Salute al femminile – Prevenzione non come divieti – ma forme di cura

Troppo spesso la prevenzione viene vissuta come un insieme di divieti; in realtà è solo una forma più avanzata di cura.

Una generazione di donne/uomini informati – può evitare di ammalarsi personalmente e può evitare anche la diffusione di pericolosi agenti infettivi ben presenti nella nostra società.

Conoscere per prevenire; non devono esserci finti moralismi, ma

  • seria informazione medica per vivere tutti più sani. 

Informiamo le nostre figlie e nipoti per la difesa della loro salute:

  • Papillomavirus umano (HPV)
  • virus dell’epatite B e C
  • HIV

Circa il 13% dei tumori è riconducibile ad agenti infettivi.

Sessualità, libertà e prevenzione: quando la coscienza protegge la salute
Se pensiamo alle

  • cause del cancro, immaginiamo il fumo, l’inquinamento, l’alimentazione scorretta o la predisposizione ereditaria, eppure una parte significativa nasce dall’incontro tra biologia e relazioni umane.

Il 2 giugno si celebra la Giornata Internazionale sex workers, una ricorrenza nata nel 1975 a Lione, quando un gruppo di donne occupò la chiesa di Saint-Nizier per denunciare violenze, discriminazioni e mancanza di tutela sanitaria.

In Italia il tema continua a suscitare profonde discussioni etiche: la

  • Legge Merlin del 1958 rappresentò una svolta storica, chiudendo le case di tolleranza e affermando il principio che il cittadino non potesse essere ridotto a oggetto di sfruttamento economico.

Non è compito dell’oncologia risolvere problemi di scelte morali, ma

  • avendo lavorato per oltre dieci anni all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ho imparato che ogni relazione umana possiede una dimensione sanitaria.

L’Unione Europea, pur lasciando agli stati membri approcci differenti, ha tracciato ad esempio la Roadmap for Women’s Rights: il principio secondo cui ogni donna ha diritto ai più alti standard di salute fisica e mentale, compreso l’accesso a informazioni basate sulle evidenze riguardo alla salute e alla sessualità.

Inoltre l’educazione sessuale, la prevenzione e la promozione della salute vengono considerate strumenti fondamentali di emancipazione e uguaglianza.

 

Circa il 13% dei tumori è riconducibile ad agenti infettivi.

Il Papillomavirus umano (HPV) è responsabile della quasi totalità dei tumori della cervice uterina e contribuisce allo sviluppo di tumori dell’ano, dell’orofaringe, del pene, della vulva e della vagina.

I virus dell’epatite B e C sono associati al tumore del fegato.

L’HIV, pur non causando direttamente il cancro, aumenta il rischio di diverse neoplasie attraverso l’immunodepressione.

Di fronte a queste evidenze, la questione diventa costruire consapevolezza.

Troppo spesso la prevenzione viene vissuta come un insieme di divieti.

In realtà rappresenta la

  • capacità di comprendere le conseguenze delle proprie scelte, così da trasformare un rischio invisibile in una decisione consapevole.

È il passaggio dalla semplice informazione alla coscienza. Per questo motivo

  • vaccinazione, screening, educazione sessuale e accesso alle cure non rappresentano soltanto strumenti sanitari, ma veri mezzi di libertà.

Oggi lo fanno tutti, ma quando iniziammo nel 2011 con la fondazione di Erone onlus, fummo buoni profeti nell’annunciare un nuovo paradigma di cura con lo slogan “creare una coscienza oncologica”: un’idea capace di accompagnare i cittadini verso comportamenti più sicuri, più responsabili e più rispettosi della propria salute.

In fondo, la prevenzione

  • non consiste nell’imporre alle persone come vivere, ma nel fornire gli strumenti per comprendere il significato delle proprie scelte.

Perché la salute non è assenza di malattia, è una forma di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.

Credo davvero che

  • la prevenzione sia la forma più avanzata di cura: protegge le persone quando ancora non sanno di averne bisogno.

L’articolo qui sopra, proviene da un testo del dott. Alberto Vannelli
Presidente Erone Onlus

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