Quando la violenza e la prepotenza appaiono come l’unica arma possibile, sarebbe meglio fermarsi e riflettere, perché le guerre non hanno mai portato nulla di buono ai popoli del mondo, ma solo sangue e disperazione.
Qui sotto, in breve, alcune riflessioni di uno studioso del secolo scorso, antropologo, che cercò si spiegare come le differenze culturali nulla hanno a che fare con la superiorità o l’inferiorità degli esseri umani, ma
- vanno studiate e capite perché solo così potremo offrire un mondo migliore a figli, nipoti e loro figli.
Claude Lévi-Strauss (ˈBruxelles, 28 novembre 1908 – Parigi, 30 ottobre 2009) è stato uno dei massimo antropologi ed etnologi francesi.
” Mentre gli europei dichiaravano che gli indiani erano bestie, questi ultimi si domandavano se i bianchi fossero dei “.
“Liberandomi così di un orgoglio intellettuale di cui misuro tutta la vanità “.
Dal libro Tristi tropici di Claude Lévi-Strauss.
“Ho cercato la mia strada molto a lungo. In etnologia sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l’ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d’evasione, desiderio di viaggiare.” Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono il senso di
- “Tristi Tropici”, resoconto delle spedizioni compiute dall’autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica.
Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a Sào Paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all’università, il suo interesse per l’antropologia era ancora una passione non concretizzata.
Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche “sul campo”.
Entrò così in contatto con le tribù autoctone, potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana.
Di ritorno da quel lungo viaggio, Lévi-Strauss lasciò calare il silenzio su quell’esperienza: non una parola che ricordasse le difficoltà, i rischi che gli incontri con civiltà indigene gli avevano procurato.
Quindici anni più tardi, decise di raccontare ciò che aveva visto e vissuto.
E nel 1955 uscì questo saggio, che cambiò per sempre i destini dell’antropologia ma che è soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano
- descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell’avventura quotidiana del ricercatore.
“Tristi Tropici”, Claude Lévi-Strauss, Il Saggiatore, pp. 379, 24 euro.