Che c’entra – per esempio – la conquista della Groenlandia con il nostro futuro ?
Chi è l’autore ?
Douglas Rushkoff è professore di teoria dei media e di economia digitale al Queens College di New York, il prestigioso istituto MIT ha iscritto Douglas Rushkoff nella lista degli intellettuali più influenti al mondo. Al Wired Next Fest, ha dichiarato: “I social ci hanno rubato i dati che la AI userà per conquistarci”. Rushkoff conduce il famoso podcast Team Human.
Il pensiero di Rushkoff:
“Mio padre ci faceva vedere il quartiere difficile in cui era vissuto, e da cui si era tirato fuori studiando e lavorando duro. Ma quando ci penso, mi chiedo: cosa facciamo se è tutto il mondo a essere diventato un brutto quartiere? Non ho niente contro la gente che guadagna soldi per andarsene da lì; ma il tema è come fare a migliorarlo e renderlo vivibile”.
“La maggior parte dei miliardari del tech vive in una cornice che potremmo definire ‘techno-solutionist’ che li porta a credere che, con l’impiego di sufficiente tecnologia, potranno risolvere i problemi che loro stessi hanno creato proprio con la tecnologia. Dal mio punto di vista, non si chiedono: come salveremo il mondo ma, piuttosto: come salveremo il capitalismo. Quindi il loro non è un movimento rivoluzionario, ma reazionario. Non guardano a come potremmo cambiare, ma a come poter rimanere gli stessi, anche se alla fine dovremmo tramutarci in robot modificati per sopravvivere al cambiamento climatico. Ci sono certi assiomi che sono inviolabili, e di solito sono i loro monopoli e i loro obiettivi di crescita”.
“Dividerei la AI come tecnologia da quelle che ne sono le applicazioni. Sono cose diverse, come la tecnologia dei social media e sorveglianza (riferendosi al libro Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff). Esistono social non basati su questo schema. Possiamo pensare ai social media come ai missionari che hanno raggiunto il nuovo mondo: hanno raccolto informazioni sugli indigeni, li hanno convertiti alla cristianità mostrano un atteggiamento amichevole da parte degli occidentali, e poi sono tornati indietro dalla Corona riferendo tutto. Il passo successivo è che sono arrivati i conquistadores e ne hanno preso il posto: e questo è quello che è successo alla Rete, con i social che ci hanno ammorbidito e raccolto molte informazioni su di noi. Poi, l’ondata successiva, quella della AI, è stata quella dei conquistadores”.
La maggior paura dei miliardari del tech? Per Rushkoff è; “che la AI faccia loro quello che loro hanno fatto a noi. Il loro modello di realtà è che i dati, o l’analisi dei dati, sia sinonimo di evoluzione e che il più intelligente (smart significa anche furbo) vince. Quindi loro sono più furbi, e hanno vinto su di noi; ma l’intelligenza artificiale li potrebbe superare, e da qui la loro paura. Si tratta di una paura proiettiva: stanno proiettano la loro mentalità coloniale sulle tecnologie che stanno inventando. E certo, se sono loro a programmarle, si può capire”.
Sempre parole di Rushkoff; “Questo per me è feudalesimo (se la prende con le norme sulla proprietà intellettuale, che hanno creato la cornice in cui questo può avvenire).” “Questa pletora di leggi che chiamiamo IP ha creato i colli di bottiglia da cui le rendite possono essere estratte. Non ha niente a che fare con la tutela del lavoro degli artisti e dei creativi, in particolare nel digitale”.
Rushkoff rincara la dose: “La borsa, che è un’astrazione del mercato, è consumata da quella sua stessa astrazione che sono i derivati. E la gente del tech, proprio per il fatto di essere portata per il digitale, cioè meta-qualcosa, è la più predisposta a giocarsi questa partita. Così, vogliono sempre salire di livello: come Zuck col metaverso e Musk, che vuole andare su Marte”.
La sopravvivenza dei più ricchi – Survival of the richest
solo in inglese
di Douglas Rushkoff – 2023
Cinque misteriosi miliardari hanno convocato Douglas Rushkoff in un resort nel deserto per un colloquio privato.
L’argomento?
Come sopravvivere all’evento:
- il collasso sociale che sanno essere imminente.
Rushkoff sostiene che questi uomini fossero sotto l’influenza del Mindset,
- una certezza in stile Silicon Valley che loro e il loro gruppo possono sfuggire a una catastrofe da loro stessi provocata,
- a patto di avere abbastanza denaro e la tecnologia giusta.
Rushkoff traccia le origini del Mindset nella scienza e nella tecnologia attraverso la sua attuale espressione in missioni su Marte, bunker su isole, futurismo dell’IA e metaverso.
Attraverso
- personaggi affascinanti—programmiatori esperti che vogliono rifare il mondo come se stessero riprogettando un videogioco e banchieri che tornano da Burning Man convinti che il capitalismo incentivato impedirà disastri ambientali—
- Rushkoff spiega perché coloro che hanno il potere di cambiare il mondo non hanno alcun interesse a farlo.
Sostiene che l’unico modo per sopravvivere alla catastrofe imminente è garantire che non accada,
- riscoprendo la comunità, l’aiuto reciproco e l’interdipendenza umana.
Anticipando i licenziamenti di massa e il collasso istituzionale che hanno recentemente scosso la Silicon Valley, “Survival of the Richest” di Rushkoff è
- una lettura necessaria e tempestiva con un messaggio profetico sul futuro della tecnologia e della nostra comunità umana.