Lo stile di Gertrude Stein – genio dimenticato – dovrebbe far parte della rosa degli autori più innovativi e geniali dell’ultimo secolo.
“Un genio è un genio è un genio”, si potrebbe scrivere dei lei, chiosando una delle sue frasi più celebri “A rose is a rose is a rose”, ovvero: “Una rosa è una rosa è una rosa”.
Un’autrice complessa, perché fuori dalle righe, perché non scrive in modo convenzionale e quindi richiede attenzione; Gertrude Stein non soddisfa chi cerca una lettura superficiale.
Sue sono la scrittura di ricerca, tendendo sempre verso una complicata semplicità;
- scrisse testi davvero importanti nella storia della letteratura mondiale.
La Stein, si occupò di poesia e prosa, di saggistica e teatro, passando anche per i libri per bambini.
Autrice e mecenate, nacque il 3 febbraio del 1874 ad Allengheny, in California, morirà il 27 luglio 1946. Nata in America, si sentiva molto europea; infatti finì per fare di Parigi la sua città di elezione.
Di lei non possiamo scordare la
- fortissima influenza che esercitò sullo stile descrittivo di Hemingway e sulle opere di Francis Scott Fitzgerald, il sodalizio intellettuale con Sherwood Anderson e Thornton Wilder, e le tante amicizie e frequentazioni con gli artisti come:
- Picasso, Matisse e alle avanguardie artistiche del ‘900.
Coniò il termine “Generazione perduta”; a proposito degli scrittori americani che avevano combattuto la prima durissima guerra mondiale.
Gertrude Stein è nota per il suo lessico inusuale.
Ma le sue opere ci raccontano anche come visse il declino di un sogno. Qualcosa che è, anche oggi, terribilmente attuale.
Vide morire il secolo XIX e percepì la fine di una civiltà e la nascita di qualcosa di completamente diverso; vivendo tra Inghilterra e America notò con acutezza questi cambiamenti.
Secondo Gertrude; “… si erano frantumati i sogni che avevano creato l’America: l’immane sogno democratico, il cosmico sogno di benessere per tutti, il tragico sogno dell’uguaglianza universale… il grande Ford e l’industrializzazione, che ancora non pareva una minaccia, ma un grande dono per gli uomini … Il sogno si era infranto nella mostruosa macchina maciullatrice dell’industria … un paese [Gli Stati Uniti] dove la libertà è soffocata dal conformismo”. Infatti lei, che aveva vissuto in America, aveva scoperto che nelle fattorie, mancava l’elettricità, non c’era la radio… e in questo vide cadere l’immagine che da aveva ricevuto sugli Stati Uniti.
Gertrude Stein pensa e scrive che il sogno americano è finito, ma gli americani non lo sanno ancora (e siamo solo all’inizio del 1900!).
La Sein va ricordata, soprattutto, per gli effetti straordinari dei suoi “accostamenti suggestivi e allusivi o semplicemente sonori”; come ben ci ricorda lei stessa nel libro “Una rosa è una rosa è una rosa” – “A rose is a rose is a rose” .
Certamente è difficile/impossibile tradurre certe cadenze e certe risonanze; quali solo in inglese, la sua lingua madre. Ma basta un’adeguata spiegazione e il testo originale; oggi tutti dovrebbero conoscere almeno un inglese elementare. Che piaccia o no l’inglese oggi serve; altrimenti si perdono molte occasioni per capire e vivere il mondo oggi.
Un esempio di come scrive la nostra beniamina del giorno:“I understand you undertake to overthrow my undertolking”, in italiano: “Capisco che ti impegni a rovesciare il mio impegno”, assolutamente non rende il ritmo e i giochi linguistici inglesi che ne derivano, ma comprensibile se si conosce un minimo di fondamentali della lingua inglese.
La Stein ha un vero culto verso le parole a una sillaba; che enfatizzano quanto spiegato qui sopra e ben si adattano al linguaggio inglese. Precisa lei stessa: “Si tratta di intreccio di infiniti (monosillabi) e gerundi (bisillabi) e degli avverbi, quasi tutti brevi e sdruccioli”.
A parte il grande successo di Autobiografia di Alice B. Toklas, la Stein rimase a lungo incompresa e ignorata dai suoi contemporanei.
Sapeva di valere e durante un’intervista disse di sé:
“Il fatto è che tutta questa gente, me compresa, è dotata di un talento considerevolmente grande e la maggior parte di noi ha passato trent’anni della sua vita a essere presa in giro derisa e criticata e senza un’esistenza e senza guadagnare un centesimo. Il lavoro richiede concentrazione, e spesso si esaurisce. Nessuno lo farebbe solo per esibizionismo; c’è troppa amarezza”.
Cosciente della sua intelligenza e consapevole del trattamento riservato ai geni dal proprio tempo, di questo Gertrude Stein parlò nel saggio Composizione come spiegazione, pubblicato per la prima volta nel 1926 dalla Hogart Press di Leonard e Virginia Woolf:
“Nessuno precorre il proprio tempo, è solo che la particolare varietà nel creare il proprio tempo è quella che i propri contemporanei che pure stanno creando il loro tempo rifiutano di accettare. (…) Per moltissimo tempo ognuno rifiuta e poi quasi senza pausa ognuno accetta. Nella storia dei rifiutati nelle arti e nella letteratura la rapidità del cambiamento è sempre sorprendente. Ora l’unica difficoltà con i “volteface” nei confronti delle arti è questa. Quando il consenso arriva, grazie a quel consenso la cosa creata diventa un classico. (…). Se ognuno non fosse così indolente si renderebbe conto che il bello è bello anche quando è irritante e stimolante e non solo quando è accettato ed è un classico.
Il grande pubblico l’accettò solo nel 1933, con la pubblicazione di l’Autobiografia di Alice B. Toklas, che lei definì come sua “burla letteraria”.
In Italia le prime pubblicazioni furono volute e tradotte da Cesare Pavese e Fernanda Pivano per l’Einaudi negli anni ’40, successivamente da La Tartaruga negli anni ’70. Oggi, pochi parlano di lei in Italia. Forse perché troppo fuori dalle righe, ironica, schietta, tagliente; una donna vincente, ma assolutamente capace di onesta critica.
———————– FOTO COPERTINA: la tomba di quella che è comunemente chiamata la donna faraone Hatshepsut *; Grazia Seregni Copyright© All rights reserved
*Hatshepsut fu una regina egizia, quinta sovrana della XVIII dinastia; in realtà fu la seconda donna a detenere con certezza il titolo di faraone; dopo Nefrusobek della XII dinastia.