FONDAZIONE PRADA LA MOSTRA “DASH” DI CAO FEI
La mostra “Dash” di Cao Fei, è aperta fino al 28 settembre 2026, negli spazi di Fondazione Prada a Milano.
Il progetto multimediale, è il risultato di un’approfondita ricerca condotta dall’artista negli ultimi tre anni
- nelle campagne coltivate della Cina meridionale e nordoccidentale, oltre che del Sud-Est asiatico.
Combinando diversi linguaggi artistici che spaziano dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio, Cao Fei delinea un complesso ritratto della
- smart agriculture (agricoltura intelligente), e più in generale della globale rivoluzione tecnologica nel settore agricolo.
Oggi l’agricoltura a livello mondiale, in particolare quella cinese, sta affrontando una serie di importanti sfide:
- le condizioni meteorologiche estreme generate dal cambiamento climatico, il calo del rendimento delle coltivazioni di cereali dovuto alla
- scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne.
Il progetto riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l’efficienza, riduce il lavoro fisico e salvaguarda la sicurezza alimentare in un contesto di incertezza climatica e invecchiamento nelle aree rurali. Inoltre, “Dash” esplora le modalità con le quali gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale, ridefinendo il rapporto tra le persone e il territorio e trasformando le dinamiche tra le aree rurali e quelle urbane.
- Questa indagine solleva importanti interrogativi relativi all’ecologia, all’occupazione e alla continuità culturale.
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A PROPOSITO DI NUOVE TECNOLOGIE DI DRONI CHE IRRORANO SOSTANZE, ANCHE PERICOLOSE PER LA SALUTE DELL’UOMO…
- Forse, … si dovrebbe anche evidenziare come gli irroramenti contro le malattie delle piante, totalmente organizzate dalla tecnologia ed effettuati dai droni,
- siano di impossibile controllo per qualunque tecnico che provenga dall’esterno
- per verificare la velenosità dei prodotti … un problema del quale sarebbe bene parlarne, ma che tutti preferiscono tacere.
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Come spiega Cao Fei: “Questa mostra invita il pubblico a entrare in un sito archeologico dedicato all’agricoltura contemporanea, dove si intrecciano molteplici dimensioni temporali. Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia, ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come ‘ingegneria geologica’.
Qui, i sistemi di posizionamento satellitare dialogano con le geografie rituali.
L’intelligenza artificiale e l’esperienza tradizionale si influenzano reciprocamente.
Le immagini storiche e i segnali provenienti dai sensori generano risonanze visive. Insieme, questi elementi compongono una cronistoria di manufatti tecnologici, strumenti di produzione e testimonianze del tempo, che riconfigurano costantemente la biopolitica della terra attraverso le diverse fasi della storia umana”.
“Dash” segna
- un punto di svolta dell’indagine ultraventennale di Cao Fei sulla condizione umana nel contesto della trasformazione tecnologica. Sposta l’attenzione dagli spazi industriali e logistici delle opere precedenti, come Whose Utopia (2006) e Asia One (2018), all’agricoltura, fondamento della civiltà umana.
Con il suo nuovo progetto, l’artista invita il pubblico a riflettere su questioni urgenti che riguardano la contemporaneità: come si ridefinisce il valore del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale?
Quali possibilità esistono per la coesistenza fra tecnologia ed essere umano e fra tecnologia e natura?
Come possiamo ricostruire i legami spirituali più antichi dell’umanità con la terra, la tradizione e il credo su scala globale? Il progetto permette di superare la narrazione lineare secondo la quale gli esseri umani dominano la tecnologia e la tecnologia trasforma la natura, sollevando una domanda diversa: ora che la tecnologia è profondamente radicata nelle esperienze della vita, possiamo immaginare una nuova forma contemporanea di unità tra Cosmo, Umanità e Tecnologia?
Il progetto si sviluppa al piano terra e al primo piano del Podium, il principale spazio espositivo della sede di Milano, come una narrazione stratificata e dialettica che intreccia virtuale e reale in un complesso allestimento progettato da Small Production. Utilizzando come caso di studio l’ecosistema di un’azienda cinese specializzata in agritech, l’artista traccia l’intero processo della capillare diffusione tecnologica e un articolato ritratto della “tecno-globalizzazione agricola”. Nel 2021 Cao Fei ha avuto modo di conoscere XAG, azienda leader a livello mondiale nella robotica agricola con sede a Canton (Guangzhou). Negli ultimi tre anni l’artista ha seguito il lavoro di XAG in diverse aziende agricole in Cina e nel Sud-Est asiatico documentando non solo il ruolo di tecnologie come i droni agricoli e gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, in grado di migliorare l’efficienza agricola e garantire la sicurezza alimentare, ma anche l’integrazione tra tradizione e modernità.
Al piano terra del Podium Cao Fei ha realizzato un ambiente immersivo composto da diverse strutture e ambienti che includono un granaio, una postazione di lavoro dedicata ai nuovi agricoltori, un tempio e una piccola piantagione di banani circondata da attrezzature dell’agricoltura intelligente, pannelli solari e schermi. Queste strutture a grandezza naturale accolgono video e installazioni di realtà virtuale.
Al primo piano del Podium documentari, videointerviste, fotografie, diapositive, locandine di film, libri e altri materiali d’archivio sono esposti all’interno di diverse strutture progettate per ospitare aree per la lettura, biblioteche e sale di proiezione. Una serie di documenti storici, tra cui fotografie, poster, film e romanzi, approfondisce le narrazioni legate all’agricoltura di diversi periodi storici, dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 fino agli anni Ottanta. Questa sezione presenta un insieme di slide scientifiche e didattiche dell’era delle politiche di riforma e apertura (a partire dal 1978), per comprendere il ruolo fondamentale dell’agricoltura e sottolineare come lo sviluppo agricolo sia stato un percorso cruciale per la costruzione della nazione nella nuova era.
La mostra è accompagnata da un libro illustrato concepito dall’artista e graphic designer Evi O e pubblicato da Fondazione Prada che include un’introduzione di Miuccia Prada, Presidente e Direttrice di Fondazione Prada, una conversazione tra Cao Fei e Rem Koolhaas – che dal 2012 conduce con lo studio OMA una ricerca approfondita sulle campagne –, una storia fantascientifica scritta dall’artista e una serie di interviste e saggi di noti studiosi, curatori ed esperti. Il libro “Dash” è disponibile nella nuova collana “Dispense” che proporrà una selezione di cataloghi della Fondazione ristampati in medio formato e in bianco e nero.
Fondazione Prada
fondazioneprada.org

