è una delle forme della felicità; forse nessuno scrittore mi ha dato tante ore felici come Chesterton”.
Per questo motivo mi sono incuriosita e ho scoperto che ha scritto molti testi; sui quali è possibile riflettere per capire meglio se stessi e il mondo che ci circonda;
- oltre la nostra fede o non fede.
Gilbert Keith Chesterton, è stato uno scrittore e giornalista inglese prolifico e versatile. I suoi testi più interessanti si possono definire come: gemme di saggistica filosofico-politica. Decisamente popolari, invece, i suoi scritti su Padre Brown; che lo hanno reso famoso. Si convertì dal protestantesimo al cattolicesimo diversi anni dopo aver creato il personaggio di Padre Brown.
Qui sotto trovate alcune frasi, citazioni e aforismi di Chesterton:
- La scuola è il periodo durante il quale vieni istruito da qualcuno che non conosci, su qualcosa che non vuoi sapere.
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L’uomo veramente grande è colui che fa sentire grande ogni altro uomo.Ci sono due modi per avere abbastanza. Uno è continuare ad accumulare sempre e sempre più. L’altro è di desiderare meno.
Senza istruzione corriamo il rischio di prendere sul serio le persone istruite.
Una stanza senza libri è come un corpo senza un’anima.
Fai in modo che la tua religione sia meno di una teoria e più di una storia d’amore.
I viaggi allargano la mente, ma perché possano farlo devi prima avere la mente.
Il viaggiatore vede ciò che vede. Il turista vede quello che è venuto a vedere.
Il miglior sistema per distruggere un’utopia è realizzarla.
Devo il mio successo all’aver ascoltato rispettosamente i migliori consigli, e poi essere andato via per fare l’esatto opposto.
Nessuno è più pericoloso di un uomo privo di idee, il giorno che ne avrà una gli darà alla testa come il vino a un astemio.
Siamo tutti nella stessa barca, in un mare in tempesta, e ci dobbiamo a vicenda una terribile lealtà.
Stiamo morendo per mancanza di meraviglia, non per mancanza di meraviglie.
La ragione per cui gli angeli sanno volare è che si prendono con leggerezza.
I difetti non smettono di essere difetti solo perché sono diventati di moda.
L’ottimista crede negli altri e il pessimista crede solo in se stesso.
Senza la pioggia, non ci sarebbe arcobaleno.
Il coraggio è quasi una contraddizione in termini. Significa un forte desiderio di vivere essendo disposti a morire.
È stato spesso detto, molto sinceramente, che la religione è qualcosa che fa sentire straordinario l’uomo comune; è una verità ugualmente importante che la religione è qualcosa che fa sentire normale l’uomo straordinario.
Il matrimonio è un’avventura, come andare in guerra.
Il giornalismo è popolare, ma è popolare soprattutto come finzione. La vita è un mondo, e la vita vista sui giornali un altro.
L’umiltà è una virtù tanto pratica, che gli uomini si immaginano debba essere un vizio.
Credere in se stessi è uno dei segni più comuni del cialtrone.
La più alta forma dell’amore è il desiderio della conoscenza.
Alcuni tra i migliori libri di Gilbert Chesterton:
Ortodossia – In seguito alla pubblicazione nel 1905 di “Eretici” – una raccolta di saggi in cui l’autore attacca con stile brillante e corrosivo i dogmi della sua epoca – Chesterton fu sfidato dalla critica a indicare quale fosse la propria visione del mondo. Tre anni più tardi, nel 1908, diede alle stampe “Ortodossia”. In quest’opera, ricchissima di idee e di suggestioni, lo scrittore inglese esprime la sua incrollabile fede cristiana, di cui argomenta con rigore, ma senza rinunciare al gusto per il paradosso, l’assoluta ragionevolezza. Tutte le obiezioni e le accuse che vengono di norma rivolte al cristianesimo sono affrontate con schiettezza, discusse e infine puntualmente rovesciate. Il risultato, spesso sorprendente, è la dimostrazione che anche i punti più astrusi della dottrina colgono una verità profonda dell’essere umano. In particolare, nel cristianesimo l’autore individua un insieme di valori spirituali e morali in grado di difendere l’uomo da ciò che, minando la bellezza e la santità della vita, lo rende infelice: le ingiustizie del capitalismo, le teorie materialiste e deterministe (in particolare l’evoluzionismo), le eresie del passato e del presente. Il cristianesimo, per Chesterton, è la sola risposta possibile a quell’aspirazione al Vero, al Bene, al Bello, al Giusto, che abita nel cuore di ciascuno di noi.
L’uomo che fu giovedì – Dopo un’animata discussione sul tema dell’anarchia, Lucian Gregory riesce a convincere il poeta e amico Gabriel Syme della serietà delle sue argomentazioni e a condurlo a una riunione del Consiglio Centrale Anarchico. I membri della setta hanno fatto però una scelta bizzarra, decidendo di assumere per maggior sicurezza i nomi dei giorni della settimana, e quando Syme sceglie di entrare a farne parte, gli viene assegnato il nome di Giovedì. Ma Syme in realtà non è ciò che dichiara di essere, bensì un agente di Scotland Yard… e da questa rivelazione prende l’avvio una girandola di false identità, misteriose allusioni e paradossali ambivalenze, perché ogni membro del consiglio ha i suoi segreti, e la trama diventa un susseguirsi di eventi concitati, che convergono verso l’enigmatica e imponente figura del Presidente, che ha assunto il nome del settimo giorno, Domenica. Ma qual è la natura di quest’associazione e quali sono i suoi veri scopi? E chi si cela dietro la figura di Domenica, che riesce a suscitare in Syme una paura irrazionale? Prefazione di Enrico Ghezzi.
San Francesco – Convertitosi al cattolicesimo nel 1922, Chesterton pubblicò questo “bozzetto” su san Francesco nel 1923, come se dalla conversione del Santo di Assisi traesse uno spirituale alimento per la propria. Per Chesterton san Francesco era soprattutto un uomo innamorato di Dio e della Creazione, un poeta che si sentiva piccolo e cantava la gloria delle piccole cose, dei piccoli esseri viventi, della vita ordinaria di coloro che aiutava nella lotta contro la miseria. Dai folli gesti di carità compiuti quando era ancora il figlio di un mercante al rifiuto del mondo e alla creazione di un Ordine e di una regola che davvero imitavano la vita di Cristo, alle stigmate ricevute sul monte della Verna, e fino alla morte, ogni passo del suo cammino su questa terra era rivolto al cielo. Un amore così grande e appassionato, una mistica così semplice e assoluta appaiono “scandalose” alla mentalità moderna. Ma è proprio essa che Chesterton vuole scuotere in queste pagine, cercando di aiutarla, con la consueta ironia, a compiere il movimento di rivoluzione interiore che fece del piccolo Francesco Bernardone il grande san Francesco. Prefazione di Giulio Meotti.
——————- COPERTINA: ” Natura” 1986 – collage – Grazia Seregni Copyright© All rights reserved –