Mostre a Brescia – divertente – irriverente e surreale Paese delle Meraviglie

Due mostre a Brescia

Nel Paese delle Meraviglie e oltre: doppio sguardo sul desiderio e il surreale

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Brescia | Cavallerizza – Centro della Fotografia italiana | Dal 13 giugno al 7 settembre 2025
Dal 14 giugno al 7 settembre 2025
Sandy_Skoglund_Radioactive_Cats_1980_Sandy_Skoglund_Courtesy_Paci_contemporary_Gallery_Brescia_Portocervo
Due mostre che, pur nella loro diversità, mettono in scena
– mondi visionari, tra artificio e desiderio, sogno e seduzione.
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La fotografa statunitense Sandy Skoglund, celebre per i suoi set costruiti minuziosamente, dai colori irreali e abitati da animali improbabili, è protagonista della mostra Nel paese delle meraviglie.
In circa settanta opere, dai primi scatti degli anni Settanta fino al monumentale Winter, secondo capitolo della serie The Four Seasons, Skoglund ci introduce in un universo sospeso tra il quotidiano e l’onirico. Ogni fotografia è il risultato di un processo complesso, in cui installazione, scultura e fotografia si fondono in un’unica opera totale. I suoi lavori, conservati nei principali musei del mondo, rivelano una poetica dell’eccesso e del controllo, dell’infanzia ritrovata e dell’ambiguità domestica.
Altra mostra – non per i bambini – Tinto Brass
In parallelo, lo stesso spazio ospita TANTO DI TINTO. L’erotismo secondo Tinto Brass, un omaggio fotografico al celebre regista veneziano attraverso oltre cento scatti firmati da Gianfranco Salis, testimone privilegiato del set brassiano per oltre quarant’anni. Dalle atmosfere di La chiave alle immagini inedite del mai completato Tenera è la carne, la mostra ripercorre la stagione erotica del regista, svelando il dietro le quinte di un immaginario provocatorio e consapevolmente teatrale. Una sezione di manifesti originali arricchisce il percorso espositivo, testimoniando l’evoluzione visiva e comunicativa di un autore da sempre divisivo.Le due esposizioni, inserite nell’ottava edizione del Brescia Photo Festival, curata da Renato Corsini, si muovono lungo l’asse dell’archivio come fonte di memoria e di invenzione, offrendo un doppio sguardo sul corpo e sullo spazio: costruito, desiderato, reinterpretato. Intanto, al Museo di Santa Giulia, prosegue fino al 24 agosto la retrospettiva su Joel Meyerowitz, ulteriore tappa di un’estate bresciana all’insegna della grande fotografia

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